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Standing Commission

n° 69 del 13 Ottobre 2001 Stampa E-mail
venerdì 12 ottobre 2001
13 OTTOBRE 2001
nr. 69
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




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Nota agli abbonati:

E' di ieri la notizia del conferimento del Premio Nobel per la Pace 2001 a
Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite e su questo nr.69
abbiamo pensato di ricordare agli AmiciMicr (siano comprensivi coloro che lo
hanno già ricevuto in data 19 aprile 2001 con il Caffè nr. 60) che si sta
avvicinando il 10 dicembre 2001 data dell'assegnazione del Premio Nobel per
la pace (il primo della storia) a Henry Dunant e a Frederic Passy.

1- Cominicato stampa congiunto CICR nr. 1/41 Federazione Internazionale
nr. 72/01
Il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa invia
le sue più calorose felicitazioni al
Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan"
Traduzione di M.Grazia Baccolo


2- 1901 - 2001: Centenario dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace
del 1901 a
Frédéric Passy (Francia) Fondatore e Presidente della prima società
francese della pace
(Parigi, 1822-1912)
Jean Henri Dunant (Svizzera) Fondatore del Comitato Internazionale
della Croce Rossa
(Ginevra, 1828 - Heiden 1910)
Le biografie sono state tradotte da Luigi Micco (gli originali in
inglese su www.nobel.se/peace/laureates/1901/ )


3- "Memorie" del primo premio Nobel della Pace di Henry Dunant
Presentazione del testo tradotto in italiano
di M.Grazia Baccolo


4- CICR NEWS nr.40 Venerdi 12 ottobre 2001
Traduzione di M.Grazia Baccolo

1-12 Ottobre 2001
Cominicato stampa congiunto
CICR nr. 1/41
Federazione Internazionale nr. 72/01


Il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa invia le sue
più calorose felicitazioni al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi
Annan.

Ginevra - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e la
Federazione internazionale elle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si
felicitano con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan e l'
Organizzazione delle Nazioni Unite per il Premio Nobel per la Pace 2001, che
gli è stato conferito oggi dal Comitato Nobel norvegese. La Federazione
Internazionale e il CICR sono convinti che questo riconoscimento incoraggerà
ancor di più le Nazioni Unite e i suoi Stati Membri a ricercare le soluzioni
ai problemi scottanti con i quali l'Umanità è ogni giorno a confronto, e
precisamente nelle regioni e nei paesi straziati da un conflitto o devastati
dalle catastrofi naturali ed ecologiche.
Informazioni ulteriori:
Denis McClean (Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa a Ginevra)
Kim Gordon-Bates (CICR - Ginevra)

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2- ----------------------------------------------------------------------------
Il Premio Nobel per la Pace del 1901

Frédéric Passy (Francia)
Fondatore e Presidente della prima società francese della pace
(Parigi, 1822-1912)

Jean Henri Dunant (Svizzera)
Fondatore del Comitato Internazionale della Croce Rossa
(Ginevra, 1828-1910)
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Frédéric Passy
Frédéric Passy (20 maggio 1822, 12 giugno 1912) è nato a Parigi e lì ha
vissuto la sua intera vita di novanta anni. La tradizione del servizio
civile francese era forte nella famiglia di Passy; suo zio, Hippolyte Passy
(1793-1880), divenne un ministro di gabinetto sia sotto Luigi Pilippo, sia
sotto Luigi Napoleone. Educato da avvocato, Frédéric Passy entra nel
servizio civile all'età di ventidue anni come ragioniere nel Consiglio di
Stato, ma lascia dopo tre anni per dedicarsi allo studio sistematico dell'
economia. Emerge come economista teorico nel 1857 col il suo "Mélanges
économics", una raccolta di saggi che aveva pubblicato nel corso delle sue
ricerche, e conferma la sua dotta reputazione con una serie di conferenze
tenute tra il 1860 e il 1861 all'Università di Montpellier e più tardi
pubblicate in due volumi sotto il titolo "Leçons d'économie politique".
Ammiratore di Riccardo Cobden, diviene un ardente libero mercante, fiducioso
che il libero commercio renda le nazioni, insieme, partner in un'impresa
comune, ottenendo come risultato ultimo il disarmo e, che porti
all'abbandono della guerra. Passy tiene conferenze su argomenti economici
virtualmente in ogni città ed università della Francia e ha flusso continuo
di pubblicazioni su soggetti economici, tra i quali i più importanti "Les
Machines et leur influence sur le développement de l'humanité" (1866),
"Malthus et sa doctrine" (1868), "L'Histoire du travail" (1873). La fiducia
appassionata di Passy nell'istruzione trova espressione nel "De la propriété
intellectuelle" (1859) e "La Démocratie et l'instruction" (1864). Per questi
contributi, fra gli altri, è nominato nel 1877, membro dell'Accademia delle
scienze morali e politiche, una sezione dell'Istituto di Francia.

Passy non era, comunque, uno studioso "recluso"; era un uomo di azione. Nel
1867, incoraggiato dalla sua influenza sull'opinione pubblica, cercando di
scongiurare la possibile guerra tra la Francia e la Prussia sulla questione
del Lussemburgo, fonda la "Ligue internationale et permanente de la paix".
Quando la Lega si dimostra inefficace nella disastrosa guerra
Franco-Prussiana del 1870-1871, è riorganizzata con il nome di "Société
française des amis de la paix", che sfocerà nella più specifica "Société
française pour l'arbitrage entre nations" costituita nel 1889.

Passy continua i propri sforzi nel governo di allora. E' eletto alla Camera
di Deputati nel 1881 e nel 1885, ma non nel 1889. Alla Camera sostiene le
leggi in favore del lavoro, specialmente un atto relativo agli incidenti
industriali; contrario alla politica coloniale del governo, redige una bozza
di proposta per il disarmo e presenta una risoluzione per l'arbitraggio
delle dispute internazionali.

Il suo interesse parlamentare sull'arbitraggio è mutuato dal successo
ottenuto da Randal Cremer nel promuovere nel Parlamento britannico la
stipula di una risoluzione tra l'Inghilterra e gli Stati Uniti, relativa all
'arbitraggio di ogni disputa tra loro non risolta dai normali mezzi
diplomatici. Nel 1888, Cremer capeggia una delegazione di nove membri del
Parlamento britannico che incontra a Parigi una delegazione di ventiquattro
deputati francesi, capeggiati da Passy, per discutere sull'arbitraggio e
posare le fondamenta per un'organizzazione che promuova la sua approvazione.
L'anno seguente, cinquantasei parlamentari francesi, ventotto britannici, e
vari rappresentanti dei parlamenti d'Italia, Spagna, Danimarca, Ungheria,
Belgio, e degli Stati Uniti, formano l'Unione Interparlamentare, di cui
Passy è uno dei tre presidenti. L'Unione, ancora esistente, stabilisce una
sede centrale per raccogliere le idee ed incoraggiare la formazione di
gruppi parlamentari nazionali informali ed individuali, disposti a sostenere
le legislazioni in linea con la pace, specialmente attraverso l'arbitraggio.

Il pensiero e l'azione di Passy, avevano unità. La pace internazionale era l
'obiettivo, l'arbitraggio di dispute in politiche internazionali e il libero
commercio di beni era il mezzo, le sezioni nazionali dell'Unione
Interparlamentare gli agenti iniziali, la gente il supremo sostenitore.

Attraverso i suoi lavori prodigiosi nell'arco di metà secolo nel movimento
della pace, Passy diviene un "apostolo di pace". Scrive incessantemente e
vividamente. Il suo "Per la pace" (1909), pubblicato all'età di ottantasette
anni, un personale resoconto - al posto di un'autobiografia, che egli
deplora - del suo lavoro per la pace internazionale, pone l'attenzione
specialmente sulla fondazione della Lega, il "periodo decisivo" quando l'
Unione Interparlamentare è costituita, lo sviluppo di congressi sulla pace,
ed il valore della Conferenza de L'Aia.

Passy era un oratore rinomato, noto per le domande intellettuali poste ai
suoi uditori, per la sua voce potente, i suoi gesti ampi, e suoi modi
grandiosi e dignitosi.


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Bibliografia selezionata

"Frédéric Passy", American Journal of International Law, 6 (Ottobre, 1912)
975-976.
Gide, Charles, "Obituary: Frédéric Passy (1822-1912)", The Economic Journal,
22 (Settembre, 1912) 506-507.
Institut international de bibliographie, Répertoire bibliographique
universel: Bibliographie des écrits de Frédéric Passy. Bruxelles, 1900.
Le Foyer, Lucien, "Un Grand Pacifiste", Le Monde illustré (29 giugno 1912)
418.
Maza, Herbert, "Frédéric Passy: La Fondation de l'Union Interparlementaire",
in Neuf meneurs internationaux, pp. 223-239. Parigi, 1965.
Obituary, Le Figaro (13 giugno 1912) 2.
Obituary, the (London) Times (13 giugno 1912) II.
Passy, Frédéric. The Passy M S S are in the Library of the Peace Palace at
The Hague.
Passy, Frédéric, "The Advance of the Peace Movement throughout the World",
American Monthly Review of Reviews, 17 (Febbraio, 1898) 183-188. Una
traduzione inglese dell'articolo originale è apparso in "Revue des revues".
Passy, Frédéric, La Démocratie et l'instruction: Discours d'ouverture des
cours publics de Nice. Paris, Guillaumin, 1864.
Passy, Frédéric, Histoire du travail: Leçons faites aux soirées littéraires
de la Sorbonne. Parigi, 1873.
Passy, Frédéric, Leçons d'économie politique. Tenute a Montpellier da F.
Passy, 1860-1861. Raccolte da E. Bertin e P. Glaize. Montpellier, Gras,
1861.
Passy, Frédéric, Les Machines et leur influence sur le développement de
l'humanité. Parigi , Hachette, 1866.
Passy, Frédéric, Mélanges économiques. Parigi, Guillaumin, 1857.
Passy, Frédéric, "Peace Movement in Europe", American Journal of Sociology,
2 (Luglio, 1896) 1-12.
Passy, Frédéric, Pour la paix: Notes et documents. Parigi, Charpentier,
1909.
Passy, Frédéric, De la propriété intellectuelle. Studi di F. Passy, V.
Modeste, e P. Paillottet. Parigi, Guillaumin, 1859.
Passy, Frédéric, Sophismes et truismes. Parigi, Giard & Brière, 1910.
Van Schilfgaarde, Waszkléwicz, "Frédéric Passy", in Mannen en vrouwen van
beteekenis in onze dagen. Haarlem, Willink, 1900.


Da "Nobel Lectures", Pace 1901-1925.

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JEAN HENRI DUNANT
La vita di Jean Henri Dunant (8 maggio 1828 - 30 ottobre 1910) è un trattato
di contrasti. È nato in una casa ricca ma è morto in un ospizio; in mezza
età ha contrapposto una grande fama all'oscurità totale, e il successo negli
affari al fallimento; nella maturità è virtualmente esiliato dalla società
ginevrina, società della quale era stato una volta un ornamento ed è morto
in una stanza solitaria, lasciando un amaro testamento. Il suo umanitarismo
appassionato è stato una costante nella sua vita, e la Croce Rossa il suo
monumento vivente.

La famiglia ginevrina nella quale Henri Dunant è nato era religiosa,
umanitaria, e di inclinazioni civili. Nella prima parte della sua vita
Dunant era impegnato piuttosto seriamente in attività religiose e per un
periodo lavora a tempo pieno come rappresentante dell'Associazione cristiana
del Giovani Uomini, viaggiando in Francia, Belgio, ed Olanda.

A ventisei anni, Dunant entra nel mondo degli affari come rappresentante
delle Compagnie delle Colonie Ginevrine Sétif in Africa del Nord e Sicilia.
Nel 1858 pubblica il suo primo libro, "Notice sur la Régence de Tunis",
composto per la maggior parte da osservazioni di viaggio, ma contenente un
capitolo straordinario, un lungo capitolo, pubblicato separatamente nel
1863, intitolato "L'Esclavage chez les musulmans et aux États-Unis
d'Amérique".

Durante il suo apprendistato commerciale, Dunant concepisce un intrepido
schema finanziario, che vede lui presidente della Compagnia Finanziaria ed
Industriale dei Mulini di Mons-Gémila in Algeria (alla fine capitalizza
circa 100.000.000 franchi) per sfruttare un vasto tratto di terra. Avendo
bisogno dei diritti per lo sfruttamento dell'acqua, risolve facendo appello
direttamente all'Imperatore Napoleone III. Per nulla scoraggiato dal fatto
che Napoleone era sul campo di battaglia a dirigere gli eserciti francesi
che, con gl'italiani, obbligavano gli austriaci fuori dell'Italia, Dunant si
reca nel quartier generale di Napoleone, nell'Italia settentrionale, vicino
Solferino. Arriva in tempo per assistere, e partecipare al seguito di una
delle battaglie più insanguinate del diciannovesimo secolo. La sua
consapevolezza e onesta coscienza, lo spinge a pubblicare nel 1862 un
piccolo libro, "Un Souvenir de Solférino", destinato a renderlo famoso.

Il libro sviluppa tre temi. Il primo è quella della battaglia stessa. Il
secondo dipinge il campo di battaglia dopo il combattimento - il suo
"disordine caotico, disperazione indicibile e disgrazie di ogni tipo" - e
narra la storia principale degli sforzi per curare i feriti nella piccola
città di Castiglione delle Stiviere. Il terzo tema è un progetto. Le nazioni
del mondo dovrebbero formare società di soccorso che si prendano cura dei
feriti in tempo di guerra; ciascuna società dovrebbe essere patrocinata da
un comitato governante composto da figure nazionali preminenti; dovrebbe
fare appello a volontari, dovrebbe addestrare questi volontari ad aiutare i
feriti sul campo di battaglia e prendersene cura fino alla loro guarigione.
Il 7 febbraio 1863 la Società Ginevrina di Pubblica Utilità, nomina un
comitato di cinque, incluso Dunant, per esaminare la possibilità di mettere
in azione questo piano. Con il suo appello per una conferenza
internazionale, questo comitato, in effetti, ha fondato la Croce Rossa.
Dunant, versato i suoi soldi e il suo tempo nella causa: viaggia in lungo ed
in largo per l'Europa ottenendo promesse dai governi ad inviare
rappresentanti. La conferenza, tenutasi dal 26 al 29 ottobre, con trentanove
delegati di sedici nazioni partecipanti, approva alcune ampie risoluzioni e
pone le basi per una riunione di plenipotenziari. Il 22 agosto 1864, dodici
nazioni firmano un trattato internazionale, comunemente noto come la
Convenzione di Ginevra, decise a garantire la neutralità del personale
sanitario, ed adottare uno speciale emblema identificativo - una croce rossa
in campo bianco(1).

Dunant aveva trasformato un'idea personale in un trattato internazionale. Ma
il suo lavoro non è era finito. Applica i suoi sforzi per estendere il campo
d'azione della Croce Rossa anche sul personale navale in tempo di guerra, ed
in tempo di pace, alleviare le sofferenze causate da catastrofi naturali.
Nel 1866 scrive un fascicolo intitolato "Universal and International Society
for the Revival of the Orient", avvia un piano per creare una colonia
neutrale in Palestina. Nel 1867 produce un piano per un'avventura editoriale
chiamata "International and Universal Library" composta dai grandi
capolavori di tutti i tempi. Nel 1872 convoca una conferenza per stabilire l
'"Alliance universelle de l'ordre et de la civilisation", in considerazione
del bisogno di una convenzione internazionale sulla tenuta dei prigionieri
di guerra e per la sistemazione di dispute internazionali da corti di
arbitraggio piuttosto che da guerra.

Gli otto anni dal 1867 al 1875 si rivelano essere in netto contrasto con
quelli dal 1859 al 1867. Nel 1867 Dunant era in bancarotta. I diritti di
sfruttamento dell'acqua non erano stati accordati, la compagnia in Africa
del Nord era stata amministrata male (Dunant che aveva concentrato la sua
attenzione su obiettivi umanitari, non in avventure finanziarie). Dopo il
disastro, nel quale trascina molti suoi amici ginevrini, Dunant non era più
benvoluto da nessuno nella società ginevrina. Per alcuni anni vive
letteralmente come un mendicante. C'erano tempi, lui dice(2), quando pranza
con una crosta di pane, annerisce la sua giacca con l'inchiostro, imbianca
il suo colletto con il gesso e dorme fuori delle porte.

Per i venti anni dal 1875 al 1895, Dunant scompare in solitudine. Dopo brevi
soste in vari luoghi, si stabilisce a Heiden, un piccolo villaggio svizzero.
Qui un insegnante del villaggio chiamato Wilhelm Sonderegger, lo riconosce
nel 1890 ed informa il mondo che Dunant era ancora vivo, ma il mondo non gli
da molta importanza. Malato, Dunant è trasferito, nel 1892, nell'ospizio di
Heiden. E qui, nella stanza n. 12, spende i rimanenti diciotto anni della
sua vita. Non comunque, come uno sconosciuto. Nel 1895 quando è nuovamente
riconosciuto, il mondo gli attribuisce premi e riconoscimenti.

Malgrado i premi e gli onori, Dunant non si muove dalla stanza n. 12. Alla
sua morte, nessuna cerimonia funebre, nessuno in lutto, nessun corteo. In
accordo ai suoi desideri, è portato alla sua tomba "come un cane"(3).

Dunant non spende un soldo del premio ricevuto. Lascia alcuni lasciti a
quelli che si erano curati di lui nel villaggio ricoverandolo in ospedale,
finanziando un "letto gratuito" disponibile per gli infermi fra la gente più
povera del villaggio, e lascia il resto a imprese filantropiche in Norvegia
e Svizzera.


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1. L'emblema in paesi musulmani è la mezzaluna rossa ed in Iran è il sole e
leone rosso.
2. "Extraits des mémoires" in Les Débuts de la Croix-Rouge en France, p.72.
3. Da una lettera scritta da Dunant e pubblicata da René Sonderegger;
riportata da Gigon in "The Epic of the Red Cross", p. 147.

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Bibliografia selezionata
Les Débuts de la Croix-Rouge en France. Parigi, Librairie Fischbacher, 1918.
Dunant, J. Henri. Manoscritti conservati presso la Biblioteca Pubblica
Universitaria di Ginevra.
Dunant, J. Henry, A Memory of Solferino. London, Cassell, 1947. Traduzione
dal francese della prima edizione di "Un Souvenir de Solférino", pubblicato
nel 1862. L'autore pubblica l'originale come "J. Henry Dunant", anche se è
usualmente conosciuto come "Henri Dunant".
Gagnebin, Bernard, "Le Rôle d'Henry Dunant pendant la guerre de 1870 et le
siège de Paris", slegato, ma originalmente pubblicato nella "Revue
internationale de la Croix-Rouge" (aprile, 1953).
Gigon, Fernand, The Epic of the Red Cross or the Knight Errant of Charity,
traduzione dal francese di Gerald Griffin. Londra, Jarrolds, 1946.
Gumpert, Martin, Dunant: The Story of the Red Cross. New York, Oxford
University Press, 1938.
Hart, Ellen, Man Born to Live: Life and Work of Henry Dunant, Founder of the
Red Cross. Londra, Gollancz, 1953.
Hendtlass, Willy, "Henry Dunant: Leben und Werk", in Solferino, pp. 37-84.
Essen Cityban, Schiller, 1959.
Hommage à Henry Dunant. Ginevra, 1963.
Huber, Max, "Henry Dunant", in Revue internationale de la Croix-Rouge, 484
(aprile, 1959) 167-173. Traduzione di un breve bozza originalmente
pubblicato in Germania nel 1928.
Da "Nobel Lectures", Pace 1901-1925.

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3- Le "Memorie" di Henry Dunant.

Il testo è frutto di uno studio e di un lungo lavoro fatto dal Prof.Bernand
Gagnebin, di ricomposizione e interpretazione delle minute dei 90 vecchi
quaderni di Henry Dunant, ritrovati dopo molti anni dalla sua morte, nell'
archivio della biblioteca pubblica universitaria di Ginevra. Henry Dunant ha
voluto lasciare una testimonianza la più precisa possibile dei fatti storici
da lui vissuti, in una rivisitazione scritta tanto tempo dopo gli eventi.
Con lettere e documenti citati nel suo racconto, carico di umanità, di
passione e di spontaneità nonostante l'avanzata età, vuole provare che è
proprio lui il promotore della Convenzione di Ginevra, il fondatore dell'
Opera Internazionale della Croce Rossa. Sua è stata la capacità di
trasmettere e di far applicare i concetti di Neutralità del soldato ferito e
del soccorritore e quello di Imparzialità dell'azione di soccorso. Concetti
che diventeranno poi parte fondamentale della base di tutte le Carte del
Diritto Umanitario, dei Diritti Umani, delle Organizzazioni Umanitarie
internazionali.
Di seguito trascriviamo la presentazione al libro della Presidente Generale
Maria Pia Garavaglia e la nota del past-president del Comitato
Internazionale della Croce Rossa di Ginevra e storico Pierre Boissier.
Presentazione della Presidente Generale Maria Pia Garavaglia
"Celebrare un importante anniversario, il primo Premio Nobel per la Pace,
assegnato a Henry Dunant nel 1901, con la pubblicazione della traduzione
italiana della "Mémoires", testo pressoché sconosciuto in Italia, è quanto
di più appropriato si possa fare.
Questo libro ci aiuta a conoscere meglio il fondatore del Movimento
internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, attraverso le parole da
lui stesso scritte in tarda età e per questo ancor più dense e cariche di
umanità nella fragile condizione della sua triste vecchiaia.
E' un ottimo strumento per studi, approfondimenti e ricerche, che va ad
affiancare il più famoso "Un ricordo di Solferino" dello stesso Dunant
pubblicato nel 1862 ed al recente filmato documentativo "Tutti fratelli, l'
utopia di Henry Dunant" del regista Alberto Cima.
Infine sento di ringraziare chi, due anni fa, ebbe l'idea di intraprendere
quest'iniziativa, il Prof. Paolo Vanni, Ordinario di Chimica Medica all'
Università di Firenze e Docente di Storia della Medicina, Raimonda
Ottaviani, Luigi Micco e M.Grazia Baccolo che con lui hanno collaborato alla
traduzione dell'opera."

Nota di Pierre Boissier

Quale buio nella vita di Henry Duant, e che luce nelle sue Memorie!
Provvidenza per il soldato ferito,
Applaudito da re,
Proscritto errante,
Affamato ospite degli ospisi, la notte,
Premio Nobel della Pace,
Henry Dunant ha conosciuto la guerra, la gloria e la miseria.
Racconta in queste pagine la sua vita, alla fine esce dall'ombra.
Si appella al nostro senso della giustizia contro coloro che l'hanno
perseguitato con gelosie e odio.
Realista e mistico si apre a noi rivelandoci le sue contraddizioni, le sue
conquiste, le sue sfortune.
E' la voce veemente e tanca di colui che ha reclamato la crità contro la
violenza.


Il testo edito dal Gruppo Editoriale Idelson-Gnocchi, è composto da 303
pagine ed è acquistabile presso il bookshop del Museo Internazionale della
Croce Rossa, ha un costo di £.36.000=

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4-Venerdi 12 ottobre 2001

CICR NEWS nr.40

Notizie in Breve:

Afganistan
Assistenza medica per una popolazione minacciata
Un convoglio del CICR per il trasporto di materiale di soccorso
medico-sanitario è arrivato sabato 6 ottobre a Kabul. Questi soccorsi sono
necessari per ricostituire con urgenza le scorte degli ospedali e dei posti
di primo soccorso della città e dei dintorni.

Kenia
La delegazione del CICR a Nairobi sostiene l'operazione dei soccorsi in Asia
centrale.
Il centro logistico del CICR a Nairobi ha cominciato a portare verso l'Asia
centrale soccorsi diversi (per un totale stimato fino ad oggi di circa
700.000 dollari US), per sostenere le attività dell'Istituzione in favore
dell'Afganistan.

Nepal
Liberazione di poliziotti.
Al termine di due serie di interrogatori e prima di tenerne un terzo , il
governo ed il Partito comunista nepalese (maoista) hanno preso un certo
numero di misure atte a creare un clima di fiducia

Kenia
Progressi incisivi per la promozione del diritto umanitario
Il procuratore generale del Kenia, S.Amos Wako, ha proclamato ufficialmente
l'entrata in funzione della Commissione Nazionale Neniota di messa in opera
del diritto internazionale umanitario, il 5 ottobre.

Articoli per esteso
(sono tradotti solo quelli riguardanti la crisi in Afganistan e regione
limitrofa)

Afganistan:
Assistenza medica per una popolazione minacciata
Un convoglio del CICR per il trasporto di materiale di soccorso
medico-sanitario è arrivato sabato 6 ottobre a Kabul. Questi soccorsi sono
necessari per ricostituire con urgenza le scorte degli ospedali e dei posti
di primo soccorso della città e dei dintorni.
E' stato il secondo convoglio a raggiungere la capitale afgana da quando il
CICR ha dovuto ritirare il suo personale espatriato (di nazionalità diversa
da quella afgana) dal paese il 16 settembre. Nessun altro trasporto ha avuto
luogo dopo che le forze armate americane e britanniche hanno sferrato gli
attacchi aerei. Ci sono volute 48 ore ai camion che trasportavano reattivi
di base per i test di compatibilità sanguigna e un assortimento di
medicinali standard che permettono di curare fino a un migliaio di feriti,
per percorrere i circa 250 Km che separano Peshawar (Pakistan) da Kabul. <
Prima che iniziasse l'attuale crisi, i soccorsi medico-sanitari erano
trasportati in media in un'ora di aereo equipaggiato di sistema
refrigerante, necessario alla conservazione dei reagenti> ha dichiarato
Holger Schmidt, amministratore dell'ospedale presso la sede del CICR a
Ginevra <ora, bisogna passare 1 notte a Jalalamabad per mantenere la catena
del freddo>. Nel corso dei primi sei mesi di quest'anno 2001 (dalle ultime
statistiche disponibili), il CICR ha dato il suo sostegno a 17 ospedali, 36
dispensari e 16 posti di primo soccorso distribuiti in tutto il paese. Nello
stesso periodo, circa 129.000 pazienti sono stati registrati per le loro
visite ambulatoriali, nelle strutture suddette, circa 27.000 altri pazienti
sono stati ricoverati in ospedale e sono state effettuate 21.000 operazioni.
I soccorsi forniti dal CICR a queste strutture medico-sanitarie sono
composte da materiale chirurgico di base come pure materiale di medicazione,
analgesici e altri medicinali. I collaboratori del CICR assicurano anche la
formazione e supervisione dei medici e infermieri afgani < In conseguenza al
fatto che il conflitto è variato nel corso di 16 anni, noi adattiamo
costantemente la nostra assistenza ai bisogni> ha aggiunto Holger Schmidt.
Su 7.450 persone trattate per ferite di guerra nel corso del primo semestre
di quest'anno, 513 sono stati feriti dalle mine. Quasi 42.400 pazienti
erano bambini di età inferiore ai 15 anni di cui 730 almeno sono stati
feriti a causa del conflitto. Su 42.000 donne che hanno ricevuto cure, 1050
sono state curate da ferite di guerra e fra queste più di 70 per ferite da
mine. <E' importante notare che queste cifre non comprendono i pazienti
trattati nelle 48 strutture mediche amministrate dalla Croce Rossa Afgana
con il sostegno della Federazione Internazionale delle Società della Croce
Rossa e Mezzaluna Rossa, ha sottolieato Holger Schmidt. Esse non tengono
conto nemmeno dei servizi forniti da numerose altre organizzazioni
umanitarie che sono anch'esse, state obbligate a lasciare il paese> I
bisogni della popolazione afgana aumenta man mano che la situazione del
paese subisce il degrado. In queste condizioni, l'assistenza
medico-sanitaria resta una priorità per il CICR, che ha ricevuto a questo
scopo, un aiuto finanziario importante dall'ufficio d'Aiuto Umanitario della
Commissione Europea (ECHO European Commission's Humanitarian Aid Office). Le
scorte dell'Istituzione stanno per esaurirsi in tutto il paese e devono
essere ricostituite con urgenza. Un convoglio medico-sanitario è in via di
preparazione a Peshawar avrebbe dovuto lasciare il 12 ottobre per Jalalabad.
Un altro è previsto per Kabul nei prossimi giorni, non appena riceverà dalle
autorità le autorizzazioni necessarie.

Informazioni ulteriori
Macarena Aguilar presso ilCICR a Ginevra
Mario Musa presso la delagazione CICR di Islamabad in Pakistan

Afganistan: La storia di chi ha perduto tutto.
<Noi abbiamo tutti la stessa storia> dichiara un rifugiato afgano a Peshwar
<E' la storia di coloro che hanno perduto tutto> Due decenni di guerra in
Afganistan hanno lasciato il paese devastato, una popolazione anientata, chi
è sopravvissuto è esausto fisicamente e moralmente. Secondo il rapporto CICR
<Le voci della Guerra> il conflitto ha fatto 1.700.000 morti, 2.000.000
persone sono oggi fisicamente disabili di cui un alto numero sono donne e
bimbi. Cinque milioni di Afgani (la Svizzera conta circa 7 milioni di
abitanti) sono costretti a fuggire dal paese. Nel 1999 una squadra di
ricercatori ha raccolto, in Afganistan, racconti dalle vittime e dai
combattenti nel quadro del progetto <Le voci della guerra> Il rapporto (in
lingua francese e inglese) è sempre di grande attualità, può essere
richiesto alla sede del CICR di Ginevra (rivolgersi ala Divisione della
Stampa allo 00 41 22 7302550).

 
< Prec.   Pros. >

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