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n° 104 del 04 Novembre 2002 Stampa E-mail
lunedì 04 novembre 2002
5 novembre 2002
nr. 104
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 714 indirizzi e-mail


Contenuto:

Note della redazione:
a)
Nello scorso numero abbiamo ricordato la morte di Henry Dunant, avvenuta il 30 ottobre 1910 con un brano della biografia scritta nel 1975 da Pierre Boissier. A completamento della notizia ricordiamo che è stata pubblicata, lo scorso anno, la traduzione italiana delle "Memoires", raccolta di parte dei quaderni scritti dal Dunant nell'ospizio di Heiden, durante l'ultima parte della sua vita.
L'opera, interessantissima per comprendere a fondo la personalità del fondatore del Movimento Internazionale, è stata curata dal Prof. Paolo Vanni, ordinario alla facoltà di Medicina dell'Università di Firenze e Membro della Società Nazionale di Storia della Medicina, Responsabile del settore Storico della Croce Rossa Italiana Comitato Regionale di Firenze.
Il testo è disponibile presso il bookshop del Museo Internazionale della Croce Rossa, per inoformazioni Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , grazie.

b)
Per l'aumento del numero dei traduttori disponibili, possiamo ora iniziare anche le traduzioni del bollettino edito dalla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, integrando così il quadro delle attività internazionali dei due oganismi con sede a Ginevra. Speriamo di poter continuare, diamo quindi il benvenuto a Simon G.Chiossi e Monica Benoldi di Reggio Emilia.

1- News-Federazione Internazionale C.R.e M.R. nr. 22 del 31 ottobre 2002
Traduzione non ufficiale di Roberto Arnò e Monica Benoldi

2- ICRCnews nr. 44 del 31 ottobre 2002 (Info-press-fr-232)
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Baccolo

3- Protezione Giuridica dei Fanciulli durante i Conflitti Armati
Tratto dal sito web www.icrc.org
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

4- Biotecnologie, armi ed umanità: Appello del CICR - 25 settembre 2002
Tratto dal sito web www.icrc.org
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

1- News-Federazione Internazionale C.R.e M.R. nr. 22 del 31 ottobre 2002

L'aiuto della Croce Rossa agli ostaggi di Mosca e le loro famiglie

La Croce Rossa Russa ha svolto un ruolo cruciale nelle ore che hanno seguito l'assalto al teatro moscovita, fornendo sostegno psicologico agli ostaggi liberati ed alle famiglie delle vittime. Un'équipe della Croce Rossa russa formata da psicologi, medici e volontari, ha subito creato un centro di crisi in una scuola vicina.
La scuola è stata convertita in ricovero e mensa per i parenti degli ostaggi, che hanno potuto ugualmente beneficiare di servizi sanitari e di sostegno psicologico.

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Campagna per l'eliminazione della poliomielite in Iraq

Più di 750 volontari della Mezzaluna Rossa irachena hanno partecipato all'ultima fase della campagna annuale per l'eliminazione della poliomielite dall'Iraq, di cui hanno beneficiato circa cinque milioni di bambini sotto i 5 anni. La campagna è un'iniziativa del Ministero della salute iracheno, con l'Organizzazione mondiale della sanità, Unicef e la Mezzaluna Rossa.
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Accordo di formazione al primo soccorso con l'HCR

Riconoscendo le particolari competenze della Federazione internazionale in materia di primo soccorso, l'Alto Commissariato delle Nazioni (HCR) ha firmato il 21 ottobre con la stessa, un accordo nei cui termini è previsto che le Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa garantiranno al suo personale una precisa preparazione in questo ambito.
La Federazione e l'HCR stileranno insieme le direttive per la formazione. Già l'anno scorso la Mezzaluna Rossa del Tajikistan aveva organizzato un corso di perfezionamento per il primo soccorso a 26 impiegati dell'HCR.
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Appello a favore delle vittime della siccità in Paraguay

A seguito dell'aggravarsi della siccità nel Paraguay occidentale, la Federazione internazionale lancia un appello per la raccolta di 418.000 franchi svizzeri al fine di fornire a circa 6.000 persone un aiuto alimentare e acqua potabile. In effetti, già si registrano problemi gravissimi all'agricoltura e un preoccupante aumento delle malattie infettive.
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Kenna devasta la costa Pacifica del Messico

Il 25 ottobre, l'uragano Kenna ha colpito il litorale Pacifico del Messico, causando un morto e 54 feriti. Circa 15.000 abitanti della regione erano stati preventivamente evacuati il giorno prima l'evento. La Croce Rossa ha mobilitato 180 soccorritori e 26 mezzi per distribuire circa 175 tonnellate di viveri, acqua potabile, vestiti e medicinali.
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Assistenza alle vittime dei terremoti in Indonesia

Si procede alla distribuzione di soccorso d'urgenza fra le vittime dei due violenti terremoti che hanno colpito la provincia indonesiana d'Irian Jaya. Sostenuta da una raccolta della Federazione internazionale (383.000 franchi svizzeri, circa 254.000 dollari), la Croce Rossa indonesiana è intervenuta per sopperire ai bisogni più urgenti di 4.000 persone particolarmente deboli.
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La Croce Rossa ancora mobilitata a Bali

A tre settimane dal terribile attentato ad un locale notturno, che fece 184 morti a Bali, la Croce Rossa indonesiana continua a lavorare con le autorità locali al fine di identificare i morti e spostare le macerie. Circa 215 volontari e un'équipe di medici e infermieri della Croce Rossa di Singapore,
hanno fornito più di 800 chili di medicinali ad un ospedale locale. La Croce Rossa australiana ha già raccolto 5 milioni di dollari americani per approvigionare gli ospedali di Bali.
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Attentato dinamitardo nelle Filippine

Le équipe di intervento d'urgenza della Croce Rossa filippina hanno svolto un ruolo cruciale nelle ore che hanno seguito i tre attentati del 17 e 18 ottobre nella capitale, Manila, e a Zamboanga, nel sud del paese: primo soccorso, trasporto dei feriti e donazione del sangue.
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L'Asia Centrale resta sottoposta a numerose sfide

Dieci anni dopo l'indipendenza e malgrado gli indicatori economici indichino sensibili miglioramenti, la maggior parte dell'Asia Centrale resta esposta alla povertà, alle malattie, alle catastrofi d'origine umana e l'insicurezza sociale.
Recentemente, rappresentanti delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa della regione, della Federazione internazionale, delle delegazioni regionali e del CICR si sono riuniti a Bishkek per elaborare delle strategie per rimettere in sesto queste zone.


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ICRCnews nr. 44 del 31 ottobre 2002 (Info-press-fr-232)

Notizie in breve

COSTA d'AVORIO
<Prime visite alle persone detenute in zona interessata dall'insurrezione.>
Nel quadro delle sue attività in favore dei civili e dei militari, vittime della situazione che domina in costa d'Avorio, il CICR ha visitato per la prima volta il 23 ottobre le persone detenute dagli insorti a Bouaké. (….)

AFGANISTAN
<Ultime distribuzioni di viveri a Ghor prima dell'inverno.>
Davanti alla sua piccola casa fatta di terra, Mohamed Yakoub prepara del tè. In questo periodo, sua moglie cucina nelforno i pochi pani che lei ha preparato con la farina distribuita dal CICR. E' tutto quello che i 12 membri della sua famiglia mangeranno oggi. Qualche uova ed un po' di latte di pecora qualche volta migliorano l'ordinario. (….)

ANGOLA
<Inaugurazione di due posti sanitari.>
Dopo diversi mesi di lavoro, due posti sanitari ripristinati dal CICR sono stati inaugurati in ottobre, uno a Ngongooinga (rovincia di Huambo), e l'altra a Njimba Silili, vicino a Kuito (provincia di Bié). (….)

ISRAELE, territori occupati e territori autonomi
<A Gaza, detenuti mettono a profitto i loro talenti di falegnami.>
Nel laboratorio di una prigione di Gaza, si espande nell'aria il rumore del metallo che martella il legno, mentre cinque detenuti alzano gli occhi dalla loro opera e depongono gli utensili per salutare i tre visitatori del CICR. (…..)

BEGLIO
<Seminario di Bruges: la pertinenza del Diritto Internazionale Umanitario (D.I.U.) per attori non statali.>
Per il terzo anno consecutivo, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha organizzato, congiuntamento con il Consiglio d'Europa a Bruges, un seminario di Diritto Internazionale Umanitario. Aveva per tema la pertinenza del D.I.U. per gli attori non statali. Gli attori non statali prendono un posto sempre più importante sulla scena internazionale, essi operano o possono operare in contesti dove il D.I.U. è applicabile. D'altronde, numerosi dibattiti hanno luogo o sono stati avviati sull'adeguamento del D.I.U. a certe situazioni particolari. Un centinaio circa di partecipanti del mondo diplomatico e militare, funzionari dell'Unione Europea e della NATO, così come i rappresentanti del mondo universitario e della società civile, hanno discusso la questione il 25 e 26 ottobre 2002. I risultati dei loro lavori saranno pubblicati nel numero speciale della Rivista del Consiglio d'Europa. (notizia completa)

Indirizzo e-mail del servizio stampa del CICR: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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PROTEZIONE GIURIDICA DEI FANCIULLI DURANTE I CONFLITTI ARMATI
Tratto dal sito web www.icrc.org

Il Diritto Internazionale Umanitario offre una larga protezione ai bambini. In caso di conflitto armato, internazionale o non internazionale, i bambini godono della protezione generale prevista per i civili che non prendono parte alle ostilità. Ai civili, non combattenti, è garantito un trattamento favorevole e la protezione delle disposizioni sulla condotta delle ostilità. Data la particolare vulnerabilità dei bambini, le Convenzioni di Ginevra del 1949 (in seguito GIII e GIV) ed i loro Protocolli Aggiuntivi del 1977 (PI e PII) prevedono una serie di norme che concedono loro una protezione speciale. I bambini che prendono parte diretta alle ostilità non perdono questa protezione speciale. I Protocolli Aggiuntivi, la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed il suo recente Protocollo Opzionale in particolare, prevedono dei limiti alla partecipazione dei bambini alle ostilità.

PROTEZIONE GENERALE

In caso di conflitto armato internazionale, i bambini che non prendono parte alle ostilità sono protetti dalla GIV relativa alla protezione dei civili e dal PI. Sono protetti dalle garanzie fondamentali che questi trattati offrono ed in particolare, il diritto alla vita, il divieto di coercizioni, punizioni corporali, torture, punizioni collettive e rappresaglie (art. 27-34 GIV ed art. 75 PI) e dalle norme del PI sulla condotta delle ostilità, incluso sia il principio che deve essere fatta sempre distinzione tra civili e combattenti e sia il divieto di attacchi contro i civili (l'art. 48 e 51).
In caso di conflitto armato non internazionale, i fanciulli sono protetti anche dalle garanzie fondamentali per le persone che non prendono parte diretta alle ostilità (art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra ed art. 4 PII). Sono protetti ulteriormente dal principio che "né la popolazione civile in quanto tale, né le persone civili dovranno essere oggetto di attacchi" (art. 13 PII).

PROTEZIONE SPECIALE

La GIV garantisce un'attenzione particolare per i bambini, ma è il PI che prevede il principio di protezione speciale: "i fanciulli saranno oggetto di un particolare rispetto e saranno protetti contro ogni forma di offesa al pudore. Le parti in conflitto forniranno loro le cure e l'aiuto di cui hanno bisogno a causa della loro età o per qualsiasi altro motivo" (art. 77). Questo principio si applica anche ai conflitti armati non internazionali (art. 4, par. 3 PII).

I provvedimenti che prevedono questa protezione possono essere riassunti come segue:
- evacuazione e zone speciali [art. 14, 17 24 (par. 2), 49 (par. 3) e 132 (par. 2) GIV; art. 78 PI; art. 4 (par. 3e) PII];
- assistenza e cura [art. 23, 24 (par. 1), 38 (par. 5), 50 e 89 (par. 5) GIV; art. 70 (par. 1) e 77 (par. 1) PI; Art. 4 (par. 3) PII];
- identificazione, riunificazione di famiglia e bambini non accompagnati [art. 24-26, 49 (par. 3), 50 e 82 GIV; art. 74, 75 (par. 5), 76 (par. 3) e 78 PI; art. 4 (par. 3b) e 6 (par. 4) PII];
- istruzione e ambiente culturale [art. 24 (par. 1), 50 e 94 GIV; art. 78 (par. 2) PI; art. 4 (par. 3a) PII];
- arresto, detenzione o internamento dei bambini [art. 51 (par. 2), 76 (par. 5), 82, 85 (par. 2), 89, 94 e 119 (par. 2) e 132 GIV; art. 77 (par. 3 e 4) PI; art. 4 (par. 3d) PII];
- esclusione dalla pena di morte [art. 68 (par. 4) GIV; art. 77 (par. 5) PI; art. 6 (par. 4) PII].

PARTECIPAZIONE ALLE OSTILITÀ

Protocolli Aggiuntivi del 1977

Troppo spesso si verifica la partecipazione dei bambini alle ostilità. Questa partecipazione può spaziare dall'aiutare i combattenti (portando loro armi e munizioni, eseguendo missioni di ricognizione, ecc.), all'attuale reclutamento di bambini come combattenti nelle forze armate nazionali o di altri gruppi armati. I Protocolli Aggiuntivi del 1977 erano i primi trattati internazionali che prevedevano tali situazioni. Così, il PI obbliga gli Stati a prendere tutte le misure necessarie per impedire ai fanciulli sotto i 15 anni di prendere parte diretta alle ostilità. Proibisce espressamente il loro reclutamento nelle forze armate ed incoraggia le Parti a dare priorità nel reclutamento a quelli di maggiore età fra i 15 e i 18 anni (art. 77). Il PII va oltre, proibendo sia il reclutamento e sia la partecipazione, diretta o indiretta, nelle ostilità dei fanciulli sotto i 15 anni di età (art. 4, par. 3c).

Nonostante le norme summenzionate, i bambini che prendono parte diretta ai conflitti armati internazionali sono riconosciuti come combattenti e in caso di cattura hanno diritto allo status di prigioniero di guerra secondo la GIII. I Protocolli Aggiuntivi prevedono per i fanciulli combattenti sotto i 15 anni un trattamento privilegiato, in modo che essi continuino a trarre profitto della protezione speciale concessa ai bambini dal diritto internazionale umanitario (art. 77, par. 3 PI e art. 4, par. 3d PII).

La Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo

Questo trattato, ratificato pressoché universalmente, prevede i diritti fondamentali del fanciullo. L'articolo 38 estende il campo di applicazione dell'art. 77 PI ai conflitti non internazionali. L'articolo 38 prevede che sia data priorità nel reclutamento a quelli di maggiore età tra i 15 ed i 18 anni (par. 3). Nella convenzione è ripetuto il divieto sulla partecipazione diretta o indiretta prevista dal PII.

Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo

Il Protocollo Opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, adottato il 25 maggio 2000, generalmente rafforza la protezione per i fanciulli nei conflitti armati:
- gli Stati parte devono prendere tutte le misure possibili per assicurare che membri delle loro forze armate che non abbiano compiuto i 18 anni di età non prendano parte diretta alle ostilità (art. 1);
- il reclutamento obbligatorio nelle forze armate di persone sotto i 18 anni di età è vietato (art. 2);
- gli Stati parte eleveranno l'età minima per il reclutamento volontario a 15 anni; questa regola non si applica alle accademie militari (art. 3);
- nessun gruppo armato distinto dalle forze armate nazionali deve, per nessuna circostanza, arruolare (sia su base obbligatoria, sia volontaria), o impiegare in azioni di guerra persone di età inferiore ai 18 anni, e gli Stati parte devono prendere appropriate misure giuridiche per proibire e penalizzare tali pratiche (art. 4).

Statuto del Tribunale Penale Internazionale (TPI)

Lo Statuto, adottato a Roma il 17 luglio 1998, include nell'elenco di crimini di guerra che sono sotto la giurisdizione del Tribunale il coinvolgimento attivo nelle ostilità di bambini sotto i 15 anni o il loro reclutamento nelle forze armate nazionali durante un conflitto armato internazionale (art. 8, par. 2b.xxvi) o nelle forze armate nazionali o di altri gruppi armati durante un conflitto armato non internazionale (art. 8, par. 2e.vii).

Secondo il principio della complementarità, il Tribunale ha giurisdizione in situazioni dove uno Stato è incapace o non ha la volontà di perseguire. Per applicare questo principio ed assicurare la repressione a livello nazionale gli Stati dovrebbero adottare una legislazione che permetta loro di perseguire chi commette tali crimini.

IMPLEMENTAZIONE NAZIONALE

Nonostante gli obblighi posti dal diritto internazionale, migliaia di bambini prendono parte attiva alle ostilità e sono vittime innocenti di quegli eventi.

Gli Stati hanno la responsabilità primaria di porre fine a questa situazione. Sono esortati perciò a ratificare i trattati che proteggono i fanciulli durante i conflitti armati e a adottare provvedimenti legislativi nazionali che adattino i loro sistemi giuridici alla ratifica di questi trattati. Queste misure, sotto forma di leggi o altro, devono permettere allo Stato di rispettare e far assicurare il rispetto delle norme definite da questi trattati.

Si suggerisce che sia data priorità alla realizzazione delle regole seguenti.

Partecipazione in ostilità:
- uno Stato parte al Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo dovrebbe prendere misure legislative che proibiscano e perseguano sia il reclutamento obbligatorio nelle forze armate di bambini sotto i 18 anni di età (art. 2 e 6) e sia il reclutamento obbligatorio o volontario, ed ogni altro impiego, di bambini sotto 18 anni da parte di gruppi armati diversi dalle forze armate nazionali (art. 4);
- gli Stati parte alla Convenzione sui diritti del fanciullo (art. 38, par. 3) o al PI (art. 77, par. 2) dovrebbero prendere tutte le misure giuridiche che proibiscano la coscrizione o l'arruolamento nelle proprie forze armate di bambini sotto i 15 anni, e misure che assicurino che nel reclutamento sia data priorità a quelli di maggiore età tra i 15 ed i 18 anni;
- uno Stato parte al PII prenderà misure legislative che proibiscano il reclutamento di bambini sotto i 15 anni e la loro partecipazione ai conflitti interni (art. 4, par. 3c);
- per l'applicazione del principio della complementarità, gli Stati parte allo Statuto di TPI dovrebbero assicurare che la propria legislazione penale nazionale renda possibile perseguire le persone che hanno arruolato i bambini sotto i 15 anni di età o che hanno impiegato bambini come partecipanti attivi nelle ostilità (art. 8, par. 2.b, xxvi, vii).

Detenzione ed internamento:
- gli Stati parte ai Protocolli Aggiuntivi del 1977 dovrebbero prendere misure legislative o altre misure per assicurare che qualsiasi bambino sotto i 15 anni di età che è arrestato, detenuto o internato per ragioni relative ad un conflitto, godano della protezione speciale prevista dal diritto internazionale umanitaria (art. 77, par. 3 PI ed art. 4, par. 3d PII).

Pena di morte:
- gli Stati parte alla GIV (art. 68, par. 4) ed ai Protocolli Aggiuntivi (art. 77, par. 5 PI ed art. 6, par. 4 PII) dovrebbe prendere misure legislative relative al codice penale ed al codice penale militare per proibire le sentenze o le esecuzioni di condanne a morte contro chiunque abbia meno di 18 anni al momento del reato.

DIFFUSIONE

E' richiesto un grande sforzo di promozione e diffusione del diritto internazionale umanitario per assicurare un vero rispetto per i bambini. Gli Stati sono obbligati giuridicamente a prendere parte alle attività di diffusione (art. 47, 48 127 e 144, rispettivamente, GI, GII, GIII e GIV; art. 83 PI; art.19 PII; art. 6 del Protocollo Opzionale).

Così, gli Stati dovrebbero includere il concetto di protezione del bambino, specificatamente in tempo di pace, nella formazione di tutti i livelli delle forze armate e i corpi di sicurezza nazionali.

Similmente, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di inserire questo soggetto nel curriculum delle università e delle istituzioni specializzate, ed organizzare campagne per aumentare la conoscenza e la consapevolezza fra le persone comuni, in particolare fra fanciulli e gli adolescenti.


Per maggiori informazioni: www.icrc.org - humanitarian law - children in war

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4-
Biotecnologie, armi ed umanità: Appello del CICR

25 settembre 2002

Allarmato dal rischio di un utilizzo delle biotecnologie per fini ostili, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha lanciato un appello:

- a tutte le autorità politiche e militari, chiedendo loro di rafforzare l'impegno nei confronti delle norme del diritto internazionale umanitario che proibiscono l'impiego di agenti biologici per fini ostili e di operare insieme in vista di sottoporre a controlli efficaci ogni biotecnologia potenzialmente pericolosa;
- alla comunità scientifica e medica, agli ambienti industriali ed alla società civile nel suo insieme, chiedendo loro di esercitare un controllo efficace sulle conoscenze e gli agenti biologici potenzialmente pericolosi.

Notizie generali

Così come la rivoluzione industriale e l'era dell'informazione, "l'era della biotecnologia" promette grandi progressi all'umanità. Da contro, se la biotecnologia dovesse essere adoperata per fini ostili, e particolarmente per seminare il terrore, la specie umana sarebbe in gran pericolo.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, CICR che ha per mandato la protezione e l'assistenza delle vittime dei conflitti armati, è allarmato particolarmente dalla possibile utilizzazione di agenti biologici per fini ostili.

Vantaggi considerevoli, potevano derivare dai progressi raggiunti nel campo delle biologia, sul piano scientifico come su quello tecnologico. Il trattamento di malattie, nuovi vaccini e la crescita della produzione di viveri sono dei vantaggi di cui potrà beneficiare il mondo intero, comprese le regioni povere.

Dei segnali profondamente inquietanti devono metterci tuttavia in guardia. Il CICR è convinto che questi "segnali di allarme" meritino riflessione a tutti i livelli della società. Le testimonianze portate dai governi, le istituzioni delle Nazioni Unite, gli ambienti scientifici, le associazioni mediche e l'industria forniscono un lungo elenco di capacità, già esistente o nascenti, suscettibili di essere utilizzate in modo scorretto:
- la propagazione deliberata di malattie esistenti, come la febbre tifoide, l'antrace o il vaiolo, allo scopo di provocare la morte, la malattia e la paura in seno ad una popolazione. L'alterazione di agenti infettivi esistenti, resi più virulenti, come è accaduto accidentalmente per la ricerca sul virus del "vaiolo murine";
- la creazione di virus a partire da materiali di sintesi, come si è potuto fare quest'anno, utilizzando una formula trovata su Internet e delle sequenze di geni acquistati per corrispondenza;
- la possibilità di mettere a punto, in futuro, agenti biologici con certe specificità etniche o razziali;
- la creazione di agenti biologici di guerra destinati ad essere utilizzati in congiunzione con le misure di protezione (vaccini) per le proprie truppe o la propria popolazione (una tale possibilità potrebbe rendere le armi biologiche più attrattive).

Il ricorso a nuovi metodi che permettono di diffondere, a volte in segreto, per un periodo di molti anni, agenti biologici nell'ambiente naturale, allo scopo di modificare i processi fisiologici o psicologici, coscienza, comportamento o fertilità, per esempio, della popolazione obiettivo.

La produzione di agenti biologici che potrebbero attaccare le infrastrutture agricole o industriali. Anche in caso di emissione accidentale, tali agenti potrebbero avere effetti ignoti ed incontrollabili sull'ambiente naturale. La creazione di agenti biologici capaci di modificare il genere umano; trasmettendosi di generazione in generazione, questi agenti avrebbero effetti nefasti sull'evoluzione della specie umana.

I processi vitali che sono il cuore stesso dell'esistenza umana non devono mai essere manipolati per dei fini ostili. I progressi scientifici sono stati troppo spesso "deviati" nel passato. E' essenziale che l'umanità agisca insieme oggi per impedire che le biotecnologie siano utilizzate in maniera scorretta.

Il CICR chiede a tutti i soggetti interessati di assumersi la propria responsabilità in merito, prima che sia troppo tardi. Noi dobbiamo riaffermare oggi il valore di certi vecchi tabù, quali vietare l'utilizzo "della peste e dei veleni" in tempo di guerra, che è stato trasmesso di generazione in generazione nelle diverse culture. L'impiego del veleno e delle armi avvelenate è rimasto proibito sin dalla Grecia e dalla Roma antica, alle leggi di Manou, in India, dalle regole di condotta della guerra che i Saraceni hanno tratto dal Corano. Quest'interdizione è stata codificata nel 1863, all'epoca della Guerra di Secessione negli Stati Uniti (Codice di Lieber) e poi, su scala internazionale, nella Dichiarazione dell'Aia del 1899 e nel Regolamento annesso all'IV Convenzione dell'Aia di 1907.

Nel febbraio 1918, il CICR lanciò un appello appassionato, descrivendo l'utilizzazione del veleno quale mezzo di guerra come "un'innovazione barbara che la scienza tende a perfezionare". Affermava allora: "protestiamo con tutte le forze della nostra anima contro questo modo di fare la guerra, che non possiamo chiamare diversamente che criminale". Quest'appello vale ancora oggi.

Rispondendo in parte alle richieste del CICR, gli Stati hanno adottato nel 1925 il Protocollo di Ginevra che riaffermava non solo l'interdizione generale di adoperare dei gas tossici, ma lo estendeva anche alle armi batteriologiche. Questa norma, ora, fa parte ormai del diritto internazionale consuetudinario e vincola di conseguenza tutte le parti impegnate in tutti i conflitti armati.

La Convenzione sulle armi biologiche del 1972, che vieta la messa a punto, la fabbricazione, lo stoccaggio, l'acquisizione, la conservazione ed il trasferimento di queste armi, ha rafforzato queste disposizioni in modo significativo. Per ciò che riguarda i progressi nel campo delle biotecnologie e il rischio di attacchi terroristici, la Convenzione copre tutti gli agenti biologici che "non sono destinati a fini di profilassi, di protezione o ad altri fini pacifici" ed include anche i vettori di questi agenti (articolo 1, Convenzione sulle armi biologiche del 1972). Il CICR rimpiange profondamente che i lunghi negoziati condotti nello scopo di rafforzare questa Convenzione ponendo in essere un regime di sorveglianza della corretta applicazione delle sue disposizioni, non si sia concluso come previsto nel novembre 2001. Quest'insuccesso sottolinea quanto sia urgente che la comunità degli Stati si avvii ad esercitare un controllo efficace sugli agenti biologici.

È ad ogni Stato che tocca impedire l'impiego delle biotecnologie per fini ostili, ma, di là dei governi, questa responsabilità incombe su tutti gli individui, in particolare sui militari, sugli scienziati e sui membri delle professioni mediche, così come a tutti quelli che lavorano nell'industria farmaceutica e biotecnologica.

Ginevra, Settembre 2002

Ultimo aggiornamento: 28/10/2002

 
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