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n° 120 del 26 Marzo 2003 Stampa E-mail
martedì 25 marzo 2003
nr. 120
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




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1-
CICR News del 24 marzo 2003
Iraq: ultime notizie comunicate dal personale del CICR sul campo
Notizie ricevute da Bagdad, Bassora e dal nord dell’Iraq (Erbil)
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

2-
CICR News del 23 marzo 2003
Iraq: ultime notizie comunicate dal personale del CICR sul campo
Notizie ricevute da Baghdad, Bassora, Kirkuk e dal nord dell’Iraq (Erbil)
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

3-
Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa n. 27 del 24 marzo 2003
<La Federazione Internazionale firma un accordo con la Lega Araba>
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

4-
Comitato Internazionale della Croce Rossa 20/03/2003
Dichiarazione ufficiale di Jakob Kellenberger
Guerra in Iraq: il Presidente del CICR richiama al rispetto del diritto internazionale umanitario
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

5-
Messaggio che Christian D’Accardi ha inviato a RADIORAI data odierna
Risposta di RADIORAI
1-
CICR News del 24 marzo 2003
Iraq: ultime notizie comunicate dal personale del CICR sul campo
Notizie ricevute da Bagdad, Bassora e dal nord dell’Iraq (Erbil)

In generale:
Il CICR ha preso dei contatti allo scopo di ottenere l’accesso a prigionieri di guerra.
Il fatto che dei prigionieri di guerra siano stati mostrati dalla televisione irachena ha suscitato grande interesse; occorre ricordare che dei prigionieri di guerra iracheni erano stati mostrati il 22 marzo da diversi canali televisivi.
Il CICR richiama l’attenzione sul paragrafo dell’art. 13 della III Convenzione di Ginevra: “… i prigionieri di guerra devono essere protetti sempre, soprattutto contro ogni atto di violenza o di intimidazione, contro gli insulti e contro la curiosità pubblica”.
Sono da sottolineare due aspetti:
la dignità dei prigionieri di guerra deve essere protetta;
conviene tener conto dell’impatto che le immagini diffuse possano avere sulle famiglie dei prigionieri di guerra.
Sono inoltre da considerare altri aspetti importanti riguardanti i prigionieri di guerra ed in particolare la loro sicurezza e l’accesso alle cure mediche.
Per il CICR la priorità attuale è che i prigionieri di guerra siano protetti e detenuti in luogo sicuro.

Bagdad:
Il CICR si può spostare nella capitale, ma in maniera limitata a causa dei bombardamenti che hanno luogo durante il giorno. Una équipe del CICR segue l’evoluzione della situazione negli ospedali di Bagdad.
Il CICR non dispone attualmente di alcuna indicazione quanto al numero di persone ferite o uccise.

Riguardo alla giornata del 23 marzo:
La maggior parte dei negozi erano chiusi, il traffico poco importante, alcune persone tentavano ugualmente di uscire malgrado il timore di attacchi aerei. Nonostante i bombardamenti sporadici, il CICR è riuscito a raggiungere diversi quartieri della capitale per realizzare le sue attività.
Il CICR ha continuato a fornire ai centri sanitari taniche d’acqua, generatori d’emergenza ed altri beni in modo da permettere loro di far fronte a eventuali interruzioni dell’acqua o della corrente elettrica.
Gli ospedali devono curare un grande numero di pazienti che soffrono di malattie croniche, come diabete, asma e problemi cardiovascolari. Questi pazienti sono spesso in una situazione difficile: oltre allo stress degli ultimi giorni, essi soffrono infatti per la penuria degli alimenti specifici che solitamente consumano e per la mancanza di medicinali di base, abitualmente disponibili. Il 22 marzo solo l’ospedale Al-Kindi ha ricoverato un centinaio di pazienti che soffrivano di questo tipo di problemi.
Il CICR ha preso delle misure per aumentare l’approvvigionamento in acqua di alcuni quartieri di Bagdad, che sono solo in parte connessi alla rete idrica di distribuzione. Ad esempio, il 23 marzo, 190 metri cubi di acqua potabile sono stati forniti a 31 stazioni di distribuzione installate dal CICR nel quartiere nord della capitale, Rusafa.

Bassora:
Situazione qualificata come “tesa e difficile”.
Il CICR non dispone attualmente di alcuna indicazione quanto al numero di persone ferite o uccise.
A seguito della distruzione delle linee dell’alta tensione durante le ostilità, continua l’interruzione totale dell’elettricità.
Il 40% della popolazione ha attualmente accesso all’acqua grazie alle misure di urgenza prese il 22 marzo dal CICR e dagli ingegneri locali. Tuttavia, la qualità di questa acqua non è sufficiente perché essa possa essere utilizzata a lungo.
Il CICR continua ad indirizzarsi alle due parti per ottenere l’accesso alla stazione di depurazione delle acque di Wafa Al-Quid, al fine di valutare la situazione e, se possibile, riprendere le operazioni utilizzando i generatori di soccorso che ha recentemente rimesso in funzione.
Per il momento gli ospedali sembrano funzionare e dispongono di sufficiente personale, materiale ed equipaggiamenti.

Erbil (Iraq del Nord):
Il CICR ha trasferito un giornalista australiano ferito, e le spoglie mortali di un altro giornalista, da una zona controllata dai curdi sino alla frontiera iraniana, dive essi sono stati consegnati al console australiano in Iran.
In linea generale, la situazione è qualificata come “calma”. Numerose centinaia di persone hanno lasciato le loro case, tuttavia il personale del CICR e le autorità locali segnalano che solo alcune migliaia di persone si trovano in una situazione di vulnerabilità.


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CICR News del 23 marzo 2003
Iraq: ultime notizie comunicate dal personale del CICR sul campo
Notizie ricevute da Baghdad, Bassora, Kirkuk e dal nord dell’Iraq (Erbil)

Baghdad:
Domenica mattina le équipes del CICR hanno ripreso le loro attività, realizzando delle valutazioni e degli interventi d’urgenza. Le équipes del CICR hanno, da una parte, visitato i principali ospedali della capitale e, dall’altra, continuato a sorvegliare le principali stazioni di depurazione dell’acqua allo scopo di valutare la quantità e la qualità dell’approvvigionamento di acqua potabile. Degli stocks di urgenza di acqua potabile sono stati distribuiti in alcuni quartieri periferici di Baghdad e forniti ad alcuni ospedali.
Secondo fonti mediche 32 pazienti feriti recentemente ed una persona deceduta sono arrivati all’ospedale universitario Al Yarmouk ; due persone recentemente ferite sono state ricoverate all’ospedale Ibn Al-Nafis. Nessun nuovo ricovero di feriti è stato segnalato dall’ospedale generale Al-Kindi.
Sabato, del materiale chirugico e dei sacchi per i cadaveri sono stati consegnati all’ospedale Al Yarmouk, mentre dei kits per suture sono stati forniti all’ospedale Al-Kindi.. Inoltre, entrambi gli ospedali hanno ricevuto 10.500 sacchi da un litro di acqua che serviranno da stocks di urgenza per i pazienti e il personale. Un generatore di soccorso, destinato ad alimenare la sala operatoria dell’ospedale Al-Kindi è stato consegnato sabato mattina, unitamente a del materiale chirurgico.
Sabato il personale del CICR ha assicurato il trasporto di 240 metri cubi d’acqua potabile a 48 stazioni di distribuzione nei quartieri male serviti di Baghdad.

Bassora :
L’alimentazione elettrica dell’insieme delle istallazioni di trattamento dell’acqua non era più assicurata da venerdì pomeriggio; l’éqiuipe del CICR è riuscita sabato pomeriggio a ristabilire l’approvvigionamneto in acqua potabile del 40% della città. Lavorando congiuntamente con il personale del Servizio idrico di Bassora, gli ingegneri e i tecnici del CICR sono riusciti a riconnettere numeorse stazioni di trattamento dell’acqua a Chatt-el-Arab, e a far funzionare i generatori di soccorso di queste installazioni.
Nonostante questi interventi la situazione resta critica: le reti provvisorie di distribuzione dell’acqua non coprono che una parte, e temporaneamente, i bisogni degli abitanti di Bassora (1,2 milioni di persone). Sono stati intrapresi passi presso tutti i belligeranti per ottenere l’accesso alla principale stazione, quella di Wafaa Al-Qaidm, a nord di Bassora. L’obiettivo era di rimettere in funzione le installazioni abituali di trattamento dell’acqua e di permettere l’approvvigionamento della città di Bassora.
Il CICR teme che dei nuovi danni causati alle centrali elettriche o alle linee ad alta tensione perturerebbero l’attività di installazione di approvvigionamento idrico, che avrà conseguenze dirette sulla situazione sanitaria globale della popolazione.

Kirkuk:
Sono stati consegnati alla Mezzaluna Rossa irachena a Kirkuk 800 coperte, 100 assortimenti di articoli igienici, 200 taniche, 100 assortimenti di utensili di cucina e 100 secchi, affinchè la Società nazionale potesse fornire un aiuto d’urgenza alle perone sfollate più colpite.

Nord dell’Iraq :
Le équipes del CICR continuano a valutare, giorno per giorno, le condizioni di vita delle persone sfollate all’interno delle frontiere del Paese; un aiuto d’urgenza (soccorsi materiali quali coperte, fornellini, articoli igienici, taniche, etc.) è fornito alle persone vulnerabili.
Sabato, il CICR ha consegnato un aiuto d’urgenza (utensili di cucina, secchi e altri soccorsi non alimentari) a 130 detenuti trasferiti dal Centro di detenzione dei minori di Ebril in un centro scolastico di Diyana (a parte 22 donne, tutti i detenuti sono minori). Le autorità locali hanno trasferito queste persone a Diyana per delle ragioni di sicurezza.
Inolre, il CICR ha consegnato dei soccorsi non alimentari a 34 famiglie sfollate arrivate a Diyana.

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Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa n. 27 - Ginevra, 24 marzo 2003

La Federazione Internazionale firma un accordo con la Lega Araba

Oggi al Cairo, durante la firma di un accordo storico sull'aiuto umanitario tra la Lega Araba e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, certamente le crisi umanitarie in Iraq ed in Medio Oriente erano presenti in tutti gli animi.

Nell’occasione, Didier Cherpitel, segretario generale della Federazione, ha sottolineato il ruolo cruciale giocato dalle Società di Mezzaluna Rossa membri della Federazione nell'assistenza ai più vulnerabili vittime di tali crisi, particolarmente in Palestina ed in Iraq.

"Grazie al notevole lavoro di preparazione della Mezzaluna Rossa in Iraq, in Iran, in Giordania, in Siria ed in Turchia", ha dichiarato, "abbiamo potuto lanciare un appello di 111 milioni di franchi svizzeri con l’obiettivo di assistere circa 305.000 persone nel caso in cui il conflitto in corso provocasse dei movimenti massicci di profughi. La Federazione continua peraltro a mobilitare risorse in sostegno agli sforzi spiegati dalla Mezzaluna Rossa Palestinese per aiutare una popolazione duramente colpita dalle ostilità, la miseria e la malnutrizione."

L'accordo con la Lega Araba contribuirà a consolidare la collaborazione che unisce già le due istituzioni ed a migliorare il coordinamento delle loro attività, particolarmente nei campi della salute e dell'igiene. "Ci aiuterà anche a rinforzare il nostro appoggio alle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dei Paesi membri della Lega Araba", ha notato ancora il segretario generale della Federazione.

Per ulteriori informazioni, contattare:

A Amman:
Sébastien Carliez, addetto stampa. Tel.: + 9 62795900520
Rana Sidani, addetto stampa, tel: + 9 6277376224
Saleh Dabbakeh, addetto stampa, tel: + 9 62795851122

A Ginevra:
Denis McClean, Capo servizio stampa, tel: + 41227304428 /+ 41792173357
Marie-Françoise Borel, Addetto stampa, tel: + 41227304346 /+ 41792173345
Servizio stampa permanente, tel: + 41794163881

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4-
Comitato Internazionale della Croce Rossa 20/03/2003
Dichiarazione ufficiale di Jakob Kellenberger

Guerra in Iraq: il Presidente del CICR richiama al rispetto del diritto internazionale umanitario

Il Presidente del CICR ha tenuto una conferenza stampa questa mattina, immediatamente dopo lo scoppio delle ostilità. Il CICR fa un solenne appello ai belligeranti per il rispetto del diritto internazionale umanitario e la protezione della popolazione civile.

“Io noto con tristezza che non è stato possibile trovare una soluzione pacifica alla crisi irachena.
L'impatto della guerra è sempre drammatico, in particolare sui civili. Il CICR è molto preoccupato.
Questa è una realtà che noi dobbiamo affrontare. La priorità ora deve essere data alla protezione della vita e della dignità delle vittime di questa guerra, dovunque loro possono essere.

Nei giorni scorsi il CICR ha ricordato ai governi dell’Iraq, del Regno Unito e degli Stati Uniti, i loro obblighi, ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, che tutti questi stati hanno firmato, di proteggere le vite e la dignità umana proprio quando è più a rischio. A tale scopo, sono stati avanzati dei formali appelli.

Il CICR è presente in Iraq ed intende restarvi per continuare ad offrire i propri servizi umanitari. Lo farà come organizzazione indipendente neutrale. I belligeranti devono fare tutto il possibile per facilitare il compito del CICR e delle altre organizzazioni umanitarie.

Il CICR sta coordinando gli sforzi della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa in Iraq, inclusa la Mezzaluna Rossa Irachena. Gli emblemi di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e coloro che lavorano sotto tali auspici, devono essere protetti.

Il CICR lancia solenni e forti appelli a tutti i belligeranti per il rispetto del diritto internazionale umanitario. Ci sono limiti alla guerra. La popolazione civile deve essere rispettata e deve essere protetta. È proibito dirigere attacchi contro la popolazione civile e i belligeranti devono prendere ogni precauzione nelle loro operazioni militari per risparmiare la popolazione civile. Gli attacchi indiscriminati sono proibiti, come le minacce o atti di violenza il cui scopo principale è quello di diffondere terrore fra la popolazione civile.

I feriti e gli ammalati devono essere protetti e devono essere curati. I combattenti che cadono in mano alla parte avversa devono essere rispettati e protetti e devono essere trattati come prigionieri di guerra.

Il diritto di scelta dei mezzi e metodi di guerra non è illimitato. Le armi che hanno effetti indiscriminati e/o provocano danni superflui o sofferenze non necessarie sono vietate dal diritto internazionale umanitario, quali armi chimiche e biologiche. Il CICR fa appello alle parti in guerra affinché non usino armi nucleari.

Il CICR ha deciso di rimanere in Iraq con due delegazioni: a Bagdad e nel nord dell'Iraq. Per gli interventi immediati, lo staff del CICR è composto da 10 stranieri e 100 iracheni che lavorano ormai da lungo tempo.

I compiti principali della squadra includono:
- sostegno immediato agli ospedali dell’Iraq con approvvigionamenti chirurgici per curare i feriti gravi, ospedalizzare ed operare i feriti di guerra;
- eseguire interventi di emergenza per l’acqua ed le installazioni igieniche;
- se necessario, offrire cibo alle persone particolarmente vulnerabili come i pazienti degli ospedali;
- visitare i possibili prigionieri di guerra;

Negli ultimi mesi il CICR ha stabilito dei centri logistici intorno all’Iraq. Personale supplementario è stato trasferito nella regione nelle settimane recenti, quali autisti, logistici, delegati medici ed assistenziali. Altro personale sarà trasferito. Squadre di delegati del CICR ed interpreti sono state addestrate e sono in stato di allerta per un rapido spiegamento per registrare ed intervistare i prigionieri di guerra e le altre persone private della loro libertà.

Le capacità attuali includono:
- Materiale medico per coprire i bisogni di base di oltre 180.000 persone ed approvvigionamenti chirurgici per i feriti di guerra;
- Generi alimentari e non per oltre 150.000 persone sfollate. Nell’arco del breve periodo la capacità potrà essere aumentata a 500.000 persone;
- Supporto alle preesistenti strutture idriche e sanitarie che servono circa 6 milione di persone.

In conclusione: il CICR fa un solenne appello a tutti affinché supportino le norme del diritto internazionale umanitario, che limita la violenza bellica. Anche durante un conflitto, le persone hanno il diritto di essere protette”.

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Il seguente messaggio è stato inviato da Christian D’Accardi a RADIORAI il 25 marzo 2003 (ovviamente sono stata autorizzata dall’autore). L’ho ritenuto interessante perché credo che rispecchi un po’ quello che tutti noi pensiamo riguardo alla citazione delle attività del Movimento Internazionale della Croce Rossa nei servizi sia televisivi che radiofonici in genere.
Per correttezza d’informazione pubblichiamo anche la risposta di Radiorai a Christian.
Come già altre volte in passato, mi piace condividere con tutti gli “Abbonati al Caffè” le riflessioni di uno di noi, che abbiano interesse generale.

M.Grazia


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Sono un Volontario del Soccorso della Croce Rossa Italiana ed affezionato ascoltatore di RadioRai.
Vorrei ringraziare tutti voi di RADIORAI ed in particolare tutti gli operatori di RADIO1 e del GR per i servizi sempre puntuali sulla guerra in atto nell'Iraq e soprattutto per gli approfondimenti che cercano di farci capire i vari punti di vista ed i vari aspetti dello scontro in atto.

Però ... però, lasciatemelo dire, oggi mi avete meravigliato ed un pò stupito.
Il tema di oggi, dopo le immagini choc di ieri, è stato - ovviamente - il Diritto Internazionale Umanitario (ed in particolare l'applicazione delle Convenzioni di Ginevra) e l'attività delle Associazioni e gli Enti Umanitari che lavorano in zona di guerra sentendo anche il parere di diversi professori universitari ed esperti in materia
Ebbene - tra le associazioni - avete sentito le maggiori (la CARITAS, AMNESTY INTERNATIONAL, MSF, ed altre) e non avete sentito la Croce Rossa.
Strano, perché il MOVIMENTO INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA è l' "Ente affidatario" di tali convenzioni.
Strano perché la Croce Rossa (rappresentata in Iraq dalla Mezzaluna Rossa Irachena e dai rappresentanti e funzionari del Comitato Internazionale di Croce Rossa di Ginevra) sono in zona operativa in Iraq ma non solo in Iraq: anche nelle remote aree africane (e non solo) dove si combattono guerre spesso e volentieri dimenticate.
Strano perché la Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ed il Comitato Internazionale di Croce Rossa hanno emesso diversi comunicati stampa in materia e - a quel che mi risulta - nessuno ha mai ripreso quanto da loro affermato.
Strano perché proprio in questi giorni la Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e l'UNHCR hanno appena firmato un protocollo di intesa che definisce le modalità della loro reciproca cooperazione nella regione.

Per non farla ancora più lunga, mi dispiace non aver sentito in questa occasione la voce della Croce Rossa (e non necessariamente quella italiana: il Movimento di Croce Rossa ha tra i suoi principi l'UNITA' e l'UNIVERSALITA') e - pensando di farvi cosa gradita - vi allego (per vostra conoscenza) le due ultime e-mail inviate agli iscritti alla mail-list del Museo Internazionale di Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere (MN) con notizie che potrebbero esservi utili.

Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti ed informazioni.-
Christian.
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MITTENTE: VdS Christian D'Accardi
Volontario del Soccorso della C.R.I.
E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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RISPOSTA di RADIORAI a Christian

Carissimo signor D'Accardi, ha perfettamente ragione! In realtà era previsto un intervento della Croce Rossa, ma i "soliti" problemi di tempo ci hanno costretto a scegliere. Siamo perfettamente consapevoli di non aver esaurito la rappresentazione delle organizzazioni che lavorano nella solidarietà, con fatica e merito, in questi giorni terribili. La ringraziamo per i complimenti e anche per le critiche, le promettiamo che torneremo sul tema e coinvolgeremo la Croce Rossa nelle nostre conversazioni radiofoniche. Continui ad ascoltarci.

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Ad onor del vero, mentre sto componendo questo numero di Caffè, RadioCapital trasmette un collegamento in diretta con Giuseppe Renda delegato CICR da un campo profughi (perdonatemi, non ho colto la località, probabilmente in Giordania) che riporta la situazione in quella zona e quella di un ospedale a Bagdad dove opera una squadra di medici del CICR.

M.Grazia
 
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