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n° 235 del 4 Febbraio 2005 Stampa E-mail
giovedì 03 febbraio 2005

4 Febbraio 2005
nr. 235
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.171 indirizzi e-mail


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1-Comunicato stampa nr 05/12 del 28 gennaio 2005
“Afghanistan, l’ospedale Wazir Akbar Khan completamente rinnovato è stato
consegnato al ministero della Sanità pubblica”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

2-Comunicato stampa nr 05/11 del 27 gennaio 2005
“Somalia, il CICR distribuisce cibo a 10.000 famiglie nomadi”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

3-Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa
"Bollettino Sudan del 21 gennaio 2005 - aggiornamento sulle attivita' del CICR sul campo"
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

4-Tratto dal sito web del Comitato Internazionale della Croce Rossa al link:
“Un faro luminoso nella remota Aceh” 18 gennaio 2005
di Ian Woolverton da Teunom, provincia di Aceh
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly.

 

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1-Comunicato stampa nr 05/12 tratto dal sito del CICR al link: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/693CEV!OpenDocument
“Afghanistan, l’ospedale Wazir Akbar Khan completamente rinnovato è stato consegnato al ministero della Sanità pubblica”
Dopo ampi rinnovamenti, il 25 gennaio 2005 l’ospedale Wazir Akbar Khan della capitale afgana, Kabul, è stato consegnato al ministero della Sanità pubblica.
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

I tecnici della Croce Rossa norvegese, lavorando in stretta collaborazione con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), con il ministero e gli alti dirigenti dell’ospedale, ha portato avanti lavori di riparazione all’edificio dall’estate del 2002: ha installato un nuovo sistema di riscaldamento e riparato il tetto, le finestre e le porte (con il sostegno finanziario della Società della Mezzaluna Rossa del Kuwait). Inoltre, il sistema di approvvigionamento d’acqua è stato migliorato, l’impianto elettrico è stato rifatto completamente, i muri sono stati intonacati e imbiancati e i pavimenti e le pareti, dove necessario, sono stati piastrellati. L’ospedale è stato inoltre provvisto di due generatori; e la Croce Rossa danese, lavorando sotto gli auspici del CICR, ha installato un impianto per la gestione dei rifiuti, un laboratorio per la manutenzione e delle attrezzature per radiografie.

 

La relazione del CICR con l’ospedale Wazir Akbar Khan risale a molti anni fa. Questo ospedale con 100 posti letto era, e rimane, per l’Afghanistan l’ospedale di riferimento per la chirurgia di emergenza e ortopedica. Negli anni 90, con l’imperversare degli scontri in e attorno a Kabul, c’era urgente bisogno di aiuto e il CICR provvide a rifornire regolarmente l’ospedale di farmaci, materiale medico, cibo e carburante. Per esempio, nel 1994 fino a un terzo dei migliaia dei feriti di guerra della capitale vennero curati in questo ospedale o presso l’ospedale Karte Seh nell’ovest di Kabul, anch’esso supportato dal CICR. Tra il 1996 e il 2004, l’ospedale Wazir Akbar Khan ha ricoverato 71.500 pazienti ed eseguito 50.000 operazioni. Circa 28.600 pazienti sono stati sottoposti a trasfusione del sangue.

 

Oggi, questo edificio spazioso, con la sua nuova verniciatura di color crema e lilla pallido, presenta una facciata esterna gradevole. All’interno, i reparti e le stanze del personale sono accoglienti e confortevoli. Le stanze sono luminose, e dalle grandi finestre si possono vedere le montagne brulle che circondano Kabul.

 

Ora che i lavori di rinnovamento sono praticamente finiti e l’edificio è stato consegnato al ministero della Sanità pubblica, il CICR continuerà a inviare per altri tre mesi forniture mediche e non mediche, articoli d’igiene e di cancelleria e incentivi al personale.

 

Complessivamente, circa 20 operatori delle Società della Croce Rossa norvegese e danese e il CICR hanno lavorato in associazione a questo progetto sin dall’inizio delle operazioni di rinnovamento, cominciate quasi tre anni fa. Durante la cerimonia di consegna, il capo della delegazione del CICR in Afghanistan, Philip Spoerri, ha reso omaggio alla pazienza e alla dedizione di tutti coloro che sono stati coinvolti in tale programma, in particolare ai medici e al personale infermieristico dell’ospedale, che hanno rischiato la loro vita per assistere i malati e i feriti durante i terribili anni di guerra e che oggi continuano a servire la loro gente.

 

 

 

2-Comunicato stampa nr 05/11 del 27 gennaio 2005 tratto dal sito del CICR al link: http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/692JWT!OpenDocument
Somalia, il CICR distribuisce cibo a 10.000 famiglie nomadi
“Tra l’11 e il 20 gennaio il CICR ha distribuito oltre 2.000 tonnellate di cibo a circa 10.000 famiglie nel centro della Somalia e nella regione del Puntland.”

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Queste scorte di cibo permetteranno alla gente di sopravvivere fino al prossimo raccolto, in aprile.

 

Il CICR ha deciso di distribuire del cibo in seguito a una sua indagine che ha rivelato uno stato di diffusa malnutrizione. A esserne colpiti sono in particolare i bambini, che soffrono di una serie di malattie causate da sottoalimentazione acuta.

 

Le siccità ricorrenti hanno avuto un effetto devastante sulle popolazioni di queste zone, molte delle quali sono nomadi. A causa della graduale distruzione dei terreni da pascolo, esse hanno perso il loro bestiame; e i loro mezzi di sostentamento nonché i meccanismi tradizionali di adattamento si sono esauriti, creando una situazione critica.

 

Lo scorso settembre, il CICR ha fornito circa 250 milioni di litri di acqua a 57.000 famiglie, dislocate in 250 luoghi delle stesse regioni. Questo è stato sufficiente per un mese ed ha aiutato a prevenire una maggiore distruzione di bestiame e di mezzi di sostentamento.

 

Il CICR è presente in Somalia dal 1982. Opera in stretta collaborazione con la Società della Mezzaluna Rossa della Somalia per dare sostegno ai bisognosi, attraverso la fornitura di una regolare assistenza d’emergenza, la realizzazione di programmi di medicina e la gestione di oltre 300 progetti riguardanti l’approvvigionamento d’acqua, la sanità, l’agricoltura e la medicina veterinaria.

 

 

 

 

3-Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/iwpList74/41C5DAD1B5E419EBC1256F9100527CAE

"Bollettino Sudan del 21 gennaio 2005 - aggiornamento sulle attivita' del CICR sul campo"
Traduzione non ufficiale di S.G.Chiossi
Situazione generale

La firma dell'accordo di pace da parte del
governo del Sudan e del Movimento Armato di Liberazione del Popolo Sudanese (MALPS) a Nairobi, avvenuta il 9 gennaio, ha segnato la fine del conflitto ventennale nel sud del paese. L'evento e' stato celebrato con numerosi festeggiamenti e seguito da un viaggo di due giorni nel Sudan meridionale del presidente della repubblica e alte cariche dello stato.
I vertici del MALPS hanno dichiarato di voler spostare gli uffici amministrativi e politici dell'organizzazione a Juba, 300 kilometri a sudest di Rumbek, ove si trovano attualmente.
A seguito dell'accordo di pace, si ritiene che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite inviera' nelle prossime settimane una missione multinazionale di supporto alla pace di 10.000 uomini nel sud del paese, per quanto il dispiego completo di tali truppe possa richiedere diversi mesi.

IN EVIDENZA

Il governo del Sudan ed il MALPS hanno fatto richiesta formale al CICR di facilitare il rilascio e trasferimento di tutte le persone detenute in relazione al conflitto. Il CICR ha accettato sulla base del proprio mandato e del ruolo di intermediario neutrale che riveste. A tale scopo le parti hanno ricevuto un memorandum contenente le procedure di intervento del CICR ed i principi che regolano il rilascio ed il trasferimento di detenuti. Una volta firmato il memorandum, il CICR sara' in grado di registrare i detenuti, organizzare il loro rimpatrio volontario e consegnarli alle autorita' competenti. L'intero processo durera' probabilmente diverse settimane.

Il CICR ha visitato persone detenute dal MALPS sin dal 1989. Soltanto nel 2004, l'organizzazione ha incontrato persone private della liberta' in 70 paesi differenti.

Ristabilire i legami famigliari

L'attuale conflitto nella regione di Darfur ha costretto centinaia di migliaia di famiglie a lasciare le proprie case in cerca di cibo e rifugio.
Siccome molte persone perdono i contatti con i propri famigliari durante tali migrazioni, il sistema di rintracciamento continua ad aumentare, per far fronte alla domanda in crescita. Più di 15 antenne radio verranno rese operative nelle settimane a venire, la maggior parte in campi profughi in Darfur e nel confinante Ciad orientale.

Dall'inizio dell'anno sono stati raccolti 239 Messaggi di Croce Rossa in Sudan e da profughi del Darfur in Ciad. Il CICR ha sinora distribuito 224 Messaggi, di cui 153 in Sudan e 71 in Ciad.

Salute

Nel nord del Darfur il CICR ha stimato gli interventi necessari nella città di Sayay ed aree circostanti. Tra le malattie più diffuse si registrano le infezioni respiratorie, la diarrea, le malattie reumatiche e la malaria.

Nel Darfur meridionale il CICR ha da poco donato due kit completi di bendaggio, antibiotici, antidolorifici ed altro materiale all'ospedale universitario di Nyala. E' stata inoltre realizzata una campagna di quattro giorni per la vaccinazione anti-polio per 7.000 persone in Gereida, così come per gruppi nomadi a Zalingei, Darfur occidentale.

Distribuzione di cibo

Dal 1 gennaio il CICR ha già distribuito 215 tonnellate di cibo, 6.822 pacchi di materiale essenziale a 15.124 persone nel Darfur settentrionale, e 413.5 tonnellate a 22.146 persone nel sud, ove e' stata recentemente rivalutata l'emergenza economica a Bor e Pibor.

Azioni preventive

Al fine di far accettare e comprendere l'operato del CICR e garantire accesso alle persone bisognose, vengono organizzate sessioni informative sul CICR, il suo mandato e lo scopo della sua azione per differenti tipologie di pubblico. Nelle settimane passate, sette di queste sessioni in Darfur hanno coinvolto capi delle comunità, giornalisti locali, docenti universitari e rappresentanti delle forze armate sudanesi. A Juba, Sudan del sud, sono state cinque le presentazioni rivolte a leaders ed autorita' locali, membri di vari gruppi armati e dell'aviazione del Sudan.

 

 

 

4- Tratto dal sito web del Comitato Internazionale della Croce Rossa al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/05/05011801/
“Un faro luminoso nella remota Aceh” 18 gennaio 2005
di Ian Woolverton da Teunom, provincia di Aceh
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly.

 

 

In un grande campo verde, a cinque chilometri dalla costa devastata dallo tsunami della provincia di Aceh, nove tende bianche brillano sotto la luce del sole. Accanto a loro, in cima ad un palo alto dieci metri, una bandiera di Croce Rossa ondeggia dolcemente nella brezza.

 

Questa è Teunom. Un luogo così remoto che anche i piloti degli elicotteri della Croce Rossa locale hanno difficoltà a trovarlo. Ma questo non deve sorprendere. Onde imponenti hanno cancellato Teunom dalle carte geografiche a dicembre, uccidendo 4.000 persone e lasciandone migliaia senza un’abitazione.

 

“ Teunom è stata spazzata via. Non è rimasto nulla.” dice Richard Munz, un chirurgo, con barba e capelli d’argento, della Croce Rossa tedesca, il cui team ha installato un’unità di soccorso medico di base, una specie di ospedale improvvisato, alla periferia di Teunom.

 

“ C’è solo una strada asfaltata che conduce dalla costa alla foresta e ai piedi delle montagne distanti circa 18 chilometri. Dopo di che,” aggiunge, “c’è solo la giungla.”

 

Prima dello tsunami, Teunon aveva una popolazione di 23.000 abitanti. Era una prosperosa comunità di pescatori, dove le persone si guadagnavano da vivere dal mare. Ma ora il paese è devastato.

 

La maggior parte degli edifici, inclusi i centri sanitari, è stata distrutta. La grande ondata di acqua, fango e sabbia ha portato via anche la vita di 16 persone dello staff, inclusi medici ed infermieri.

 

Nei giorni successivi al disastro, gli operatori sanitari indonesiani sopravvissuti hanno lavorato senza tregua per soddisfare le esigenze basilari della popolazione locale. Ma sono stati sopraffatti. Si è richiesto l’aiuto della Croce Rossa.

 

In un imponente spettacolo, gli elicotteri della marina militare americana hanno portato a termine 22 missioni di volo dalla capitale della provincia, Banda Aceh, per portare a Teunom le molte tonnellate di attrezzatura, oltre ad un medico, tre infermieri, un tecnico di laboratorio ed un paramedico della Croce Rossa Tedesca.

 

Imballata in contenitori di metallo ed assemblata sul posto, l’unità sanitaria, che può gestire i bisogni di circa 20.000 persone, dispone di un’unità di maternità, una farmacia, una sala d’aspetto, una sala operatoria e un laboratorio.

 

“ Scaricare l’equipaggiamento è stato un vero incubo. Adesso è la stagione delle piogge. Nei primi tre giorni ha piovuto ininterrottamente.” afferma Richard.

 

Ventotto persone dello staff del locale centro sanitario, distrutto dallo tsunami, lavorano con la Croce Rossa tedesca. “ Ci sono quattro ostetriche, quattro medici e nove infermiere, oltre al personale di supporto amministrativo,” spiega.

 

 

La dottoressa Nursanty, 31 anni, è una di loro. Sposata con due figlie piccole, vive a Teunom da cinque anni, e ha perso la casa in seguito allo tsunami. “ La mia casa è distrutta,” sussurra, a testa china. “ Ora vivo nella casa della mia infermiera, a cinque chilometri da qui.”.

 

E’ disperatamente preoccupata per i suoi parenti a Banda Aceh. “ Non ho avuto notizie della mia famiglia dal giorno del disastro. I miei genitori sono dispersi a Banda. Mio suocero, mia suocera. Non c’è modo di mettersi in contatto con loro,” dice la dottoressa tra le lacrime.

 

Ma nonostante l’angoscia, si rifiuta di lasciare Teunom, la città che ha chiamato casa per oltre cinque anni, a bordo di uno dei tanti elicotteri che portano pazienti e rifornimenti alla clinica.

 

“ Ho una responsabilità nei confronti della mia gente a Teunom. Vorrei andare, ma devo anche prendermi cura della mia gente. Non ho il cuore di andarmene in questo modo,” afferma la dottoressa Nursanty.

 

Da quando la clinica ha aperto, Croce Rossa ha visitato fino a 170 pazienti al giorno. Ma il team guidato dal dottor Munz si aspetta che altre persone verranno appena si diffonderà la voce che un centro sanitario ha aperto nell’area.

 

“ Credo che avremo fino a 200 pazienti al giorno per almeno le prossime tre o quattro settimane. Ho iniziato a fare piccoli interventi chirurgici, soprattutto per ferite infette”, afferma. “ Stiamo trattando persone per malattie infettive, problemi respiratori, diarrea oltre a malattie da traumi. Anche moltissimi ascessi e ferite infette.”

 

La mattina, tra le nove e le dieci, ed il tardo pomeriggio sono i momenti di maggiore attività. I pazienti fanno la coda nella farmacia per medicinali di base. Altri siedono pazientemente nella sala d’aspetto in attesa della registrazione per essere visitati da un medico o un’infermiera.

 

Intorno alle undici, Richard Munz effettua il giro dei pazienti. Inginocchiandosi accanto ad un anziano con difficoltà motorie, gli chiede, con l’aiuto di un’interprete della Croce Rossa indonesiana, come si sente.

 

“ Ha mal di testa ed un po’ di vertigini,” dice Richard annuendo e ripetendo ciò l’interprete ha detto. “ Passerà. Può bere, e dovrebbe bere molto”.

 

Richard desidera che l’uomo tenti di camminare. “ Voglio che si alzi in piedi. Ha bisogno di camminare un po’ in giro. Sarà più facile se lo fa.”

 

E con ciò, il dottore prende gentilmente la mano dell’uomo e l’aiuta a mettersi in piedi. “ Sarai più forte oggi se lo fai”. Riluttante, l’uomo si alza in piedi barcollante e con l’aiuto di una stampella muove qualche piccolo passo. “ Presto starà bene” aggiunge Richard, mentre alza i pollici in segno di approvazione.

 

Più tardi lo stesso giorno, due infermiere della Croce Rossa tedesca rimuovono una scheggia di legno dalla mano destra di una ragazzina, la cui ferita è seriamente infetta. “ E’ rimasta con questa ferita per due settimane, sin dallo tsunami. Ha bisogno di una buona pulita e di una fasciatura. Ma starà bene,” dice Sonja Jahns, una delle infermiere.

 

Le infermiere tedesche ed indonesiane, come anche i medici, vedono molte ferite come questa. Lavorano bene insieme. I tedeschi forniscono le attrezzature mediche, gli equipaggiamenti e parte dello staff. Ma gli indonesiani eseguono la maggior parte del lavoro sanitario a contatto con i pazienti.

 

“ Stanno facendo un ottimo lavoro, come sempre. Siamo qui solo per sostenerli,” afferma il dottor Munz.

 

Sono solo cure mediche di base. Ma essenziali se si vogliono evitare infezioni pericolose, che potrebbero portare a future complicazioni o perfino amputazioni.

 

Nel frattempo, i “reparti” maschile e femminile sono stati approntati per i pazienti ricoverati. Qui, l’infermiera della Croce Rossa tedesca Bernd Kentsch ha costruito un condizionatore d’aria improvvisato per rinfrescare i pazienti.

 

Appese ad una fune, scatole di cartone marrone si stendono per tutta l’ampiezza della tenda, mosse da lunghi pezzi di corda che vengono tirati da parenti ed amici per creare una brezza rinfrescante e gradita per i pazienti costretti a letto.

 

A breve distanza da qui dall'altra parte del campo, i medici e le infermiere locali somministrano medicinali di base, come anti-dolorifici ed antibiotici provenienti dalla farmacia. Volutamente, non è niente di complicato.

 

“ Nel 95% dei casi, è questo il tipo di assistenza sanitaria di cui ha bisogno la popolazione locale,” afferma Richard.

 

Ma in un’altra tenda di Croce Rossa, quattro pazienti, inclusa una ragazzina, sono distesi sui letti. Uno ha la malaria. I famigliari fanno aria con dei pezzi di cartone per tenere lontane le mosche e per dare un po’ di sollievo dal caldo terribile.

 

“ Tre di loro sono stati veramente sotto l’onda dello tsunami,” spiega Richard.

“ Hanno ingerito molta acqua salata. Qui, gli stiamo offrendo luogo dove riposare. La ragazza ha bisogno di antibiotici, altri due hanno la diarrea.”

 

L’uomo con la malaria è arrivato ieri. La sua situazione era seria, ma è stato curato e si prevede un suo pieno recupero. “Potrà essere dimesso domani", assicura Richard.

 

Al crepuscolo, accalcati attorno alla finestra di una tenda, un numeroso gruppo di locali si contende a spintoni un posto da cui poter intravedere due infermiere tedesche che drenano il pus dall’orecchio infetto di un giovane. E’ uno spettacolo insolito, ma per alcune persone di questa città devastata rappresenta una forma d’intrattenimento. Almeno per ora, possono dimenticare i loro problemi.

 

E alle otto di sera, la lunga giornata volge al termine. In lontananza, un temporale illumina il cielo scuro. Neanche un alito di vento, la bandiera di Croce Rossa è senza vita nell’immobilità della notte limpida, mentre mille stelle brillano nel cielo.

 

L’unico rumore, il debole ronzio di un generatore elettrico utilizzato per alimentare le lampade al tungsteno. L’unità di assistenza sanitaria base è letteralmente un faro di luce – e di comfort – in quest’umida serata nella remota Aceh.

 

La Croce Rossa tedesca rimarrà a Teunom per tutto il tempo necessario. Ma alla fine del mese, Richard e la sua squadra partiranno e saranno rimpiazzati da altro personale sanitario della Croce Rossa tedesca.

 

Seduto comodamente sulla sedia a sdraio, fumando una sigaretta e soddisfatto del lavoro della giornata, Richard espira profondamente. “ La situazione migliora costantemente. Stiamo facendo progressi

 
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