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Standing Commission

n° 101 del 07 Ottobre 2002 Stampa E-mail
domenica 06 ottobre 2002
7 ottobre 2002
nr. 101
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)



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1- CICR News 39 del 27 settembre 2002
CICR Mews 40 del 3 ottobre 2002
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

2- Rivista Internazionale della Croce Rossa, 2002 - n. 846
- INDICE
- EDITORIALE
- RICORDO di JEAN PICTET di François Bugnion - Direttore di D.I.U e della comunicazione del CICR
Traduzione non ufficiale di Gio Comci
1-

CICR News 39 del 27 settembre 2002 -

NOTIZIE IN BREVE

COSTA D'AVORIO: Assistenza alle vittime dell'insurrezione
Dal 19 settembre la Costa d'Avorio e' lacerata da un'insurrezione armata. Di fronte a tale scenario, già dal giorno seguente il CICR ha provveduto a distribuire medicinali e materiale sanitario destinati ai feriti degli scontri, ricoverati nei centri ospedalieri della capitale Abidjan.

COLOMBIA: Assistenza sanitaria per la popolazione civile nelle zone di conflitto
La settimana scorsa una delegazione del CICR si e' recata per la terza volta nel Dipartimento di Norte de Santander per fornire assistenza sanitaria alla popolazione residente in zone rurali che, a causa del conflitto armato, non ha potuto raggiungere le strutture ospedaliere pubbliche.

ISRAELE E I TERROTOR OCCUPATI/AUTONOMI: Acqua per i villaggi isolati della Cisgiordania.
Non essendo allacciati alla rete di distribuzione, piu' di 250 villaggi in Cisgiordania hanno problemi di approvvigionamento d'acqua. Tradizionalmente, questa viene raccolta durante l'inverno sui tetti delle abitazioni e conservata in cisterne sotterranee.

MYANMAR: Il CICR apre una nuova sede a Mandalay
Un nuovo ufficio del CICR e' stato inaugurato ufficialmente il 16 settembre a Mandalay, alla presenza delle autorita' regionali, di membri della Croce-Rossa del Myanmar e dei diplomatici in accreditati nella citta'.

REGIONE ASIA-PACIFICO: Formare i formatori sul diritto internazionale
Il 19 settembre si e' concluso con successo il primo corso di "formazione dei formatori" mai organizzato per la Polizia e le forze di Sicurezza della regione Asia-Pacifico.

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CICR News 40 del 3 ottobre 2002

NOTIZIE IN BREVE

COSTA D'AVORIO: La Croce-Rossa soccorre le vittime
Il 30 settembre la Croce-Rossa della Costa d'Avorio, con il sostegno del CICR, ha fornito materiale sanitario e medicinali all'ospedale militare di Bouake' a corto di riserve.

FEDERAZIONE RUSSA: Corso di Diritto internazionale umanitario a Mosca
Per diffondere meglio le regole del Diritto internazionale umanitario, dal 24 al 27 settembre il CICR ha organizzato il primo corso avanzato sul tema, destinato a funzionari e membri dei centri universitari della Federazione Russa e degli altri Stati della Confederazione degli Stati Indipendenti (CSI).

GIORDANIA: Tavola rotonda di giudici
Il CICR, in cooperazione con il Collegio dei Giudici di Giordania, ha organizzato per il 24 e 25 settembre una tavola rotonda cui hanno partecipato 31 tra giudici e procuratori.


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2-
Rivista Internazionale della Croce Rossa, 2002 - n. 846

INDICE

Editoriale

Guerre nuove, armi nuove? L'obbligo degli Stati per la valutazione di legittimità dei mezzi e metodi di guerra
di Isabelle Daoust, Robin Coupland e Rikke Ishoey

Guerra armata: Attacco alle reti di computer e jus in bello
di Michael N. Schmitt

La responsabilità Statale per le violazioni del Diritto Internazionale Umanitario
di Marco Sassòli

Il Diritto Internazionale Umanitario e la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea
di Tristan Ferraro

Azione preventiva: capire e definire il ruolo del CICR nella prevenzione dei conflitti armati

La posizione del CICR sulla presa degli ostaggi

Libri e riviste:
" The Law of War "
"Punishing Violations of International Humanitarian Law at the National Level: A Guide for Common Law States "

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30 Giugno 2002 Rivista Internazionale della Croce Rossa n. 846, p. 315-316

EDITORIALE

Venticinque anni fa, l'8 giugno 1977, i plenipotenziari di cento Stati hanno condiviso e firmato il testo dei due Protocolli Aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra del 1949. In conformità al titolo della Conferenza preparatoria, "riaffermarono e svilupparono" le Convenzioni. Nel firmare questo testo appoggiarono anche lo sforzo monumentale di Jean Pictet, architetto delle Convenzioni di Ginevra e dei Protocolli Aggiuntivi. Jean Pictet considerò questi testi uno "Statuto di Umanità" che costituiva "un passo significativo in avanti nell'evoluzione di un movimento che sin dal principio si era posto come scopo quello di assicurare rispetto, protezione e un trattamento umano per tutti coloro che non sono abili a combattere."
Nel 2002, l'anno della morte di Jean Pictet, le Convenzioni di Ginevra sono quasi universalmente riconosciute. Analogamente,160 Stati sono parti al I Protocollo e 153 al II Protocollo Aggiuntivo. Questi due trattati, essenzialmente, adattano le vecchie norme alle circostanze dei conflitti moderni. Come era già nel 1977, la gran parte dei conflitti attuali è di natura non-internazionale e sono quindi regolati dal II Protocollo.
Nonostante il grande numero degli Stati parte al I Protocollo, il trattato ancora non ha ottenuto un'accettazione universale, in special modo a causa dell'assenza fra i suoi aderenti della più grande potenza militare del mondo: gli Stati Uniti. L'inclusione delle guerre di liberazione nazionale nella definizione di conflitto armato internazionale non ha avuto praticamente effetto e non ha contribuito ad ampliare l'accettazione del trattato perché, ironia della sorte, gli Stati che sono nati a seguito delle guerre coloniali, non l'hanno adottato.
Ciononostante, il I Protocollo Aggiuntivo ha portato un sostanziale progresso nelle regole che governano la condotta delle ostilità. Due articoli in questo numero della Rivista, affrontano questo argomento. Il primo, scritto da Isabelle Daoust e da altri, richiama l'attenzione sull'obbligo della valutazione della legittimità delle nuove armi e dei nuovi metodi di guerra. Il secondo, scritto da Michael Schmitt, devoto della "guerra armata", esamina il problema degli attacchi informatici alle reti di computer. Il I Protocollo offre un'appropriata risposta anche a "forme" di guerra nemmeno immaginabili quando il trattato fu scritto. L'articolo di Michael Schmitt mostra anche come la maggior parte dei provvedimenti del I Protocollo sono norme di diritto consuetudinario. Il Protocollo, inoltre ha un'influenza sugli usi ed indica la direzione nella quale dovrebbe muoversi il diritto.
Le conseguenze delle deliberazioni della Commissione di Diritto Internazionale delle Nazioni Unite in materia di responsabilità Statale riguardano anche il Diritto Internazionale Umanitario. L'articolo di Marco Sassòli delinea le implicazioni delle bozze di norme emanate da questa Commissione, scrivendo un articolo sulla responsabilità degli Stati. In effetti, sebbene le sanzioni penali siano intese per gli individui, queste regole devono accordarsi con le conseguenze inter-Statali delle violazioni. La bozza di regole da anche maggiore peso all'obbligo degli Stati nel rispettare ed assicurare il rispetto delle Convenzioni di Ginevra, individualmente o collettivamente. Un altro esempio di coinvolgimento di questi obblighi è la politica dell'Unione Europea che in modo crescente sta facendo ricorso al Diritto Internazionale nei suoi sforzi di costruire una politica estera (vedi l'articolo di Tristan Ferraro).
Il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario, come ogni ramo del diritto, grandemente dipende dalla sua applicazione. Il rafforzamento della responsabilità individuale e Statale può aiutare ad assicurare che lo "Statuto di Umanità" non rimanga una mera dichiarazione.

La Rivista

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"OMAGGIO a JEAN PICTET"
di François Bugnion
Direttore di Diritto Internazionale Umanitario e della Comunicazione del CICR

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa è in lutto poiché ha perduto, nella persona di Jean Pictet, non solo uno dei suoi più eccellenti servitori, ma anche un maestro per generazioni di collaboratori dell'istituzione e per, coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare strettamene a contatto con lui, un amico.
Entrato in servizio al CICR come segretario-giurista nel 1937, fu alla vigilia dei suoi 25 anni, nel giorno dell'invasione tedesca in Polonia, che dalla sede dell'istituzione inviò le prime offerte di servigi ai belligeranti. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, si occuperà della maggior parte di iniziative e degli appelli lanciati dal Comitato in favore dei prigionieri di guerra e delle vittime civili della guerra. Fu nominato direttore del CICR nel 1946, poi membro del CICR dal 1967 e infine vicepresidente dell'istituzione che egli ha servito fino al suo pensionamento nel dicembre 1984. Fu allora nominato vicepresidente onorario del CICR.
Jean Pictet fu un uomo dai talenti multipli.
Fu innanzi tutto un giurista d'eccezione che si può a ragione considerare come il padre delle Convenzioni di Ginevra del 1949. Il CICR non ha atteso la fine della Seconda Guerra mondiale per intraprendere i lavori che dovevano condurre ad una riformulazione completa delle Convenzioni di Ginevra. Su un memorandum del 15 febbraio 1945, egli annotava che avrebbe intrapreso delle consultazioni a tale scopo. Durante le consultazioni di esperti, come durante la Conferenza diplomatica del 1949, Jean Pictet partecipa ai dibattiti più delicati. La sua esperienza, le sue qualità di giurista, la sua capacità di espressione e il suo talento di redattore, hanno permesso di superare al meglio le difficoltà.
Quando il CICR mise in cantiere un nuovo aggiornamento del Diritto Internazionale Umanitario per tener conto delle esperienze dei conflitti di decolonizzazione, Jean Pictet non ebbe timore di prendere nuovamente la direzione dei lavori di revisione che dovevano sbocciare, l'8 giugno 1977, nei due Protocolli Aggiuntivi alle Convenzioni Ginevra del 1949.
Jean Pictet fu anche un autore eccellente. Tra le numerose opere ed articoli che egli ha pubblicato, citiamo unicamente il Commentario alle Convenzioni di Ginevra del 1949 che costituisce uno strumento di lavoro prezioso, costantemente utilizzato da tutti coloro che hanno la responsabilità di interpretare, applicare e di mettere all'opera le disposizioni convenzionali.
La Seconda Guerra Mondiale doveva crudelmente dimostrare la necessità di rinforzare la coesione del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, precisando i Principi che dovevano orientare la sua azione. In effetti, dalla sua fondazione nel 1863, la Croce Rossa aveva la convinzione di obbedire a taluni Principi fondamentali che scaturivano dalla sua missione e dalla natura dell'opera che essa si proponeva di intraprendere; tuttavia, sebbene la Croce Rossa non cessava di riferirsi a questi Principi, sembrava incapace di precisarne la formulazione. I lavori di Jean Pictet fecero fare dei progressi decisivi in questo campo. Nel 1955, pubblica I Principi della Croce Rossa. L'opera, che fu subito tradotta in inglese, in tedesco, in spagnolo, in arabo e in giapponese, non colpisce per le sue dimensioni, ma per la sua densità, la chiarezza delle formulazioni che vi sono proposte e per la fede che egli manifesta negli ideali di Croce Rossa.
Le formulazioni proposte da Jean Pictet s'imponevano con una tale evidenza che, attraverso un'adozione unanime della XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa, riunita a Vienna nel 1965, divennero I Principi Fondamentali della Croce Rossa, ai quali costantemente ci si riferisce da allora. Come gli Statuti del Movimento, alla cui elaborazione Jean Pictet ha ugualmente partecipato, i Principi Fondamentali hanno contribuito a rafforzare l'unione del Movimento dando alle sue diverse componenti una direzione comune, un riferimento morale e una guida.
Parallelamente a questi impegni giornalieri al servizio del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Jean Pictet non ha mai cessato di condurre un'attività accademica importante, come incaricato dei corsi, poi come professore associato alla facoltà di legge dell'Università di Ginevra, dal 1965 al 1979. I suoi lavori sono stati insigniti di lauree honoris causa di molte università, dai più alti riconoscimenti onorifici del Movimento e, nel 1999, dalla medaglia della Città di Ginevra.
Infine, andato in pensione, consacra le sue forze in tutt'altro campo, per il quale era sempre stato appassionato: la storia degli Indiani d'America. Pubblica su questo soggetto un saggio autorevole.
Dietro l'uomo di scienze di cui noi conserveremo preziosamente l'eredità spirituale e intellettuale, si cela un uomo di cuore che chiunque l'abbia avvicinato, rimpiange oggi. Il suo benevolo calore, il suo ottimismo verso tutte le sfide e il suo senso dell'umorismo, ne faceva un interlocutore gradevole ed un uomo di grande qualità.
Sempre appassionato, nell'ultimo periodo della sua vita, si dedica alla musica, componendo dei piccoli pezzi, pur essendo troppo modesto per farli suonare, ma che, chi lo incontrava, aveva qualche volta la fortuna di ascoltarli.
In omaggio alla sua memoria, la Rivista Internazionale della Croce Rossa ha deciso di pubblicare nuovamente un articolo di Jean Pictet, apparso nel 1985, nel quale, secondo le sue parole "presenta alcune riflessioni ed esperienze di un praticante del diritto internazionale umanitario, che ha avuto l'insigne fortuna di essere attratto da questo affascinante lavoro all'inizio della sua carriera".

 
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