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n° 72 del 28 Ottobre 2001 Stampa E-mail
sabato 27 ottobre 2001
28 OTTOBRE 2001
nr. 72
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)



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1-CICR News 42 del 26 ottobre 2001
Traduzione di Sabrina Bandera

2- Ginevra, 5 novembre 2001
Apertura a Ginevra dell'Assemblea generale della Federazione Internazionale della Croce Rossa
e Mezzaluna Rossa
Traduzione di M.Grazia Baccolo

3-Comunicato stampa del CICR nr. 01/48 del 26.10.2001
"Bombardamento e occupazione di installazioni del CICR in Afghanistan"
Traduzione di Sabrina Bandera

4-Comunicato stampa della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa nr. 01/74 del 25 ottobre 2001
"3000 afghani accolti nei campi della Mezzaluna Rossa dell'Iran nelle ultime 48 ore"
Traduzione di Sabrina Bandera

5-Comunicato Stampa CICR nr. 01/49
3 novembre 2001
Il CICR rimpatria prigionieri di guerra eritrei
Traduzione M.Grazia Baccolo

1-CICR News 42 del 26 ottobre 2001
Traduzione di Sabrina Bandera


Israele, i territori occupati e i territori autonomi: Il CICR fa fronte agli urgenti bisogni umanitari in Cisgiordania.
Di fronte ai bisogni crescenti provocati dalla recente fiammata di violenza in Cisgiordania, il CICR ha intensificato i suoi sforzi in vista di fornire una assistenza umanitaria e di agire in qualità di intermediario neutro ovunque sia possibile.

Repubblica Democratica del Congo.
Nella Repubblica Democratica del Congo il CICR ha riunito il 24 2 25 ottobre scorsi 47 bambini e ragazzi alle loro famiglie a Goma e a Kinshasa. Si trattava di bambini separati dai famigliari dopo la rispresa del conflitto nella RDC in agosto.

Irak
A fine ottobre il CICR avrà terminato una fase importante del suo programma di ristrutturazione e sistemazione delle infrastrutture mediche in Irak.

Repubblica centrafricana e Tchad: Seminari sulla chirurgia di guerra.
Il CICR in collaborazione con il ministrero della sanità pubblica e della popolazione e il ministero della difesa della Repubblica centrafricana, ha organizzato dal 16 al 19 ottobre un seminario sulla chirurgia di guerra a Bangui, la capitale della Repullica centrafricana. Un seminario analogo è stato organizzato anche a N'Djamena, capitale del Tchad.

Armenia: Una tappa importante nella lotta contro la tubercolosi.
La tubercolosi è la malattia infettiva che causa il più elevato numero di decessi di persone adulte nel mondo e nella ex Unione Sovietica le prigioni sono diventate per tutta una serie di ragioni il terreno più propizio allo sviluppo della tubercolosi. Per questo motivo il CICR, al fine di sostenere le autorità armene nella lotta contro la tubercolosi su scala nazionale e a seguito dell'accordo siglato nell'agosto 2000, con i ministeri dell'interno, della sanità e della giustizia, ha costruito un separato reparto antitubercolosi vicino all'ospedale penitenziario centrale.

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2-Ginevra, 5 novembre 2001

Nota ai giornalisti

Apertura a Ginevra dell'Assemblea generale della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa


La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa tiene questa settimana la sua Assemblea generale al Centro Internazionale delle Conferenze di Ginevra. Questa importante riunione riunirà dal 7 al 10 novembre i rappresentanti delle 177 Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa del mondo intero e la direzione della Federazione internazionale, così che degli osservatori in numero dei quali il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

Indirizzo: Centro Internazionale delle Conferenze di Ginevra (CICG) 15 Rue de Varembé.

Convocata ogni due anni, questa assemblea costituisce per la Federazione della Croce Rossa e della Croce Rossa un'occasione unica di dibattito sulle questioni e sui problemi comuni e sulla necessità di adottare le politiche che serviranno a orientare l'azione delle Società nazionali nel quadro della loro missione umanitaria a vantaggio delle persone vulnerabili.

Questa sessione include un'elezione presidenziale.

Di seguito due dei grandi temi che saranno atrattati dai partecipanti.

In collegamento con l'Anno internazionale dei volontari e in vista del declino generale del volontariato, un'attenzione particolare sarà accordata al ruolo dei volontari nell'istituzione di una base di risorse umane e finanziarie di grande rilievo in seno alle Società Nazionali. La Croce Rossa americana relazionerà della sua esperienza di volontariato in relazione con la tragedia del 11 settembre 2001 a New York.
I grandi problemi mondiali di sanità pubblica saranno messi ugualmente al cuore del dibattito, dando priorità speciale al HIV/aids e una discussione di gruppo - aperta ai rappresentanti dei media - sull'accesso ai farmaci e l'iniziativa per il vaccino contro l'aids. Questa riunione avrà luogo venerdì 9 novembre dalle ore 12,00 alle ore 14,00 nella sala III del CICG. Sono offerti dei rinfreschi.
Al contrario, le riunioni plenarie e le riunioni dei gruppi di lavoro non saranno aperte ai media. Comunque funzionerà uno stand per la stampa presso il CICG e potranno essere organizzate, su domanda, delle interviste ai delegati.
Per accedere al CICG, ai giornalisti sarà sufficiente essere muniti di un documento di riconoscimento ordinario rilasciato dall'organismo di Stampa della propria Nazione o di un accredito presso le Nazioni Unite.

Per ulteriori informazioni, per piacere contattare:
Denis McClean, Capo Servizio Stampa
Marie Francoise Borel, Addetto Stampa

Insieme, la Federazione, le Società Nazionali e il Comitato Internazionale della Croce Rossa costituiscono il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Altre informazioni, vi invitiamo a consultare il nostro sito su internet: "http://www.ifrc.org"


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3-Comunicato stampa del Comitato Internazionale della Croce Rossa nr. 01/48
del 26 ottobre 2001

Traduzione di Sabrina Bandera

Bombardamento e occupazione di installazioni del CICR in Afghanistan

Ginevra (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) deplora che delle bombe siano state ancora una volta sganciate sui suoi depositi a Kabul. Una grande croce rossa (de 3 metri per 3) su fondo bianco figurava chiaramente sul tetto di ciascun edificio del complesso. Secondo le prime informazioni raccolte, nessuno è rimasto ferito in questo nuovo incidente.

Alle 11.30 locali, dei collaboratori del CICR hanno visto un grande aereo, che volava lentamente, sganciare a bassa altitudine due bombe sul complesso. E' in questo stesso complesso che un edificio era stato distrutto il 16 ottobre in circostanze simili. Nel corso del nuovo incidente, tre dei quattro edifici hanno preso fuoco. Due sarebbero stati toccati direttamente.

A seguito dell'incidente del 16 ottobre, il CICR aveva di nuovo informato le autorità americane della localizzazione delle sue installazioni.

Gli edifici contenevano la maggior parte dei viveri e delle coperte che il CICR distribuiva a circa 55.000 persone handicappate o particolarmente vulnerabili. Le autorità americane erano state ugualmente informate che una distribuzione era in corso e che movimenti di veicoli e assembramenti di persone erano previste nei punti di distribuzione.

Il CICR deplora peraltro l'occupazione e il saccheggio dei suoi uffici a Mazar-i-Sharif, che sono stati occupati da uomini armati tre giorni fa. Del materiale d'ufficio, tra cui i computers, è stato rubato così come dei veicoli. I passi eggettuati dal CICR, sia presso le autorità locali che presso l'ambasciatore talebano in Pakistan, non hanno sortito effettio.

Il CICR ricorda che l'attacco o l'occupazione di installazioni indentificate dall'emblema della croce rossa costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.


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4-Comunicato stampa della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa nr. 01/74 del 25 ottobre 2001

Traduzione di Sabrina Bandera

3000 afghani accolti nei campi della Mezzaluna Rossa dell'Iran nelle ultime 48 ore

Il flusso di rifugiati che arrivano nei due campi predisposti dalla Mezzaluna Rossa della Repubblica islamica dell'Iran nei pressi della frontiera con l'Afghanistan non cessa di crescere. Le cifre del giorno indicano che questi campi ospitano attualmente circa 6500 persone, di cui 3000 sono stati registrati nel corso delle ultime 48 ore.

"L'afflusso è nettamente aumentato negli ultimi due giorni", conferma Mostafa Mohaghegh, direttore degli affari internazionali della Mezzaluna Rossa dell'Iran. "Con i 3000 nuovi arrivati, il campo di Makaki ospita 6000 persone e quello di Mile 46 circa 500. Per il momento noi forniamo loro dei soccorsi prelevati dai nostri stocks nazionali preparati in previsione di ceisi, ma avremo certamente bisogno di un aiuto esterno".

L'Iran conta 900 chilometri di frontiera comune con l'Afghanistan. I due campi della Mezzaluna Rossa sono situati a 30 e a 40 chilometri dalla città iraniana di Zabol, nella provincia sud orientale del Sistan e Baloutchistan. I rifugiati sono alloggiati in tende da 15 mq. All'arrivo, ogni famiglia riceve delle conserve per tre giorni. In seguito, una volta provvisti di utensili di cucina, i rifugiati ricevono delle razioni quotidiane comprendenti riso, pane, olio, the e zucchero. La Mezzaluna Rossa dell'Iran dispone di riserve sufficienti per 100.000 beneficiari per un periodo di un mese.

I campi sono alimentati elettricamente da dei generatori e l'acqua è portata da camion-cisterne, dal momento che la regione vive un periodo di siccità da oramai quattro anni. Il ministro iraniano della sanità assicura il sostegno necessario ai programmi di vaccinazione e alle cure ospedaliere.

L'imminente inverno, atteso tra sole due settimane, ha fatto prendere uleriori misure per attrezzare un terzo campo per i rifugiati. La Mezzaluna Rossa dell'Iran afferma di avere risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di 100.000 rifugiati nella provincia del Sistan e Baloutchistan e di un medesiomo numero nel Khorazan, nei pressi della frontiera nord-est con l'Afghanistan. Ad oggi, tuttavia, nessun movimento di popolazione è stato segnalato in questa regione.

La Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa a previsto la mobilitazione di un sostegno a questa operazione lanciando un appello per 40 milioni di franchi svizzeri. Un ospedale da campo di 80 letti e delle unità mobili di trattamento dell'acqua sono in attesa di essere aerotrasportate nel paese in caso di afflusso massiccio di rifugiati afghani alla frontiera.

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5-Comunicato Stampa nr. 01/49

3 novembre 2001

Il CICR rimpatria prigionieri di guerra eritrei

Ginevra (CICR) - Ventitrè prigionieri di guerra eritrei sono stati
rimpatriati dall'Etiopia sabato 3 novembre sotto gli auspici del Comitato
Internazionale della Croce Rossa (CICR) - L'operazione si è svolta sul ponte
che attraversa il fiume Mareb, fra le città di Rama (Etiopia) e di Adi
Quala (Eritrea).

I prigionieri di guerra sono stati regolarmente visitati dai delegati
del CICR durante il periodo di cattività nel campo di internamento di
Dedessa. Tutti avevano espresso al CICR il loro desiderio di ritornare nel
loro paese e hanno lasciato Dedessa con autocarro il 31 ottobre.
I delegati del CICR basati in Etiopia hanno accompagnato i prigionieri di
guerra fino alla frontiera, al fiume Mereb. Essi erano attesi dai
collaboratori del CICR nei posti d'Eritrea, che li hanno in seguito consegnati
alle autorità eritree.


L'ultimo rimpatrio di prigionieri di guerra dall'Etiopia
è avvenuto l'11 marzo 2001, quando 242 prigionieri sono
ritornati nelle loro case sotto gli auspici del CICR. Da dicembre 2000, il
CICR ha organizzato il ritorno di 879 prigionieri di guerra eritrei (contando
il rimpatrio di oggi) e di 653 etiopi. Quando l'Accordo di pace
è stato firmato fra l'Etiopia e l'Eritrea, il 12 dicembre 2000
ad Algeri, il CICR aveva registrato e visitato 2600 prigionieri di
guerra eritrei e circa un migliaio di prigionieri di guerra
etiopi.

In virtù della III Convenzione di Ginevra, che riguarda il trattamento dei
prigionieri di guerra e della quale è espressamente fatta menzione nell'Accordo
di Algeri, i vecchi belligeranti hanno l'obbligo di liberare e
di rimpatriare senza ritardi tutti i prigionieri di guerra dopo la fine
delle ostilità attive.


L'Accordo di Algeri affida al CICR, che ha per mandato il promuovere il rispetto
delle Convenzioni di Ginevra, la missione di sovrintendere alla liberazione e
al rimpatrio dei prigionieri di guerra. Il CICR contribuirà a facilitare il
rimpatrio e farà tutto il possibile per persuadere l'Etiopia e
L'Eritrea a rispettare completamente la III Convenzione di Ginevra e di
liberare e rimpatriare rapidamente tutti i prigionieri di guerra rimasti.


Informazioni complementari
Franziska Aebi, CICR Addis-Abeba

 
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