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n° 86 del 26 Marzo 2002 Stampa E-mail
lunedì 25 marzo 2002
26 MARZO 2002
nr. 86
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)



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1-
CICRnews nr. 12 del 21 Marzo 2002
Notizie in breve - Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2-
Tratto dal Notiziario nr. 06/02 21 Marzo 2002
Croce Rossa Italiana a Bari
Croce Rossa Americana: seguito all11 settembre 2001
Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3-
Comunicato Stampa nr. 17 - 8 marzo 2002
Federazione Internazionale della Crcoe Rossa e Mezzaluna Rossa
Secondo membro della Mezza Luna Rossa palestinese ucciso in una settimana.
Traduzione non ufficiale di Anna Fondrieschi


4-
< L'angelo di Kabul > di Michael Kleiner
Telejournal.Ch, 18 gennaio 2002
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
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INFORMAZIONE ULTIMA ORA:

Oggi, 26 marzo 2002, nell'ora di pranzo ho visto, casualmente, l'intervista ad Alberto Cairo (in Italia per un periodo di vacanza, ritornerà a Kabul già il 5 Aprile) di Paolo Limiti su RAI 1. In fretta ho preso la prima cassetta VHS che mi è capitata in mano e l'ho messa nel videoregistratore. L'intervista è di circa 20 minuti ed è davvero interessantissima, tanto è lo spessore di quest'uomo che si mostra nella sua totale semplicità, parlando umilmente di cose straordinarie. E' stata registrata (purtroppo con tanti difetti, però è visibile ed ascoltabile) contiene anche qualche filmato nel centro ortopedico di Kabul. Se qualcuno fosse interessato ad averla, posso far duplicare la cassetta e spedirla ai soli costi di copia e spedizione, semplicemente inviate la richiesta a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

M.Grazia Baccolo
1-
CICRnews nr. 12
Notizie in breve

Le pompe, le canalizzazioni, l acqua e la guerra. Sempre di più l acqua sarà causa di conflitto negli anni a venire.
Questo allarme è stato lanciato da ingegneri dell acqua e ambiente del CICR alla vigiglia della giornata mondiale dell acqua (22 marzo).

AFGANISAN
Proseguono le visite del CICR alla prigione di Shibergan.
Dal novembre 2001, il CICR effettua regolari visite nelle prigioni di Shibergan, nei pressi di Mazar-i-Sharif, nel nord dell Afganistan.

AFGANISTAN
Il CICR sostiene la ricerca sull isolazione delle tende.
Un ricercatore dell'Università di Cambridge si trova attualmente in Afganistan per tre settimane, allo scopo di testare un nuovo materiale di tela da tenda, che potrebbe migliorare considerevolmente le condizioni di vita nei campi di rifugiati e delle persone sfollate.

ISRAELE, i territori occupati e i territori autonomi.
Un operatore di ambulanza della Mezzaluna Rossa, salvato dal suo gillet antiproiettile. Nessuno, più di Mohammed El Hessi, 26 anni, è cosciente dei rischi che corre il personale di ambulanza.

FEDERAZIONE DI RUSSIA/NORD CAUCASO
Il 13 Marzo, un accordo a tre è stato firmato fra il CICR, il Minostero della Sanità della Repubblica di Cecenia e la Branchia cecena della Croce Rossa russa.

ETIOPIA/ERITREA
Quasi 250 persone rimpatriate
Il 15 marzo, 144 persone d origine etiope hanno lasciato l Eritrea per l Etiopia sotto il controllo del CICR.

PAPUA NUOVA GUINEA
Seminari del CICR per ufficiali superiori della difesa e della polizia.
Ufficiali superiori della difesa e della polizia di Papua Nuova Guinea hanno partecipato il 15 Marzo ad una cerimonia conclusiva del corso di Diritto Internazionale Umanitario tenuto parallelamente a Port Moresby.

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Tratto dal Notiziario nr. 06/02 - 21 Marzo 2002
Federazione Internazionale delle Società di croce Rossa e Mezzaluna Rossa


Mobilitazione della CROCE ROSSA ITALIANA in favore dei richiedenti d'asilo curdi

A Bari, la Croce Rossa Italiana ha mobilitato tutte le sue risorse locali al fine di assistere 928 persone curde richiedenti asilo alloggiati a Bari Palese, un campo allestito presso l'aeroporto militare di Bari, sulla costa sud orientale del paese. Arrivati illegalmente il 19 marzo a bordo di un battello a Catania in Sicilia, sono stati trasferiti il giorno dopo a Bari. Infermiere ed ausiliari di sanità della Società Nazionale hanno fornito loro primi soccorsi, cibo ed abiti e hanno assicurato agli ammalati il trasporto in ospedale.

A seguito delle precarie condizioni sanitarie, che regnavano sul battello, è stato necessario ospedalizzare cinque persone, di cui quattro soffrivano di disidratazione. In oltre, un centinaio di bimbi si sono ammalati di diarrea dopo aver bevuto acqua insana. La Croce Rossa Italiana ha fatto il necessario per approvvigionare acqua potabile. Secondo il Presidente del Comitato Provinciale di Bari, Dr.Michele Bozzi, il loro stato non è allarmante. "Noi non abbiamo rilevato problemi sanitari maggiori" afferma lo stesso Dr.Bozzi "il nostro personale lavora 24 ore su 24". La Società Nazionale resta in stato d'allerta.


CROCE ROSSA AMERICANA: solidarietà con le vittime dell'11 settembre.

Sei mesi dopo la tragedia dell'11 settembre 2001, la Croce Rossa Americana continua a rispondere ai bisogni delle vittime. Circa 54.000 volontari hanno consacrato settimane del loro tempo ad aiutare le persone colpite dagli attacchi contro le torri gemelle dell'World Trade Center, mantenendo aggiornati i dossier, riempiendo i moduli ed offrendo i servizi di consulenza via telefono in diverse lingue.

L'attenzione della Croce Rossa, concentrata in un primo tempo sulla popolazione in generale, si è rivolta anche verso i propri volontari, che beneficiano di sostegno specializzato per far fronte allo stress ed all'effetto psicologico causato dal trauma. Quasi il 40% delle famiglie americane hanno donato circa 930 milioni di dollari per i programmi della Croce Rossa in favore delle vittime. Ad oggi, più di metà di questa somma è già stata distribuita sottoforma di aiuti diretti a 3.266 famiglie che hanno avuto delle vittime o persone con gravi ferite e a 51.000 famiglie in alto modo colpite dagli avvenimenti o che hanno partecipato alle operazioni di soccorso.

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Comunicato Stampa nr.17 Federazione Internazionale della Crcoe Rossa e Mezzaluna Rossa
Ginevra, 8 marzo 2002

Secondo membro della Mezza Luna Rossa palestinese ucciso in una settimana.

Ibrahim Assad, 40 anni, membro del personale paramedico della Mezza Luna Rossa palestinese è stato ucciso la notte scorsa in un'ambulanza a Tulkarem, da dei colpi dell'armata israeliana, nel nord della Cisgiordania, mentre rispondeva ad una chiamata d'urgenza.
Sposato e padre di due bambini, il Signor Assad lavorava da 12 anni per l'organizzazione.
Anche Kamal Hamdan, un membro del servizio di soccorso delle Nazioni Unite (UNWRA), ha perso la vita nell'incidente, nel quale sono state ferite altre tre persone: due tecnici medici della Mezza Luna Rossa e un altro impiegato delle Nazioni Unite.
Questi tragici avvenimenti si sono verificati quando l'armata israeliana ha aperto il fuoco su tre ambulanze, due della Mezza Luna Rossa e una delle Nazioni Unite, che lasciavano la loro sede nel centro di Tulkarem per prestare soccorso alle vittime delle ostilità.
Questo intervento aveva inoltre ricevuto il via libera non solo dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), ma anche delle autorità militari israeliane.
Due attacchi simili hanno colpito altre ambulanze della Mezza Luna Rossa palestinese la notte scorsa a Gaza. Un membro del personale paramedico dell'autorità palestinese è stato ucciso e un membro del personale paramedico della Croce Rossa è stato ferito.
In occasione di una conferenza giornalistica congiunta, tenutasi questa mattina a Gerusalemme da dei rappresentanti della Mezza Luna Rossa palestinese, del CICR e della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa, un appello solenne è stato rivolto alle autorità israeliane affinché rispettino le missioni d'urgenza del personale medico.
René Kosirnik, capo della delegazione del CICR a Tel-Aviv, ha espresso la sua delusione di fronte alla mancanza di collaborazione da parte delle autorità stesse, che si sono rifiutate di discutere con il CICR, la Mezza Luna Rossa palestinese e il suo equivalente israeliano, il Magen David Adom, dei mezzi per facilitare il lavoro del personale medico d'urgenza e delle ambulanze.
Inoltre egli ha ricordato ancora una volta che gli attacchi contro le ambulanze e il personale medico costituiscono delle flagranti violazioni delle convenzione di Ginevra e ha invitato la comunità internazionale a intervenire per mettere fine alla violenza contro le squadre mediche.
Anche il presidente della Mezza Luna Rossa palestinese, Younis Al-Khatib, ha sollecitato l'aiuto della comunità internazionale e ha ribadito la sua protezione in favore delle squadre mediche attive in Cisgiordania e a Gaza.
Egli ha sottolineato che, la sua organizzazione indagherà sui recenti avvenimenti per punire i responsabili.
"Questi fatti mettono a durissima prova il morale del personale medico della Mezza Luna Rossa palestinese e rischiano di provocare un colpo fatale alla missione umanitaria dell'organizzazione" ha dichiarato Ola Skuterud, capo della rappresentanza della Federazione Internazionale in Cisgiordania.
La Federazione e il CICR hanno inviato le loro condoglianze alla direzione della Mezza Luna Rossa palestinese e alla famiglia del defunto, oltre che il loro augurio di pronta guarigione ai feriti.
Ibrahim Assad è il terzo componente della Mezza Luna Rossa palestinese ucciso dall'inizio della nuova ondata di violenza che è cominciata a fine settembre 2000.
Il dottor Khalil Sulieman, capo del servizio di urgenze mediche della Mezza Luna Rossa palestinese a Djénine, è morto il 4 marzo 2002 in circostanze simili.
Altri quattro ausiliari medici e un volontario dell'organizzazione sono stati feriti in quell'occasione; tre di costoro, gravemente ustionati, sono tutt'ora in ospedale.
Nell'ottobre 2000, Bassam Balbeisi, un tecnico dei servizi medici d'urgenza, è stato ucciso a Gaza mentre cercava di salvare due civili dai colpi reciproci di Palestinesi e Israeliani.
Dal settembre 2000, le violenze nei territori occupati hanno causato 140 feriti tra il personale dell'organizzazione.

Per ogni altra informazione, o per delle interviste, rivolgersi a:

Per la Federazione:
Marie-Françoise Borel, Delegata Stampa - Ginevra
Per il CICR:
Vincent Lusser, Delegato Stampa - Ginevra

Insieme, la Federazione, le Società nazionali e il Comitato internazionale della Croce Rossa costituiscono il Movimento internazionale della Croce Rossa.
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare il nostro sito internet: www. Ifrc.org


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4-

Riportiamo di seguito la traduzione di un articolo apparso sul sito della TSR - Télévision Suisse Romande (www.telejournal.ch), di Michael Kleiner.
Kleiner, delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa dal 1992 e attualmente portavoce del CICR a Kabul. Ha effettuato missioni in Sri Lanka, Bosnia Erzegovina, Ruanda, Sudafrica e Kenya. E' a Kabul dall'inizio del dicembre scorso, incaricato della comunicazione pubblica e delle relazioni con i media. Per Telejournal.ch ha pubblicato alcuni articoli con le sue impressioni e la descrizione della vita nelle capitale afghana.


<L'angelo di Kabul> di Michael Kleiner
Telejournal.Ch, 18 gennaio 2002


Regna sul suo centro come un padre sulla sua famiglia numerosa. È fiero, ma sempre sul chi vive. Vorrebbe che tutti comprendessero che cos'è un ideale umanitario, anche se si fa il proprio lavoro per nutrire la famiglia ...

Gli piacerebbe che gli afghani si elevassero al di sopra delle loro dispute e potessero vedere la loro situazione con un po' di distanza, che si rendessero infine conto di tutto quello che c'è da costruire piuttosto che avventurarsi a distruggere il poco che sussiste.

La filosofia della sua vita, la "Weltanschauung" di Albero Cairo è sempre e risolutamente ottimista. Sono dodici anni che è a Kabul in qualità di fisioterapista all'interno del programma ortopedico del CICR in Afghanistan. Dodici anni di fabbricazione di arti artificiali per le vittime delle mine nei sei centri del CICR sparsi nel paese. Dodici anni di aiuto alla rieducazione alla vita per queste persone che hanno perduto una gamba, un braccio, un occhio, le due gambe .... Queste persone che non hanno che la vita e saranno dipendenti dalla loro famiglia per tutto il tempo che essa durerà, in questa città già inospitale per le persone sane.

"Io non mi lamento della sorte del nuovo amputato che arriva nel nostro centro, non serve a niente. Mi dico, ecco uno che tra due settimane uscirà di qui camminando e che potrà tornare a casa sua". Alberto rimette le vittime delle mine in piedi. Non le lascia abbattersi. Una volta terminata la protesi, è la rieducazione attraverso la camminata sulle scale o tenendosi a delle sbarre parallele, davanti ad uno specchio per imparare a vivere con la propria nuova immagine.

Alberto mette in seguito in atto la sua macchina di reinserimento. Con la sua rete di relazioni, tessuta in dodici anni di presenza a Kabul, spinge l'amputato a ritrovare un lavoro, a rendersi utile, a apprendere a vivere una vita in mezzo a delle altre. Il solo mezzo per non soccombere nella dipendenza da coloro che possono muoversi autonomamente.

Quando con Alberto incrociamo per la strada un uomo che non ha una gamba e si sposta con delle stampelle, egli chiede nella lingua locale: "che cosa hai fatto della protesi? L'hai venduta per comprarti da mangiare?".
Alberto gli dà il suo biglietto da visita. Gli spiega dove si trova il centro del CICR e gli dice che conta di rivederlo domani, in prima mattina. Tutti i servizi del CICR sono gratuiti, ma le protesi hanno un valore sul mercato locale.

Alberto può contare sul sostegno di amici celebri come il fotografo brasiliano Sebastiao Salgado, particolarmente toccato da quello che ha visto nel centro. In questi giorni Alberto è probabilmente, con il leone dello zoo di Kabul, che come lui ha la criniera tendente al grigio, tra gli esseri più fotografati della capitale afghana, I giornalisti che vengono ogni giorno sempre più numerosi hanno dato al centro ortopedico del CICR tutti i nomi possibili e immaginabili. Alberto essendo italiano attira anche i media della penisola, maestri dei titoli con riferimenti biblici. Nel "cortile dei miracoli" Alberto è diventato "l'angelo di Kabul".....

L'angelo di Kabul ha anche una rubrica quotidiana sul giornale italiano "la Repubblica", dove racconta i suoi dodici anni di storie vissute a Kabul. Soprattutto quella di questa ragazza che, in assenza di un fratello, si era fatta passare per un ragazzo sotto il regime dei talebani per poter continuare a lavorare e a nutrire la sua famiglia, senza dover mendicare. O quella di una impiegata del centro ortopedico portata dai suoi fratelli in Pakistan, senza avere la possibilità di resistere, senza neanche avere il tempo si informare Alberto, il suo datore di lavoro. E' finalmente tornata l'altro giorno, sola. Deve adesso rimborsare i debiti contratti dai suoi fratelli per pagare il loro viaggio in Pakistam. "E' il mio modo di comperare la mia libertà" dice fieramente. Alberto avrebbe dovuto darle una ammonizione per essere partita senza avvisare, ma chi ammonire?

L'altro giorno ho accompagnato Alberto per una intervista in diretta sulla CNN, al quinto piano dell'hotel Intercontinental, costruito nel 1969 su una collina e che fa acqua da tutte le parti. Dal balcone sventrato trasformato in studio televisivo all'aperto, un tempo una camera visitata da un obice dei mujahidin, Alberto risponde alla giornalista nello studio di Atlanta:
- Lei: "Come reagisce quando la chiamano l'angelo di Kabul, Mister Cairo?"
- Lui, lo sguardo malizioso: "Imparo a volare!".
 
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