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n° 237 del 22 Febbraio 2005 Stampa E-mail
lunedì 21 febbraio 2005

22 Febbraio 2005
nr. 237
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.175 indirizzi e-mail


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1-CICRNews n° 05/14 del 17 febbraio 2005
“Federazione di Russia : sale da gioco per i bambini di Grozny”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

2-CICR Comunicato stampa nr. 2 dell’11 febbraio 2005.
“Le attività del CICR dirette ad aiutare le vittime dello tsunami”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

3-Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa 26-01-2005
“Commemorazione della liberazione di Auschwitz”
3a- Allegato

“Tra storia e memoria, il CICR e i campi di concentramento e di sterminio nazisti”, relazione di François Bugnion, direttore di Diritto internazionale e della Cooperazione in seno al Movimento presso il CICR - Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 

4- Allegato
“ Conflitti armati: riflessioni di bioetica “
di Francesco Catapano
Relazione svolta al Corso di perfezionamento di D.I.U. per Ufficiali delle FF.AA. - ottobre 2004
Comunicatoci da Francesco Catapano

 

5- Allegato
Incontro-Dibattito
“Le Nazioni Unite e la sicurezza internazionale nel 21° secolo”
Mercoledì 9 marzo ore 20:30
presso l’Aula Magna Corso Della Repubblica 88/A - Forlì
Comunicatoci da Fulgida Barattoni

 

6- Allegato
La CABLIT Associazione italiana degli Operatori di Pace delle Nazioni Unite organizza il
Seminario di Studio e Approfondimento
“Le Convenzioni Internazionali e la protezione dei civili nei conflitti armati”
Foggia, sabato 12 marzo 2005
Comunicatoci da Isidoro Palumbo

 

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1-CICRNews n° 05/14 del 17 febbraio 2005
“Federazione di Russia : sale da gioco per i bambini di Grozny”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

Quattro sale da gioco per i bambini ceceni da tre a sei anni hanno aperto le loro porte oggi a Grozny. Sono state ammobiliate in luoghi provvisori dalla Croce Rossa Russa, con il sostegno del CICR

 

Le persone sfollate all’interno della Cecenia devono lottare per continuare la loro vita, e la mancanza di attività ricreative ed educative per i giovani è uno dei numerosi problemi ai quali si confrontano. Grazie a queste sale equipaggiate con materiali nuovi, i genitori, che lavorano duro, avranno la possibilità di lasciare i loro bambini fra le mani di professionisti competenti diverse volte a settimana. Attività educative speciali saranno proposte con lo scopo di coltivare i talenti dei bambini e di preparare i più grandi all’ingresso alla scuola. Consiglieri psicologi saranno disponibili, se necessario. Più di 600 bambini sono già stati iscritti in queste sale.

 

Non è la prima volta che la Croce Rossa russa organizza delle sale da gioco per i bambini colpiti dalla guerra. Lo ha già fatto 5 anni fa, nei campi per gli sfollati ceceni in Ingouchie. Quando questi campi furono chiusi l’anno scorso, le sale sono state trasferite in tre centri di ospitalità provvisori, sempre in Ingouchie. Un ambiente rassicurante sul piano affettivo e un’attenzione centrata sui bisogni di ogni bambino contribuiscono al suo sviluppo. Fatima Alieva, consigliere principale in una di queste sale da gioco in Ingouchie, ne conosce i benefici: <Quando voi guardate il viso raggiante dei bambini, che scoprono le altalene per la prima volta nella loro vita, e voi li vedere mettersi in coda per attendere il loro turno, voi allora comprendete quello che queste sale da gioco rappresentano per loro>.

 

Nel Caucaso del Nord, la Croce Rossa Russa resta il principale partner operativo del CICR. Quest’ultimo porta il suo sostegno allo sviluppo organizzativo della Società Nazionale nella regione e a diversi dei suoi programmi specifici, cioè le cure a domicilio per le persone anziane e l’assistenza psicologica e giuridica per le persone sfollate.

 

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2-CICR Comunicato stampa nr. 2 dell’11 febbraio 2005. Link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/69KPL4!OpenDocument
Le attività del CICR dirette ad aiutare le vittime dello tsunami
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Il 26 dicembre dello scorso anno, l’Asia è stata colpita da un terremoto marino seguito da uno tsunami, che hanno causato in Indonesia devastazione e perdita di vite umane su larga scala. Tutte le componenti del Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, CICR compreso, si sono unite in uno sforzo comune per tentare di alleviare le sofferenze causate da tale calamità naturale.

 

Prima del verificarsi del disastro, il CICR era già presente nella provincia indonesiana di Aceh a causa del conflitto in corso. Pertanto, esso è stato in grado di rispondere rapidamente attraverso una squadra consistente di soccorritori, di medici e di operatori addetti all’approvvigionamento d’acqua e di rifugi, i quali già lavoravano in Indonesia (alcuni lavoravano presso l’ufficio di Banda Aceh). Nel corso delle ultime settimane, la squadra del CICR è stata rafforzata per soddisfare i bisogni urgenti di Banda Aceh, di Aceh Besar e persino della ancora più lontana Lhokseumawe, sulla costa occidentale.

 

Situazione generale al 7 di febbraio

 

La provincia di Aceh sta lottando per tornare a una vita normale. Tutti gli impiegati statali sono stati richiamati al lavoro entro il 31 di dicembre. Nel frattempo, i volontari della Società della Croce Rossa indonesiana e altri collaboratori militari e civili stanno ancora rimuovendo cadaveri dalle aree colpite dallo tsunami.

 

Anche se l’elettricità è stata ripristinata in molte parti di Banda Aceh e Meulaboh, sulla costa occidentale, ci sono ancora distretti, quali Aceh Utara e Lhokseumawe, che non beneficiano di una fornitura regolare di energia.

 

La gente che ha dovuto abbandonare la propria abitazione a causa del disastro, si è ora trasferita dagli edifici scolastici, dove inizialmente aveva trovato riparo, alle tende da campo. Nel frattempo, il governo sta costruendo per loro delle baracche.

 

Nel complesso, il bisogno di assistenza sanitaria continua a essere ben coperto. Non c’è stata alcuna diffusione di malattie infettive; pertanto, la paura di epidemie non si è materializzata.

 

 

Assistenza

 

Di solito, il CICR esegue le operazioni di assistenza congiuntamente con la Croce Rossa indonesiana. Durante la prima settimana di febbraio, 3.592 famiglie sfollate a seguito dello tsunami hanno ricevuto 2.395 articoli casalinghi di prima necessità, così come 8.352 coperte, 4.291 stuoie, 2.035 teloni e 191 scatole di biancheria intima (una scatola è sufficiente a coprire i bisogni di 10 famiglie). I beneficiari hanno sottolineato l’importanza di essere stati provvisti di biancheria intima.

 

Al 5 di febbraio, il CICR e la Croce Rossa indonesiana aveva già aiutato quasi 138.000 persone (31.218 famiglie) dei distretti di Banda Aceh, Aceh Besar, Pidie, Bireuen e Aceh Utara attraverso la distribuzione di cibo e di altri articoli.

 

Assistenza medica

 

Dal verificarsi del disastro, il CICR ha continuato a distribuire materiale medico essenziale, tra cui farmaci e medicazioni, a due ospedali di Lhokseumawe e ad altri 20 strutture per l’assistenza sanitaria situate lungo la costa tra Banda Aceh e Lhokseumawe. Sono stati anche inviati kit di pronto soccorso alla Società Nazionale indonesiana.

 

Alla metà di gennaio, il CICR ha aperto a Banda Aceh un ospedale da campo con 100 posti letto. Il suo organico è costituito da oltre 30 medici specialisti della Croce Rossa norvegese, nonché di altre Società Nazionali della Croce Rossa, e da personale medico e di supporto reclutato localmente. Finora, l’ospedale ha trattato più di 2.850 pazienti ambulatoriali e ne ha ricoverati 178.

 

L’ospedale consiste di 25 tende ed è in grado di soddisfare i bisogni di chirurgia, ginecologia, maternità e pediatria. E una cisterna d’acqua di 700 litri, appena installata, assicura all’ospedale una fornitura di acqua pulita.

 

Il 1 di febbraio, è stato aperto un campo nello stadio di Long Raya, vicino all’ospedale, per ospitare fino a 400 pazienti dimessi, ma che necessitano di successivi trattamenti medici, e i loro familiari. Al 7 di febbraio, otto pazienti registrati e 20 familiari già si erano avvantaggiati dell’ospitalità di tale campo per essere così vicini all’ospedale.

 

Acqua e servizi igienici

 

Ogni giorno, il CICR fornisce Banda Aceh di 24.000 litri di acqua potabile. L’organizzazione ha inoltre provveduto a rifornire i dipartimenti idrici di Banda Aceh e Lhokseumawe di prodotti chimici per il trattamento dell’acqua sufficienti per un mese. Nel frattempo, il CICR sta contribuendo a migliorare gli impianti per il trattamento dell’acqua e l’installazione dei servizi sanitari nei campi provvisori per gli sfollati di Aceh Besar e Lhokseumawe. Contemporaneamente, sono stati valutati i bisogni di diversi campi, che ospitano gli sfollati dello tsunami, del distretto di Bireuen.

 

Una volta che gli sfollati saranno trasferiti in dimore dove potranno rimanerci per periodi più lunghi, il CICR prevede di intensificare le sue attività, al fine di rifornirli di acqua pulita e di migliorare i loro servizi igienici.

 

Ristabilimento dei legami familiari

 

Durante gli strascichi della catastrofe, il CICR ha preso il comando in seno al Movimento e, in stretta collaborazione con la Croce Rossa indonesiana, ha sviluppato un sistema completo per il ristabilimento dei legami familiari.

 

Dall’inizio di gennaio, i membri di oltre 1.400 famiglie disperse hanno potuto riprendere contatto gli uni con gli altri. È stato possibile raggiungere questo risultato principalmente grazie all’uso di telefoni satellitari che le squadre congiunte del CICR e delle Società Nazionale hanno messo a disposizione dei sopravvissuti, in particolare sulla costa occidentale di Aceh.

 

Inoltre, il CICR ha creato due database: “I am live” (Sono vivo) e “Persons Sought” (Persone ricercate), che finora contengono 9.912 nomi. Questi database sono accessibili al pubblico sotto forma di stampati, poster, ma anche attraverso un sito Internet (www.familylinks.icrc.org) e i mass media (quotidiani, radio e TV), che hanno ampiamente collaborato a questo progetto.

Il CICR e la Croce Rossa indonesiana si stanno concentrando in particolare sui quei casi in cui dei bambini sono stati separati da tutti i loro membri familiari più stretti. Finora, 19 di questi bambini sono stati registrati, e tre di loro sono stati riuniti con successo alle loro famiglie.

 

Visite ai detenuti

 

Dopo lo tsunami, sia la Polizia nazionale sia il ministero di Giustizia hanno sostenuto la ripresa delle visite del CICR ai luoghi di detenzione quale mezzo per aiutare le autorità a far fronte ai bisogni più urgenti dei detenuti che sono sotto la loro responsabilità. Lo scopo di queste visite è di monitorare le condizioni di detenzione e il trattamento dei detenuti. Ad oggi, i delegati del CICR hanno effettuato una prima visita a detenuti di cinque stazioni di polizia.

 

 

3-Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa al link:
http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/68ZEFW?OpenDocument
“Commemorazione della liberazione di Auschwitz” - 26-01-2005
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 

Il 27 gennaio, il mondo intero commemorerà (il presente articolo è stato pubblicato sul sito web CICR il 26 gennaio 2005 NdT) la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta 60 anni fa. Auschwitz, che rappresenta il più grande fallimento nella storia del CICR, resta un simbolo degli orrori commessi dal regime hitleriano e ricorda all’umanità che dovrà intervenire qualora dovesse trovarsi innanzi a nuove minacce di genocidio.

Il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau resta un simbolo forte del crimine più odioso che sia stato commesso nella storia dell’umanità. Il tentativo intrapreso dal regime hitleriano per annientare sistematicamente gli Ebrei ed altri gruppi, quali gli Zingari, perpetrando un genocidio è senza precedenti. Per più di un milione e mezzo di persone, di cui il 90% Ebrei, Auschwitz è stata l’ultima tappa di un calvario indicibile. Solo 7 500 di loro sopravvissero al campo.


Ciò che è accaduto ad Auschwitz non deve mai cadere nella dimenticanza. La commemorazione che ha luogo questa settimana ci permette di rendere omaggio a tutte le vittime dell’Olocausto ed anche di esprimere la nostra ammirazione per coloro che sono sopravvissuti a questi orrori e di testimoniare loro la nostra solidarietà. Preservare la memoria dell’Olocausto deve contribuire a rafforzare la determinazione dell’umanità ad agire prima che sia troppo tardi, quando sarà innanzi a nuove minacce di genocidio. Ciò ci obbliga a domandarci se l’umanità fa realmente tutto ciò che può per prevenire questi crimini odiosi.

Auschwitz rappresenta per il CICR anche il più grande fallimento di tutta la sua storia, aggravato dal fatto che essendo mancato il suo spirito di decisione, non ha preso le misure necessarie per aiutare le vittime della persecuzione nazista. Questo fallimento resterà nella memoria dell’istituzione, così come vi resteranno gli atti coraggiosi di alcuni delegati del CICR dell’epoca.

Per il CICR, il modo più appropriato di onorare le vittime ed i sopravvissuti dell’Olocausto è di lottare per un mondo nel quale la dignità umana di ogni uomo, di ogni donna e di ogni bambino sarà rispettata senza riserve. Può essere che non realizzeremo mai perfettamente questo scopo, ma la memoria di Auschwitz ci obbliga a fare tutto ciò che è in nostro potere per arrivarci.

Vedere anche: Tra storia e memoria, il CICR e i campi di concentramento e di sterminio nazisti, relazione di François Bugnion, direttore di Diritto internazionale e della cooperazione in seno al Movimento presso il CICR, presente ad una tavola rotonda organizzata in occasione della presentazione dell’esposizione Memorie dei campi, Museo internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, nel novembre 2002.

 

 

 

 

 

4- Allegato
“ Conflitti armati: riflessioni di bioetica “
di Francesco Catapano
Relazione svolta al Corso di perfezionamento di D.I.U. per Ufficiali delle FF.AA. - ottobre 2004
Per la novità dell'argomento trattato inerente gli "aspetti bioetici" del DIU, segnalo la relazione svolta al corso di perfezionamento di D.U. per Ufficiali delle FF.AA. , svoltosi a Napoli nell'ottobre 2004.

Gli interessati all'approfondimento di tale tematica ovvero coloro che ritengono di offrire un analogo contributo di studio possono manifestare la propria disponibilità al seguente indirizzo:

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Francesco Catapano

 
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