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n° 79 del 23 Gennaio 2002 Stampa E-mail
martedì 22 gennaio 2002
23 GENNAIO 2002
nr. 79
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


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1

Aggiornamento nr. 1 Afganistan 18 gennaio 2002

Pagina nr. 1 del documento

"Afganistan: ricostruzione delle strutture essenziali per soddisfare i bisogni più urgenti"

(Il documento completo è composto da 7 pagine in lingua inglese e chi è interessato può

richiederlo, e gli sarà inviato integrale via e-mail

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-

Comunicato stampa del Comitato Internazionale della Croce Rossa nr. 02/03

del 18 gennaio 2002

"Prima visita del CICR al campo di prigionia di Guantanamo Bay"

Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

3-

CICR Comunicato Kigali 20 gennaio 2002

Comunicato congiunto della Croce Rossa ruandese, della Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e del Comitato Internazionale della Croce Rossa

 

CICR Comunicato Nairobi 20 gennaio 2002

Attività del CICR a Goma a seguito dell'eruzione vulcanica: punto della situazione

Traduzione di M.Grazia Baccolo

 

4-

Comunicato stampa CICR nr. 02/04 - 21 gennaio 2002

Repubblica democratica del Congo: aiuto del CICR alle vittime di una esplosione a Goma

Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandiera

 

5-

Comunicato Stampa 02/05 - 23 gennaio 2002

Irak-Iran: Liberazione di prigionieri irakeni

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

1

Aggiornamento nr. 1 Afganistan 18 gennaio 2002 (Pagina nr. 1 del documento)

"Afganistan: ricostruzione delle strutture essenziali per soddisfare i bisogni più urgenti"

(Il documento completo è composto da 7 pagine in lingua inglese)

L'istituzione di un'autorità ad interim e lo spiegamento della forza internazionale in Afganistan getta le fondamenta per il ripristino della stabilità, ma il conflitto non è finito ancora: la sicurezza è incerta per entrambi, sia dalla parte afgana sia dalla parte delle organizzazioni internazionali, a causa del proseguire dei combattimenti; anche dove essi sono cessati, le tensioni fra i gruppi coinvolti sono rimaste alte. Gli attori internazionali che sono tornati in Afganistan hanno pianificato la ricostruzione del dopo-conflitto, ma il diffuso sentimento della mancanza di sicurezza e la grande necessità di bisogni umanitari richiede che, in parallelo, le operazioni di emergenza continuino e venga mantenuta la capacità di estenderli. La pianificazione delle operazioni di soccorso e il modo di metterle in pratica ha un grande impatto sulla prospettiva della ricostruzione.

Il personale espatriato ritornato in Afganistan, insieme al personale afgano del CICR che sempre è stato sul posto ed ha proseguito lo svolgimento di molti programmi (del resto mai interrotti), ha permesso di riprendere rapidamente le attività sospese e adattare alle nuove esigenze quelle che erano comunque continuate. Le attività del CICR sono:

Alimenti e altra assistenza di base per le vittime della siccità e del conflitto nelle aree più remote come Ghor, Sud Balkn e Bamiyan: fin dalla ripresa di queste attività, il CICR in Novembre la distribuzione delle razioni ha raggiunto più di 325.000 persone.

Visite alle persone catturate durante il recente conflitto: dal suo rientro, il CICR ha visitato circa 4.800 detenuti e prigionieri, inclusi coloro che sono stati catturati dagli USA, e si sta iniziando a visitare coloro che sono stati trasferiti nella Baia di Guantanamo.

Supporto alle strutture mediche: la distribuzione da parte del CICR dell'assistenza di tipo medico continua attraverso gli sforzi internazionali rendendo funzionanti gli ospedali afgani nel servizio chirurgico, ora l'assistenza è stata estesa a più strutture e il CICR ha ripristinato l'apertura degli ospedali saccheggiati a Bamiyan e a Kunduz;

La prevenzione delle ferite da mine e degli ordigni inesplosi (UXO) e la riabilitazione delle vittime da mine/UXO: i sei centri di riabilitazione per le persone amputate o disabili sono stati mantenuti in servizio senza interruzione; l'attività del rendere consapevoli le persone del problema delle mine è stato ora estesa e adattata alle nuove situazioni e rischi, e nelle strutture sanitarie dove vengono trattati i feriti da mine sono stati raccolti dati sulle mine/UXO, procurando così accurate informazioni per lo sminamento e per la campagna di presa di coscienza del problema delle mine.

Altre attività correnti includono la ristabilizzazione essenziale di una rete di distribuzione dell'acqua e dell'energia elettrica nelle aree urbane, l'assistenza alle vittime del conflitto (inclusi IDPs) , e il supporto alla ricostituzione della Società afgana della Mezzaluna Rossa. L'assistenza è concentrata nelle aree maggiormente afflitte dal conflitto, particolarmente nelle regioni remote che altre organizzazioni internazionali non sono in grado di coprire. La strategia del CICR è quella di lavorare con le autorità Afgane,la Mezzaluna Rossa afgana, altri gruppi e comunità per rinforzare le strutture ed i sistemi già esistenti.

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

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2

Comunicato stampa del Comitato Internazionale della Croce Rossa nr. 02/03

del 18 gennaio 2002

Prima visita del CICR al campo di prigionia di Guantanamo Bay

Ginevra (CICR) - Quattro delegati del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), tra cui un medico, hanno cominciato, il 18 gennaio 2002, a visitare i prigionieri trasferiti dall'Afghanistan e detenuti dall'esercito americano nella base navale di Guantanamo Bay. I delegati registreranno i prigionieri e constateranno le condizioni del loro arresto, del loro trasferimento e della loro detenzione.

In vista dell'accordo concluso con le autorità americane, le visite si svilupperanno secondo le procedure abituali dell'istituzione; si tratta soprattutto di intrattenersi senza testimoni con i prigionieri e di dare loro la possibilità di scambiare notizie con la loro famiglia per mezzo dei messaggi di Croce Rossa.

Queste procedure prevedono di sottomettere alle autorità detentrici dei rapporti scritti strettamente confidenziali sulle conclusioni dei delegati. In nessuna circostanza il CICR fa dichiarazione pubblica sul trattamento dei detenuti né sulle condizioni di detenzione. I delegati del CICR discuteranno delle loro conclusioni direttamente con le autorità detentrici, sottoponendo loro raccomandazioni e incoraggiandole a prendere le misure necessarie per risolvere qualsiasi problema di ordine umanitario.

Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

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3

CICR Comunicato Kigali 20 gennaio 2002

Comunicato congiunto della Croce Rossa ruandese, della Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e del Comitato Internazionale della Croce Rossa

20 gennaio 2002

Kigali - L'eruzione del vulcano Nyiragongo avvenuta il 17 gennaio , e che ha in parte devastato la città di Goma, nell'est della Repubblica Democratica del Congo, ha costretto gran parte della popolazione a mettersi in marcia. La maggioranza di queste persone sono fuggite verso la città di frontiera di Gisenyi in Ruanda.

La Croce Rossa ruandese, la Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossas, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, con il sostegno della Croce Rossa tedesca, francese, belga e spagnola, hanno unito i loro sforzi e mobilitato le loro risorse al fine di venire in aiuto alle vittime di questa catastrofe naturale.

All'indomani della tragedia, i partners del Movimento internazionale della Croce Rossa in Ruanda hanno immediatamente portato a Gisenyi 3 cisterne e una unità di potabilizzazione d'acqua, 6 serbatoi e 1000 taniche , nel frattempo diverse missioni sono state effettuate per valutare la situazione ed i bisogni essenziali per la popolazione.

In stretta collaborazione con le autorità, la distribuzione di acqua è assicurata da volontari della Croce Rossa ruandese. La Croce Rossa è pronta a distribuire le razioni alimentari fornite dal Programma Alimentare Mondiale (PAM), ed a organizzare trasporti di materiale di prima necessità, come coperte, tende, teloni, utensili di cucina, taniche, materiale medico, cisterne, serbatoi, unità di potabilizzazione e disinfezione, appena le autorità avranno determinato i luoghi di racolta.

Domenica 20 gennaio, una parte della popolazione ha cominciato a ritornare a Goma, ma l'incertezza dilaga in merito alla minaccia che rappresenta per la regione il vulcano Nyiragongo. Nel frattempo, la Croce Rossa ha i mezzi di rispondere rapidamente ai bisogni essenziali di circa 100.000 persone. Le squadre di specialisti della Croce Rossa proseguono le valutazioni della situazione nella regione colpita dalla catastrofe e lavorano in stretta collaborazione con le autorità e le Nazioni Unite.

 

Comunicato stampa Nairobi

20 gennaio 2002

Attività del CICR a Goma a seguito dell'eruzione vulcanica: punto della situazione

Nairobi (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) si incarica di affrontare certi bisogni umanitari più urgenti nella città di Goma, nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), a seguito della catastrofe dovuta all'eruzione vulcanica. Indicazioni secondo le quali numerosi abitanti di Goma hano iniziato a ritornare nella città, dal vicino Ruanda, hanno portato il CICR a concentrarsi soprattutto attualmente sui bisogni di acqua potabile e sulle strutture medico-sanitarie funzionanti.

Dal 19 gennaio sera, il CICR fornisce tavolette do cloro e taniche a una ONG (organizzazione non governativa) locale, Amici Kivu, che le utilizza per purificare l'acqua del lago Kivu prima di distribuirla alla popolazione. In oltre, ingegneri del CICR lavorano con la compagnia nazionale delle acque, Regideso, per rimettere in funzione la principale stazione di pompaggio di Goma. Il CICR è pronto a fornire carburante e cloro a questa stazione che, si spera, potrà ricominciare a funzionare più tardi nella giornata. Il CICR lavora da diversi anni con la Regideso, a Goma e in altre città dell'est della RDC. Esso ha fornito prodotti chimici per il trattamento delle acque e pezzi di ricambio.

Da questa mattina (20 gennaio ndr), i delegati del CICr stanno valutando lo stato delle installazioni mediche a Goma. Una prima assistenza - sotto forma di cloro, di taniche e di carburante per il generatore - è stata fornita all'Ospedale generale, che è stato in gra parte risparmiato dal fiume di lava. Il personale dell'Ospedale si è presentato al lavoro e lo stabilimento è in funzione. Una squadra del CICR si è portata ad est dell'aeroporto di Goma ed ha constatato che in questa zona almeno un centro di sanità è sempre stato operativo.

D'altra parte, l'ufficio del CICR a Bukavu, che coopera con la Croce Rossa della Repubblica democratica del Congo, ha assistito 250 famiglie circa che sono arrivate nella città in battello dopo essere fuggite da Goma. Queste famiglie, che non hanno ne parenti ne amici a Bukavu, hanno ricevuto riparo, coperte e utensili da cucina, ed hanno ora accesso alle lattrine.

Le operazioni del CICR sono state rese più difficili dalla distruzione dei depositi di Goma. Questi contenevano delle scorte di un valore stimato di un milione di franchi svizzeri. Tuttavia, il CICR può contare sugli importanti mezzi logistici di cui esso dispone a Kigali e a Nairobi.

Dall'altra parte della frontiera. In Ruanda, il CICR lavora in stretta collaborazione con la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, e con la Croce Rossa ruandese. Un rendiconto più dettagliato delle attività che si sono condotte dovrebbe essere pubblicato più tardi nella giornata o lunedì.

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

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4-

Comunicato stampa del Comitato Internazionale della Croce Rossa nr. 02/04

del 21 gennaio 2002

Repubblica democratica del Congo: aiuto del CICR alle vittime di una esplosione a Goma

Nairobi/Ginevra (CICR) - I delegati del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) a Goma (Repubblica democratica del Congo) hanno fornito medicinali e un assortimento medico speciale per il trattamento delle ustioni alle strutture sanitarie dove sono curate le vittime di una esplosione avvenuta oggi in una stazione di servizio della città. Il CICR continua a seguire la situazione nelle strutture dove i feriti sono curati.

Parallelamente, il CICR coopera con la compagnia nazionale delle acque, Regideso, per ristabilire, almeno parzialmente, l'approvvigionamento idrico a Goma. Due delle tre stazioni di pompaggio della città sono in linea di principio in grado di poter funzionare, il CICR e la Regideso procedono a dei test per determinare se l'acqua è inquinata dai prodotti chimici nei luoghi in cui la lava è colata nel lago Kivu, in prossimità di una delle stazioni di pompaggio. Il CICR fornisce anche delle canalizzazioni alla Regideso affinchè possa cominciare a riparare il sistema di distribuzione dell'acqua.

Inoltre, il CICR ha cominciato a portare dell'acqua verso l'est della città di Goma, partendo dalla città vicina di Gisenyi, per mezzo di un camion.cisterna della capacità d 30.000 litri. L'istituzione continua ugualmente a sostenere una ONG locale, Amis Kivu, che distribuisce alla popolazione delle taniche di acqua del lago purficata. Il CICR apporta il suo aiuto fornendo delle tavolette di cloro e delle taniche, che sono utilizzate nei 17 punti di distribuzione di cui Amis Kivu dispone sulle rive del lago Kivu.

Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandiera

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5

Comunicato Stampa 02/05

23 gennaio 2002

Irak-Iran: Liberazione di prigionieri irakeni

Ginevra-Bagbad (CICR) - Sottogli auspici del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), 507 prigionieri di guerra catturati durante il conflitto Iran-Irak e 188 irakeni detenuti in Iran di cui non si avevano notizie dalla guerra del Golfo, sono stati rimpatriati dall'Iran all'Irak nei giorni di 21,22 e 23 gennaio 2002. L'operazione si è svolta sotto la supervisione del personale del CICR, al posto di controllo di Mundharieh/Khosravi, alla frontiera fra i due paesi. In conformità alle modalità abituali dell'Istituzione, i Delegati del CICR hanno prima di tutto registrato i prigionieri intervistando ciascuno di loro senza testimoni, per verificare che il rientro nel loro Paese fosse fatto a seguito della loro volontà.

Questa operazione, la decima del genere, si trova nel processo iniziato nell'aprile 1998 allo scopo di rimpatriare tutti i prigionieri rimanenti dal conflitto Irak-Iran che vorranno tornare nei loro Paesi, e conoscere la sorte dei prigionieri dei quali i nomi sono stati comunicati al CICR dai due paesi.

Per terminare le procedure in tempi veloci, il CICR persegue approfonditi colloqui con i due Paesi nel quadro degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario.

Dalla dichiarazione di guerra Irak-Iran, nel 1980, il CICR si è occupato del rimpatrio di circa 95.000 prigionieri di guerra dalle due parti in conflitto.

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 
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