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n° 60 del 21 Luglio 2005 Stampa E-mail
martedì 17 aprile 2001
18 APRILE 2001
nr. 60
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




---------------------------------------------------------------------------------- 

1. 1901 - 2001: Centenario dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace
(il primo della storia) a Henry Dunant fondatore del Comitato
Internazionale della Croce Rossa e a Frederic Passy Fondatore e Presidente
della prima Società francese per la Pace. - Luigi Micco ha tradotto le
loro biografie pubblicate sul sito www.nobel.se/peace/laureates/1901/ -
(un grazie a Stefano e Roberto di Reggio Emilia per averci fornito le fonti
in inglese)
2. "Rifugiati" III parte a cura di Luigi Micco
3. "Da Solferino a Castiglione - Fiaccolata 2001" di M.Grazia Baccolo
4. "Una luce nell'oscurità: attività umanitarie internazionali e la realtà
complessa delle ong" Caravaggio (BG), sabato 12 maggio 2001 - ore 09.00
c/o Centro Congressi della Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio
vicolo San Carlo, 1
5. ICRCnews nr. 6 - 7 - 8 - 10 (il nr.9 non è pervenuto da Ginevra)

1
Il Premio Nobel per la Pace del 1901
Frédéric Passy (Francia)
Fondatore e Presidente della prima società francese della pace
(Parigi, 1822-1912)

Jean Henri Dunant (Svizzera)
Fondatore del Comitato Internazionale della Croce Rossa
(Ginevra, 1828-1910)


Frédéric Passy
Frédéric Passy (20 maggio 1822, 12 giugno 1912) è nato a Parigi e lì ha
vissuto la sua intera vita di novanta anni. La tradizione del servizio
civile francese era forte nella famiglia di Passy; suo zio, Hippolyte Passy
(1793-1880), divenne un ministro di gabinetto sia sotto Luigi Pilippo, sia
sotto Luigi Napoleone. Educato da avvocato, Frédéric Passy entra nel
servizio civile all'età di ventidue anni come ragioniere nel Consiglio di
Stato, ma lascia dopo tre anni per dedicarsi allo studio sistematico
dell'economia. Emerge come economista teorico nel 1857 col il suo "Mélanges
économics", una raccolta di saggi che aveva pubblicato nel corso delle sue
ricerche, e conferma la sua dotta reputazione con una serie di conferenze
tenute tra il 1860 e il 1861 all'Università di Montpellier e più tardi
pubblicate in due volumi sotto il titolo "Leçons d'économie politique".
Ammiratore di Riccardo Cobden, diviene un ardente libero mercante,
fiducioso che il libero commercio renda le nazioni, insieme, partner in
un'impresa comune, ottenendo come risultato ultimo il disarmo e, che porti
all'abbandono della guerra. Passy tiene conferenze su argomenti economici
virtualmente in ogni città ed università della Francia e ha flusso continuo
di pubblicazioni su soggetti economici, tra i quali i più importanti "Les
Machines et leur influence sur le développement de l'humanité" (1866),
"Malthus et sa doctrine" (1868), "L'Histoire du travail" (1873). La fiducia
appassionata di Passy nell'istruzione trova espressione nel "De la
propriété intellectuelle" (1859) e "La Démocratie et l'instruction" (1864).
Per questi contributi, fra gli altri, è nominato nel 1877, membro
dell'Accademia delle scienze morali e politiche, una sezione dell'Istituto
di Francia.

Passy non era, comunque, uno studioso "recluso"; era un uomo di azione. Nel
1867, incoraggiato dalla sua influenza sull'opinione pubblica, cercando di
scongiurare la possibile guerra tra la Francia e la Prussia sulla questione
del Lussemburgo, fonda la "Ligue internationale et permanente de la paix".
Quando la Lega si dimostra inefficace nella disastrosa guerra
Franco-Prussiana del 1870-1871, è riorganizzata con il nome di "Société
française des amis de la paix", che sfocerà nella più specifica "Société
française pour l'arbitrage entre nations" costituita nel 1889.

Passy continua i propri sforzi nel governo di allora. E' eletto alla Camera
di Deputati nel 1881 e nel 1885, ma non nel 1889. Alla Camera sostiene le
leggi in favore del lavoro, specialmente un atto relativo agli incidenti
industriali; contrario alla politica coloniale del governo, redige una
bozza di proposta per il disarmo e presenta una risoluzione per
l'arbitraggio delle dispute internazionali.

Il suo interesse parlamentare sull'arbitraggio è mutuato dal successo
ottenuto da Randal Cremer nel promuovere nel Parlamento britannico la
stipula di una risoluzione tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti, relativa
all'arbitraggio di ogni disputa tra loro non risolta dai normali mezzi
diplomatici. Nel 1888, Cremer capeggia una delegazione di nove membri del
Parlamento britannico che incontra a Parigi una delegazione di ventiquattro
deputati francesi, capeggiati da Passy, per discutere sull'arbitraggio e
posare le fondamenta per un'organizzazione che promuova la sua
approvazione. L'anno seguente, cinquantasei parlamentari francesi, ventotto
britannici, e vari rappresentanti dei parlamenti d'Italia, Spagna,
Danimarca, Ungheria, Belgio, e degli Stati Uniti, formano l'Unione
Interparlamentare, di cui Passy è uno dei tre presidenti. L'Unione, ancora
esistente, stabilisce una sede centrale per raccogliere le idee ed
incoraggiare la formazione di gruppi parlamentari nazionali informali ed
individuali, disposti a sostenere le legislazioni in linea con la pace,
specialmente attraverso l'arbitraggio.

Il pensiero e l'azione di Passy, avevano unità. La pace internazionale era
l'obiettivo, l'arbitraggio di dispute in politiche internazionali e il
libero commercio di beni era il mezzo, le sezioni nazionali dell'Unione
Interparlamentare gli agenti iniziali, la gente il supremo sostenitore.

Attraverso i suoi lavori prodigiosi nell'arco di metà secolo nel movimento
della pace, Passy diviene un "apostolo di pace". Scrive incessantemente e
vividamente. Il suo "Per la pace" (1909), pubblicato all'età di
ottantasette anni, un personale resoconto - al posto di un'autobiografia,
che egli deplora - del suo lavoro per la pace internazionale, pone
l'attenzione specialmente sulla fondazione della Lega, il "periodo
decisivo" quando l'Unione Interparlamentare è costituita, lo sviluppo di
congressi sulla pace, ed il valore della Conferenza de L'Aia.

Passy era un oratore rinomato, noto per le domande intellettuali poste ai
suoi uditori, per la sua voce potente, i suoi gesti ampi, e suoi modi
grandiosi e dignitosi.
Bibliografia selezionata

"Frédéric Passy", American Journal of International Law, 6 (Ottobre, 1912)
975-976.

Gide, Charles, "Obituary: Frédéric Passy (1822-1912)", The Economic
Journal, 22 (Settembre, 1912) 506-507.

Institut international de bibliographie, Répertoire bibliographique
universel: Bibliographie des écrits de Frédéric Passy. Bruxelles, 1900.

Le Foyer, Lucien, "Un Grand Pacifiste", Le Monde illustré (29 giugno 1912)
418.

Maza, Herbert, "Frédéric Passy: La Fondation de l'Union
Interparlementaire", in Neuf meneurs internationaux, pp. 223-239. Parigi,
1965.

Obituary, Le Figaro (13 giugno 1912) 2.

Obituary, the (London) Times (13 giugno 1912) II.

Passy, Frédéric. The Passy M S S are in the Library of the Peace Palace at
The Hague.

Passy, Frédéric, "The Advance of the Peace Movement throughout the World",
American Monthly Review of Reviews, 17 (Febbraio, 1898) 183-188. Una
traduzione inglese dell'articolo originale è apparso in "Revue des revues".

Passy, Frédéric, La Démocratie et l'instruction: Discours d'ouverture des
cours publics de Nice. Paris, Guillaumin, 1864.

Passy, Frédéric, Histoire du travail: Leçons faites aux soirées littéraires
de la Sorbonne. Parigi, 1873.

Passy, Frédéric, Leçons d'économie politique. Tenute a Montpellier da F.
Passy, 1860-1861. Raccolte da E. Bertin e P. Glaize. Montpellier, Gras, 1861.

Passy, Frédéric, Les Machines et leur influence sur le développement de
l'humanité. Parigi , Hachette, 1866.

Passy, Frédéric, Mélanges économiques. Parigi, Guillaumin, 1857.

Passy, Frédéric, "Peace Movement in Europe", American Journal of Sociology,
2 (Luglio, 1896) 1-12.

Passy, Frédéric, Pour la paix: Notes et documents. Parigi, Charpentier, 1909.

Passy, Frédéric, De la propriété intellectuelle. Studi di F. Passy, V.
Modeste, e P. Paillottet. Parigi, Guillaumin, 1859.

Passy, Frédéric, Sophismes et truismes. Parigi, Giard & Brière, 1910.

Van Schilfgaarde, Waszkléwicz, "Frédéric Passy", in Mannen en vrouwen van
beteekenis in onze dagen. Haarlem, Willink, 1900.


Da "Nobel Lectures", Pace 1901-1925.


JEAN HENRI DUNANT
La vita di Jean Henri Dunant (8 maggio 1828 - 30 ottobre 1910) è un
trattato di contrasti. È nato in una casa ricca ma è morto in un ospizio;
in mezza età ha contrapposto una grande fama all'oscurità totale, e il
successo negli affari al fallimento; nella maturità è virtualmente esiliato
dalla società ginevrina, società della quale era stato una volta un
ornamento ed è morto in una stanza solitaria, lasciando un amaro
testamento. Il suo umanitarismo appassionato è stato una costante nella sua
vita, e la Croce Rossa il suo monumento vivente.

La famiglia ginevrina nella quale Henri Dunant è nato era religiosa,
umanitaria, e di inclinazioni civili. Nella prima parte della sua vita
Dunant era impegnato piuttosto seriamente in attività religiose e per un
periodo lavora a tempo pieno come rappresentante dell'Associazione
cristiana del Giovani Uomini, viaggiando in Francia, Belgio, ed Olanda.

A ventisei anni, Dunant entra nel mondo degli affari come rappresentante
delle Compagnie delle Colonie Ginevrine Sétif in Africa del Nord e Sicilia.
Nel 1858 pubblica il suo primo libro, "Notice sur la Régence de Tunis",
composto per la maggior parte da osservazioni di viaggio, ma contenente un
capitolo straordinario, un lungo capitolo, pubblicato separatamente nel
1863, intitolato "L'Esclavage chez les musulmans et aux États-Unis
d'Amérique".

Durante il suo apprendistato commerciale, Dunant concepisce un intrepido
schema finanziario, che vede lui presidente della Compagnia Finanziaria ed
Industriale dei Mulini di Mons-Gémila in Algeria (alla fine capitalizza
circa 100.000.000 franchi) per sfruttare un vasto tratto di terra. Avendo
bisogno dei diritti per lo sfruttamento dell'acqua, risolve facendo appello
direttamente all'Imperatore Napoleone III. Per nulla scoraggiato dal fatto
che Napoleone era sul campo di battaglia a dirigere gli eserciti francesi
che, con gl'italiani, obbligavano gli austriaci fuori dell'Italia, Dunant
si reca nel quartier generale di Napoleone, nell'Italia settentrionale,
vicino Solferino. Arriva in tempo per assistere, e partecipare al seguito
di una delle battaglie più insanguinate del diciannovesimo secolo. La sua
consapevolezza e onesta coscienza, lo spinge a pubblicare nel 1862 un
piccolo libro, "Un Souvenir de Solférino", destinato a renderlo famoso.

Il libro sviluppa tre temi. Il primo è quella della battaglia stessa. Il
secondo dipinge il campo di battaglia dopo il combattimento - il suo
"disordine caotico, disperazione indicibile e disgrazie di ogni tipo" - e
narra la storia principale degli sforzi per curare i feriti nella piccola
città di Castiglione delle Stiviere. Il terzo tema è un progetto. Le
nazioni del mondo dovrebbero formare società di soccorso che si prendano
cura dei feriti in tempo di guerra; ciascuna società dovrebbe essere
patrocinata da un comitato governante composto da figure nazionali
preminenti; dovrebbe fare appello a volontari, dovrebbe addestrare questi
volontari ad aiutare i feriti sul campo di battaglia e prendersene cura
fino alla loro guarigione. Il 7 febbraio 1863 la Società Ginevrina di
Pubblica Utilità, nomina un comitato di cinque, incluso Dunant, per
esaminare la possibilità di mettere in azione questo piano. Con il suo
appello per una conferenza internazionale, questo comitato, in effetti, ha
fondato la Croce Rossa. Dunant, versato i suoi soldi e il suo tempo nella
causa: viaggia in lungo ed in largo per l'Europa ottenendo promesse dai
governi ad inviare rappresentanti. La conferenza, tenutasi dal 26 al 29
ottobre, con trentanove delegati di sedici nazioni partecipanti, approva
alcune ampie risoluzioni e pone le basi per una riunione di
plenipotenziari. Il 22 agosto 1864, dodici nazioni firmano un trattato
internazionale, comunemente noto come la Convenzione di Ginevra, decise a
garantire la neutralità del personale sanitario, ed adottare uno speciale
emblema identificativo - una croce rossa in campo bianco(1).

Dunant aveva trasformato un'idea personale in un trattato internazionale.
Ma il suo lavoro non è era finito. Applica i suoi sforzi per estendere il
campo d'azione della Croce Rossa anche sul personale navale in tempo di
guerra, ed in tempo di pace, alleviare le sofferenze causate da catastrofi
naturali. Nel 1866 scrive un fascicolo intitolato "Universal and
International Society for the Revival of the Orient", avvia un piano per
creare una colonia neutrale in Palestina. Nel 1867 produce un piano per
un'avventura editoriale chiamata "International and Universal Library"
composta dai grandi capolavori di tutti i tempi. Nel 1872 convoca una
conferenza per stabilire l'"Alliance universelle de l'ordre et de la
civilisation", in considerazione del bisogno di una convenzione
internazionale sulla tenuta dei prigionieri di guerra e per la sistemazione
di dispute internazionali da corti di arbitraggio piuttosto che da guerra.

Gli otto anni dal 1867 al 1875 si rivelano essere in netto contrasto con
quelli dal 1859 al 1867. Nel 1867 Dunant era in bancarotta. I diritti di
sfruttamento dell'acqua non erano stati accordati, la compagnia in Africa
del Nord era stata amministrata male (Dunant che aveva concentrato la sua
attenzione su obiettivi umanitari, non in avventure finanziarie). Dopo il
disastro, nel quale trascina molti suoi amici ginevrini, Dunant non era più
benvoluto da nessuno nella società ginevrina. Per alcuni anni vive
letteralmente come un mendicante. C'erano tempi, lui dice(2), quando pranza
con una crosta di pane, annerisce la sua giacca con l'inchiostro, imbianca
il suo colletto con il gesso e dorme fuori delle porte.

Per i venti anni dal 1875 al 1895, Dunant scompare in solitudine. Dopo
brevi soste in vari luoghi, si stabilisce a Heiden, un piccolo villaggio
svizzero. Qui un insegnante del villaggio chiamato Wilhelm Sonderegger, lo
riconosce nel 1890 ed informa il mondo che Dunant era ancora vivo, ma il
mondo non gli da molta importanza. Malato, Dunant è trasferito, nel 1892,
nell'ospizio di Heiden. E qui, nella stanza n. 12, spende i rimanenti
diciotto anni della sua vita. Non comunque, come uno sconosciuto. Nel 1895
quando è nuovamente riconosciuto, il mondo gli attribuisce premi e
riconoscimenti.

Malgrado i premi e gli onori, Dunant non si muove dalla stanza n. 12. Alla
sua morte, nessuna cerimonia funebre, nessuno in lutto, nessun corteo. In
accordo ai suoi desideri, è portato alla sua tomba "come un cane"(3).

Dunant non spende un soldo del premio ricevuto. Lascia alcuni lasciti a
quelli che si erano curati di lui nel villaggio ricoverandolo in ospedale,
finanziando un "letto gratuito" disponibile per gli infermi fra la gente
più povera del villaggio, e lascia il resto a imprese filantropiche in
Norvegia e Svizzera.


1. L'emblema in paesi musulmani è la mezzaluna rossa ed in Iran è il sole e
leone rosso.

2. "Extraits des mémoires" in Les Débuts de la Croix-Rouge en France, p.72.

3. Da una lettera scritta da Dunant e pubblicata da René Sonderegger;
riportata da Gigon in "The Epic of the Red Cross", p. 147.


Bibliografia selezionata
Les Débuts de la Croix-Rouge en France. Parigi, Librairie Fischbacher, 1918.

Dunant, J. Henri. Manoscritti conservati presso la Biblioteca Pubblica
Universitaria di Ginevra.

Dunant, J. Henry, A Memory of Solferino. London, Cassell, 1947. Traduzione
dal francese della prima edizione di "Un Souvenir de Solférino", pubblicato
nel 1862. L'autore pubblica l'originale come "J. Henry Dunant", anche se è
usualmente conosciuto come "Henri Dunant".

Gagnebin, Bernard, "Le Rôle d'Henry Dunant pendant la guerre de 1870 et le
siège de Paris", slegato, ma originalmente pubblicato nella "Revue
internationale de la Croix-Rouge" (aprile, 1953).

Gigon, Fernand, The Epic of the Red Cross or the Knight Errant of Charity,
traduzione dal francese di Gerald Griffin. Londra, Jarrolds, 1946.

Gumpert, Martin, Dunant: The Story of the Red Cross. New York, Oxford
University Press, 1938.

Hart, Ellen, Man Born to Live: Life and Work of Henry Dunant, Founder of
the Red Cross. Londra, Gollancz, 1953.

Hendtlass, Willy, "Henry Dunant: Leben und Werk", in Solferino, pp. 37-84.
Essen Cityban, Schiller, 1959.

Hommage à Henry Dunant. Ginevra, 1963.

Huber, Max, "Henry Dunant", in Revue internationale de la Croix-Rouge, 484
(aprile, 1959) 167-173. Traduzione di un breve bozza originalmente
pubblicato in Germania nel 1928.

Da "Nobel Lectures", Pace 1901-1925.

2
Prosegue il nostro viaggio nel mondo dei rifugiati. In questo numero
parleremo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati,
l'organismo ufficialmente deputato ad occuparsi di questa problematica.

Anche in questo numero ci occuperemo del problema dei rifugiati: questa
volta dal "nostro" punto di vista, ovvero vedremo qual è il ruolo del
Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
1) IL RUOLO STORICO DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEZZALUNA ROSSA
Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa,
avendo come base l'azione umanitaria, ha sempre considerato come propria la
responsabilità di occuparsi delle vittime dei conflitti armati e dunque dei
rifugiati e delle persone sfollate. Come punto culminante delle attività
delle Società Nazionali danesi e svedesi in favore degli sfollati e dei
prigionieri di guerra, durante la Prima Guerra Mondiale, il CICR, nel 1921,
lanciò l'idea di un incontro internazionale a Ginevra delle organizzazioni
impegnate negli aiuti ai rifugiati e agli sfollati della Russia, a seguito
della quale, chiese la nomina da parte della Società delle Nazioni (le
future Nazioni Unite) di un Commissario per coordinare le attività di
assistenza internazionale e la protezione giuridica dei rifugiati. Il 27
giugno 1921, il norvegese Fridtjof Nansen, nominato Commissario per i
rifugiati, creò un organismo consultivo composto da molte organizzazioni,
tra cui la Croce Rossa. Questo fu l'inizio della collaborazione tra la
Croce Rossa e le Nazioni Unite, sull'attività in favore dei rifugiati.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Croce Rossa era stata incaricata della
distribuzione degli aiuti ai 30 o 40 milioni di persone sfollate, comprese
quelle deportate in Germania nei campi di lavoro forzato, che c'erano in
Europa, di cui la maggior parte o non possedeva alcun documento di
riconoscimento, o non desideravano ritornare nel proprio Paese, o non lo
potevano fare a causa di problemi politici. Per la prima volta il CICR ha
distribuito i suoi "documenti di viaggio" che hanno permesso a persone
sfollate o apolidi, di recarsi in un Paese d'asilo, o di rientrare nel
proprio Paese.
Nel 1947 viene istituita provvisoriamente una nuova organizzazione delle
Nazioni Unite, l'Organizzazione Internazionale dei Rifugiati (OIR) che
continuerà il lavoro del CICR e della Federazione.

2) RUOLO DEL MOVIMENTO
La azione in favore dei rifugiati o delle persone che si trovano in una
condizione simile, trova le basi nei sette Principi Fondamentali del
Movimento. Alcune importanti risoluzioni adottate, hanno precisato le
responsabilità che ricadono sul Movimento in questo campo.
Rifugiati e richiedenti l'asilo, obbligati dal loro espatrio ad una
situazione di totale dipendenza e disorientati nel Paese di accoglienza,
non sempre ricevono il rispetto che meritano. I rappresentanti del
Movimento Internazionale hanno la responsabilità specifica di controllare
che essi siano pienamente rispettati innanzitutto come esseri umani.
La situazione sociale e psicologica delle vittime di una catastrofe,
comporta, in generale, la necessità di soddisfare dei bisogni primari
(nutrimento, vestiario e alloggiamento), dei consigli, degli scambi di
informazioni e il ricongiungimento familiare. In certe situazioni e
certamente in ragione della situazione dei rifugiati e dei richiedenti
l'asilo nei Paesi industrializzati, il ruolo della Croce Rossa va ben
aldilà. Spesso sarà necessario un aiuto a comprendere meglio le differenti
culture e società, o a soddisfare i bisogni specifici dei rifugiati e dei
minori non accompagnati, o un aiuto nella comprensione delle leggi e delle
procedure che regolano l'asilo e a meglio fare fronte al lungo periodo
d'attesa per la determinazione dello status di rifugiato. La Croce Rossa
può ugualmente aiutare chi non beneficia dello status di rifugiato a
trovare un altro luogo ove emigrare.

La Croce Rossa può giocare un ruolo "da avvocato", cioè può parlare in nome
dei rifugiati o dei richiedenti l'asilo in una società in cui si sviluppano
sempre più delle restrizioni governative e dei processi xenofobi. Può
giocare un ruolo vitale sia a livello nazionale e sia a livello locale per
aiutare la popolazione ad accettare dei rifugiati e dei richiedenti
l'asilo. In ogni caso uno dei suoi obbiettivi è di aiutare il rifugiato a
ritrovare la propria identità offrendogli la possibilità di parlare
liberamente e di esprimere il proprio pensiero.
Nel 1948, la XVII Conferenza Internazionale della Croce Rossa a Stoccolma,
approvando il testo della "Linea di condotta della Croce Rossa
Internazionale in materia di aiuto ai rifugiati", ha raccomandato (XXXI
Risoluzione)
"... in caso di bisogno, le Società Nazionali, includano nelle proprie
attività, l'assistenza sociale alle persone apolidi, ai rifugiati ed alle
vittime della guerra."
Nel 1981, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa si è attribuito un ampio mandato, dichiarando che esso deve (XXI
Risoluzione della XXIV Conferenza Internazionale)
"... in tutti i momenti essere pronto ad aiutare ed a proteggere i
rifugiati, le persone sfollate e i rimpatriati ..." ed attuare "... un
sostegno incessante e la collaborazione del Movimento Internazionale con
l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ...".
Nel 1986, a Ginevra, nella XXXV Conferenza Internazionale viene riaffermato
il mandato del Movimento (XVII Risoluzione)
"... consapevole che il numero dei rifugiati, dei richiedenti l'asilo e
delle persone sfollate è regolarmente aumentato durante i cinque anni
passati, creando delle esigenze ancora maggiori nell'aiuto umanitario, ...".
Queste risoluzioni, mettono in risalto la ferma determinazione del
Movimento ad agire in favore dei rifugiati: intervenire energicamente in
favore dei rifugiati, persone sfollate ed rimpatriati; cercare di ottenere
un sostegno in materia di protezione giuridica dei rifugiati; fornire un
aiuto d'urgenza e realizzare programmi di assistenza ; avere un'attenzione
particolare ai problemi psicologici ed ai bisogni delle persone più
vulnerabili, come i fanciulli; incoraggiare i rifugiati a ritrovare la
propria autonomia nei campi, riducendo così il rischio della comparsa di
una "sindrome da dipendenza" in seno alle popolazioni rifugiate; vegliare
sulla sicurezza del rimpatrio volontario dei rifugiati; operare in
cooperazione e in coordinazione con i governi, l'ACNUR e altre
organizzazioni; prendere in considerazione i bisogni della popolazione
locale nella regione di accoglienza dei rifugiati; fornire alle Società
Nazionali una formazione adeguata ed delle informazioni; lottare contro la
xenofobia e la discriminazione razziale; attuare un'azione in favore della
pace e del rispetto dei Diritti dell'Uomo.
L'ACNUR fa spesso riferimento a tre "soluzioni a lungo termine" per i
rifugiati, per le quali il Movimento può impegnarsi in vario modo:
rimpatrio volontario, integrazione sociale e sistemazione in un "Paese terzo".

3) RUOLO DEL CICR
Anche se la protezione internazionale dei rifugiati è di competenza
dell'ACNUR, il CICR ha un ruolo speciale in merito ai rifugiati che si
trovano in una situazione di conflitto armato. Il D.I.U., non contempla in
modo esplicito i rifugiati, ma la IV Convenzione di Ginevra del 1949,
considera come criterio, il bisogno di proteggere la popolazione civile che
non beneficia della protezione di alcuno Stato. Quindi, la protezione dei
civili da parte del CICR è accordata a chi è in mano del nemico e a chi è
colpito dalle ostilità.
Nei casi ove i conflitti armati possono estendersi ai Paesi vicini, i
rifugiati che vi si trovano, possono essere oggetto di attacchi armati.
Sebbene tali rifugiati sono posti sotto la protezione dell'ACNUR, il CICR
opera in concomitanza, in particolare modo nel caso di attacchi militari
contro i campi di rifugiati nelle regioni di frontiera.
Il CICR, come istituzione specificamente umanitaria, neutra ed
indipendente, agisce alla luce delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei
Protocolli aggiuntivi del 1977, assicurando la protezione alle persone
sfollate all'interno del proprio Paese, in ragione di un conflitto armato.
Interviene ugualmente nel caso in cui le persone sia sfollate all'esterno
del Paese a causa di un conflitto armato e non sono riconosciuti come
rifugiati.
Nel lavoro del CICR, il diritto d'iniziativa assume un significato
particolare. Secondo il proprio statuto, il CICR ha un diritto d'intervento
per ragioni umanitarie nei casi non contemplati dalle Convenzioni di Ginevra.
Per le persone espatriate, sfollati all'interno, rifugiati, rimpatriati, il
CICR, in collaborazione con le Società Nazionali, organizza dei censimenti,
le ricerche, lo scambio delle informazioni e i ricongiungimenti familiari.

4) RUOLO DELLA FEDERAZIONE
Il repentino aumento delle attività negli anni 80 e i nuovi sforzi di molte
Società Nazionali, hanno inevitabilmente creato delle crisi nelle strutture
esistenti ad ogni livello. La Federazione, in virtù del proprio statuto, ha
creato nel 1985 un Dipartimento dei rifugiati e delle persone sfollate, che
in cooperazione con altri Dipartimenti della Federazione, coordina le
attività delle Società Nazionali riguardanti i rifugiati e i richiedenti
l'asilo.
Alcune attività della Federazione in questo settore sono: organizzare degli
incontri regionali, anche di formazione, per le Società Nazionali;
diffondere informazioni e i rapporti delle riunioni riguardanti il problema
rifugiati, alle quali la Federazione partecipa in rappresentanza del
Movimento; informare sui diversi aspetti del lavoro al seguito dei
rifugiati e dei richiedenti l'asilo della Croce Rossa; lanciare degli
appelli a livello internazionale per sostenere dei programmi di aiuto per
le Società Nazionali che si occupano dei rifugiati e a distribuire i fondi
raccolti; fornire dei delegati tecnici per assistere le Società Nazionali
in materia di pianificazione, di funzionamento e di valutazione di una
operazione di aiuto.

5) RUOLO DELLE SOCIETÀ NAZIONALI
Molte Società Nazionali hanno stabilito proprie direttive generali come
base per loro lavoro a favore dei rifugiati e dei richiedenti l'asilo,
altre sono in procinto di farlo, stante la necessità di avere una solida
base per la partecipazione a questo genere di compito.
L'aumento rapido del numero di rifugiati e di richiedenti l'asilo, obbliga
molte Società Nazionali a rispondere dapprima in modo pragmatico ed in
seguito a formulare una politica vera e propria. Il ruolo delle Società
Nazionali può essere molto vasto, comprendendo uno o più dei seguenti
punti: apertura e gestione dei centri di accoglienza; protezione e cure
mediche; lavori sociali durante il periodo di richiesta d'asilo e dopo che
un certo status è stato accordato; corsi di lingua; programmi speciali per
i fanciulli; aiuto all'impiego; aiuto nella ricerca di un alloggio;
formazione professionale ed altre forme d'istruzione; programmi speciali
per i gruppi vulnerabili; per esempio rifugiati e richiedenti l'asilo
sofferenti in seguito a torture o altre forme di violenza; ricerche;
messaggi familiari; ricongiungimenti familiari; aiuto per lasciare
volontariamente il Paese; aiuto alla sistemazione in un altro Paese; aiuto
al rimpatrio volontario; consigli giuridici.

4
"Da Castiglione a Solferino - Fiaccolata 2001"

Sabato 23 giugno 2001 avrà luogo la nona edizione della Fiaccolata da
Solferino a Castiglione.
Sul sito www.micr.it (il dominio è nuovo ma anche il vecchio resta
funzionante) potrete trovare le informazioni necessarie per organizzare la
partecipazione alla manifestazione che verrà aperta Giovedì 21 alle ore 10
e chiuderà Domenica 24 nel pomeriggio (la scheda di partecipazione si apre
con Acrobat 4).

Il programma si svolgerà attraverso i quattro giorni come negli anni
passati, ovvero gli elementi base sono:
Accampamento "Lidia" per 800 persone
Teatro Tenda per mensa ed intrattenimenti
Competizione "Massimo Ghio" IV Edizione il venerdì 22/6
Corteo da Solferino a Castiglione IX Edizione il sabato 23/6

Novità sarà l'organizzazione di mini-conferenze "workshops" su argomenti
ancora da decidere ma che verteranno sulle attività di Croce Rossa, i
relatori saranno del Comitato Internazionale della Croce Rossa e della
Federazione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di Ginevra oltre alla Croce
Rossa Italiana. Gli incontri saranno tenuti nella giornata di Venerdì 22 e
nelle mattine di Sabato 23 e Domenica 24, per un totale di 8 incontri di
ore 1,30 per ogni argomento. Ai gruppi che si iscriveranno alla
manifestazione verrà inviato il programma degli workshops e chi sarà
interessato potrà iscriversi, i gruppi saranno composti da 20/25 persone ca.

La segreteria del Museo (tel 0376-638505 Fax 0376 631107 E-mail
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) è a disposizione per fornire tutte le informazioni che
verranno richieste.

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Gentile Redazione Caffè Dunant,

il Comitato Provinciale di Bergamo della CRI, nelle persone del Delegato
Tecnico per il DIU Marcello Moro e dell'Istruttore Andrea Di Lascio, con la
preziosa collaborazione dell'Unità Locale di Caravaggio, è impegnato ad
organizzare un convegno di rilevanza nazionale sul tema delle attività
umanitarie internazionali.
Quello di quest'anno è il quarto appuntamento di un consolidato progetto
partito nel 1998 con una giornata di studio sui fondamenti del diritto
internazionale umanitario e continuato negli anni successivi con convegni
sulla protezione dei civili nei conflitti armati e sull'assistenza ai
profughi nei conflitti interni, che si sono distinti per la qualità dei
relatori intervenuti e per lo spessore dei contenuti.
E' nostra intenzione proseguire sulla scia di quanto fatto e cercare di
migliorare ulteriormente, con la pubblicazione dei lavori conlcusivi del
prossimo convegno, fissato per il giorno sabato 12 maggio 2001 in località
Caravaggio (BG) presso il centro congressi della Banca di Credito Cooperativo.
Durante il convegno verranno approfonditi aspetti funzionali delle attività
umanitarie internazionali e delle organizzazioni non governative.
La sessione mattutina è interamente dedicata a dottrine stimolanti e
innovative: verranno affrontati tre argomenti, o per meglio dire,
"risvolti" dell'assistenza umanitaria in ambito di conflitto armato, i temi
saranno trattati da esperti di elevata preparazione e competenza.
Il pomeriggio si articolerà in una serie di interventi sul tema della
neutralità tenuti da alcune delle più attive e meritorie ong che di
assistenza si occupano, concludendosi con un dibattito in merito agli
argomenti esposti moderato dalla professoressa Venturini, che anche
quest'anno ha voluto prestare la sua qualificata collaborazione.
Alleghiamo il programma del convegno, specificando che potrebbe subire
piccoli ritocchi nella forma ma è definitivo nella sostanza.
Certi di fare cosa gradita, in attesa di una numerosa partecipazione,
inviamo i nostri più
cordiali saluti

Marcello Moro - DT prov. per il DIU, Comitato Provinciale di Bergamo
Andrea Di Lascio - Istruttore DIU
Per iscrizioni inviare una mail all'indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
oppure Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , fornendo nome, cognome, recapito telefonico,
comitato e componente di appartenza e specificando se si intende
partecipare al pranzo (prezzo orientativo £ 35.000)


Caravaggio (BG), sabato 12 maggio 2001 - ore 09.00
c/o Centro Congressi della Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio
vicolo San Carlo, 1


"una luce nell'oscurità: attività umanitarie internazionali e la realtà
complessa delle ong"

"pro e contro della presenza delle ong in zone di conflitto" (relatori cd.
tecnici)

- Gli effetti dell'assistenza umanitaria sul livello di conflittualità
relatore: Gabriella Arcadu, Docente presso la Scuola di Studi Superiori
"Sant'Anna", Pisa

- Le implicazioni socioeconomiche delle attività umanitarie
relatore: Luca Manunta, Croce Rossa Italiana, istruttore DIU

- L'impatto ambientale delle attività umanitarie
relatore: Massimo De Marchi, Osservatorio dei Balcani di Rovereto,
ricercatore presso l'Università degli Studi di Pavia

pausa pranzo

tavola rotonda "le ong neutrali e non: una diversa strategia per
perseguire un fine comune"

moderatore: prof.ssa Gabriella Venturini, direttore del Dipartimento Studi
Internazionali dell'Università Statale di Milano
intervengono:

EMERGENCY e la neutralità ad hoc
relatore: Carlo Garbagnati, vice presidente Emergency e direttore della
rivista omonima

MSF e l'efficacia dell'indipendenza
relatore: Alessandra Redondi, responsabile del personale MSF

- CICR (titolo da definire)
relatore: (da definire)

ICS e la scelta di schierarsi
relatore: Claudio Bazzocchi, responsabile della formazione ICS

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ICRC NEWS
ICRC NEWS n. 06 del 15 febbraio 2001

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GEORGIA: CICR RIPRENDE LE SUE ATTIVITA' UMANITARIE
Nella valle Pankisi, tra il 1 e il 9 febbraio, il CICR ha distribuito 7500
coperte ai rifugiati Ceceni e alle famiglie locali ospitanti, per aiutarli
a superare il freddo inverno.

INDIA: RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI PER LE VITTIME DEL TERREMOTO
A seguito del terremoto che ha sconvolto lo stato indiano del Gujarat due
settimane fa, la Croce Rossa Indiana, con il supporto del CICR, ha messo su
un programma di assistenza alle vittime per inviare messaggi ai membri
familiari in altre regioni dell'India o all'estero.

ETIOPIA/ERITREA: CICR RIMPATRIA ETIOPI DALL'ERITRA
Il 9 febbraio circe 570 persone di origine etiope, sono state rimpatriate
dall'Eritrea sotto gli auspici del CICR.

ICRC NEWS n. 07 del 22 febbraio 2001

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SIERRA LEONE: CROCE ROSSA ASSISTE 12000 SFOLLATI ALL'INTERNO DEL DISTRETTO
DI KAMBIA
Il CICR e la Croce Rossa della Sierra Leone (SLRCS) hanno distribuito aiuti
a circe 12000 sfollati all'interno che hanno recentemente lasciato il
distretto di Kambia. Oltre 2000 famiglie che risiedono in differenti
villaggi della penisola Lungi hanno ricevuto materiale da riparo, coperte,
materassi, secchi, pentole e saponi.

AFRICA OVEST: CICR INIZIA OPERAZIONI AEREE IN SIERRA LEONE, GUINEA E LIBERIA
Il CICR inizierà a breve le operazioni aeree per facilitare le attività
umanitarie in Sierra Leone, Guinea e Liberia.

ANGOLA: CICR VISITA I DETENUTI DI SICUREZZA
Il 15 febbraio il CICR ha visitato un gruppo di 19 detenuti nella base
militare di Catumbela, vicino Lobito, a seguito del conflitto tra le forze
armate angolane e il movimento Unità.

NIGERIA: CICR FIRMA ACCORDO CON ECOWAS
Il 15 febbraio il CICR ha concluso un accordo di cooperazione con
l'"Economic Community of West African States" (ECOWAS) a Abuja, in Nigeria.

BOSNIA-ERZEGOVINA: EX-AVVERSARI SEGUONO CORSO DI FORMAZIONE
Un corso di cinque giorni si svolge attualmente a Jahorina per gli
ufficiali dell'esercito della Rupubblica Srpska (VRS) e l'esercito della
Federazione di Bosnia-Erzegovina (AFBiH) con il supporto del CICR.

ICRC NEWS n. 08 del 1 marzo 2001

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INDONESIA: AIUTI ALLE VITTIME DELLE VIOLENZE INTERETNICHE IN BORNEO
Con il supporto del CICR, la Croce Rossa Indonesiana ha assistito gli
sfollati che sono sfuggiti alle violenze tra gli indigeni Dayaks e Madurese
stanziati nella provincia di Kalimantan, nell'isola di Borneo.

LIBERIA: AIUTI AGLI SFOLLATI CHE TORNANO A CASA
Dopo otto anni della guerra iniziata 1989 che ha causato numerose morti e
sofferenze, migliaia di persone che avevano lasciato la propria casa, vi
fanno ritorno.

SECONDO ANNIVERSARIO DEL TRATTATO DI OTTAWA - EFFETTI NEL MONDO
Dopo due anni dell'entrata in vigore del trattato di Ottawa sulla messa al
bando delle mine antiuomo, gli sforzi per liberare il mondo da questa
orribile arma, hanno iniziato a mostrare i risultati. Oggi, l'uso, la
produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle mine antiuomo è divenuto
illegale in circa due terzi dei governi del mondo.

Casi studio:
Rapporti dai campi minati - Bosnia, Albania e Afganistan due anni dopo Ottawa.
Bosnia-Erzegovina - Il problema delle mine da cinque anni in Albania - la
persistente tragedia delle mine.
Vittime delle mine in Afganistan - la continua sofferenza.

 

ICRC NEWS n. 10 del 15 marzo 2001


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AFGHANISTAN: RISPOSTE ALLA CRISI
Un recente aggiornamento sulle operazioni del CICR in Afganistan descrive
una profonda crisi umanitaria nel Paese dopo due decadi di guerra, una
serie di siccità e inverni mortali.

REPUBBLICA FEDERALE DI IUGOSLAVIA: DETENUTI RILASCIATI PER L'AMNESTIA
TORNANO A CASA
Il 10 marzo, i delegati del CICR hanno organizzato il successivo
trasferimento di circa 100 ex-detenuti dalla Serbia verso le loro case in
Kosovo - il terso gruppo rilasciato in seguito all'amnistia del parlamento
Iugoslavo.

EX-REPUBLLICA IUGOSLAVA DI MACEDONIA: SOCCORSI DI EMERGENZA PER SFOLLATI
ALL'INTERNO
Negli ultimi giorni, il CICR e la Croce Rossa Macedone hanno distribuito
cure di emergenza a circa 500 villaggi degli 800 colpiti dagli scontri tra
le forze di sicurezza e i gruppi armati etnici albanesi nella regione Crna
Gora della ex-repubblica iugoslava di Macedonia.

REPUBBLICA FEDERALE DI IUGOSLAVIA: DISTRIBUZIONE DI SOCCORSI NELLA VALLE
PRESEVO
Il CICR ha completato da poco la distribuzione di soccorsi di emergenza per
i civile pesantemente colpiti dalle tensioni scoppiate nel sud della Serbia.

BRASILE: CORSO DI FORMAZIONE PER UFFICIALI DI POLIZIA
La delegazione del CICR di Brasilia ha da poco concluso un corso di
formazione per 22 ufficiali di polizia della America Latina come istruttori
in diritti umani e diritto internazionale umanitario, con particolare
attenzione agli aspetti legati al loro ruolo.

ALLEGATO



 
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