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Standing Commission

n° 121 del 29 Marzo 2003 Stampa E-mail
venerdì 28 marzo 2003
29 marzo 2003
nr. 121
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




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1-
CICR Comunicato stampa nr. 23 del 27 Marzo 2003
Delegato del CICR ucciso in Afganistan
Traduzione non ufficila edi M.Grazia Baccolo

2-
Comitato Internazionale della Croce Rossa Aggiornamento n. 5/2003 – IRAQ
Ginevra, 26 marzo 2003 - ATTIVITÀ DEL CICR IN IRAQ
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco e Giuseppe Sonzogni

3-
Croce Rossa Italiana - Comitato provinciale di Modena organizza il
10-11-12 aprile 2003 Convegno D.I.U. presso l'Accademia Militare di Modena, Piazza Roma.
"IL FUTURO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO E LA SUA CONCRETA APPLICABILITÀ"
Comunicatoci da Rosella Baraiolo
1-
CICR Comunicato stampa nr. 23
Delegato del CICR ucciso in Afganistan

Ginevra (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è profondamente scosso e costernato dall’omicidio di uno dei suoi delegati, Ricardo Munguìa, ingegnere specializzato in acqua e ambiente, il 27 marzo, nella provincia di Ourouzgan (sud dell’Afganistan)

Insieme a una squadra di colleghi afgani, il delegato era in missione in un progetto di lavori volti a migliorare l’approvvigionamento di acqua della città di Tirin Kot. I vehicoli a bordo dei quali essi circolavano sono stati intercettati da un gruppo di assalitori non identificati. Ricardo Munguìa è stato uccisio a sangue freddo. Non si dispone al momento, di alcuna ulteriore informazione sulle circostanze della sua morte.

Ricardo Munguìa, 39 anni, lavorava per il CICR dal 1999 e aveva svolto missioni in Colombia, Repubblica del Congo e in Angola.
Il CICR è costernato da questo atto brutale ed inaccettabile. Il CICR partecipa il dolore e l’indignazione dei familiari, degli amici e dei colleghi di Ricardo Munguìa e presenta sincere condiglianze alla sua famiglia.

Informazioni ulteriori : Annick Bouvier, CICR Genève, tél. : ++ 41 22 730 24 58
ou ++ 41 79 217 32 24

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2-
Comitato Internazionale della Croce Rossa
Aggiornamento n. 5/2003 – IRAQ
Ginevra, 26 marzo 2003

ATTIVITÀ DEL CICR IN IRAQ

PRESENZA DEL CICR
Fin dall'inizio degli attacchi aerei degli Stati Uniti e del Regno Unito su Bagdad il 20 marzo, il CICR è rimasto presente nella capitale, con una squadra di 6 non iracheni e 50 persone di nazionalità irachena. Anche la sotto-delegazione di Basra nel sud del Paese è rimasta aperta, ed è gestita da personale iracheno. Nel nord, una squadra di 4 persone non irachene ha base a Arbil, mentre gli uffici di Sulaymaniyah, Dohuk e Diyana sono gestiti da personale nazionale. Squadre di delegati aggiuntivi specializzati in vari campi (acqua ed igiene, medicina, logistica e protezione) stanno lavorando presso uffici del CICR in Kuwait, Giordania, Siria e l'Iran.


ATTIVITÀ DEL CICR

BAGDAD:
Ogni giorno fin dallo scoppio delle ostilità, il CICR è stato in grado muoversi in città per compiere le proprie attività: queste includono le visite agli ospedali principali e alle principali strutture per il trattamento delle acque per stimare la situazione ed identificare alcune necessità urgenti. I movimenti sono stati limitati negli ultimi tre giorni passati, a causa dell’aumentata intensità delle incursioni aeree sia durante il giorno e sia la notte.

AIUTO MEDICO
Durante il corso degli ultimi cinque giorni, il CICR ha effettuato visite quotidiane all’Ospedale Universitario Generale Al-Yarmouk e all’Ospedale Generale Al-Kindi a Bagdad, gli ospedali chirurgici principali che stanno ricevendo e hanno curato i feriti di guerra. Altri ospedali, incluso l’Ospedale Chirurgico Al-Numan , Ibn Al-Nafis e l’Ospedale della Maternità Al-Ilwiyah, sono stati visitati ed assistiti.

Il CICR è concentrato sulla cure delle vittime della guerra. Attualmente non è nella posizione di tenere statistiche sul numero degli incidenti.

Sembra che gli ospedali stiano ben affrontando la situazione. Chirurghi dagli altri ospedali hanno affiancato i loro colleghi negli ospedali principali che ricevono i feriti di guerra. Fin dal 23 marzo, la Mezzaluna Rossa Irachena ha allestito 14 posti di primo soccorso nella capitale, con la presenza di volontari nell’arco del giorno.

Il CICR ha considerevoli scorte di materiali chirurgici a Bagdad per il trattamento dei feriti. I magazzinieri assicurano che le scorte sono pronte per una consegna immediata agli ospedali che possono averne bisogno.

Durante il corso degli ultimi cinque giorni trascorsi, il CICR ha fornito assistenza di emergenza agli ospedali visitati: equipaggiamenti chirurgici, kit per la sutura, materiale vestiario, strumenti chirurgici, anestetici, coperte e sacche per corpi. Negli ospedali sono stati eseguiti anche dei lavori di elettromeccanica ed altre riparazioni di emergenza quali lavori di manutenzione. Per esempio, ad Al-Kindi, è stato installato un generatore di emergenza (150 KVA) per la sala operatoria, ed ad Ibn Al-Nafis, sono finiti i lavori di riparazione del generatore di emergenza.

Occorre notare che, oltre ai feriti di guerra, gli ospedali stanno affrontando un aumento dei pazienti che patiscono malattie croniche quali diabete, asma o problemi cardio-vascolari, le cui condizioni peggiorano come risultato della situazione attuale (per lo stress, la difficoltà di ottenere certe medicine, o modifiche nella dieta). Il 22 marzo, ad esempio l’Ospedale Al-Kindi ha ricevuto 100 pazienti con tali lagnanze.

L'ICRC sta visitando anche istituzioni sociali, come l’Ospedale Psichiatrico di Bagdad (Al-Rashad), orfanotrofi ed i centri per i bambini di strada, per verificare le necessità di base ed offrire l’assistenza necessaria (ad esempio sacche per le scorte d’acqua, manutenzione delle installazioni sanitarie e dei sistemi di scorta dell’acqua, manutenzione dei generatori di emergenza). Finora, nessuno altra necessità è stata registrata oltre al cibo, l’acqua o approvvigionamento sanitario.


APPROVVIGIONAMENTI DELL’ACQUA
Il CICR è impegnato a verificare i possibili danni delle strutture per il trattamento delle acque. Molti edifici e gli impianti idrici hanno già sofferto di danni minori per effetto degli attacchi diretti ed indiretti di missili. A Bagdad, in accordo con le autorità locali, il CICR sta ispezionando le installazioni per il trattamento delle acque dopo le incursioni aeree, per stimare il loro stato di funzionamento ed eventualmente eseguire lavori di emergenza se necessari.

Per esempio, il 25 marzo, dopo che il funzionamento di un importante impianto per il trattamento dell’acqua che serve Bagdad meridionale a seguito di un attacco di un missile era stato compromesso, l’officina mobile del CICR è stata immediatamente mobilitata per riconnettere le unità di pompaggio e i sistemi di controllo. In questo modo è stato ripristinato il 60% della produzione idrica nominale dell’impianto. Un approvvigionamento addizionale è stato organizzato dal CICR con delle autocisterne alimentate da due unità di potabilizzazione posizionate nelle vicinanze.

Sono state prese anche delle misure per distribuire l’acqua a quelle zone di Bagdad non servite, o solamente in parte collegate, alla rete idrica. Continuano gli sforzi per preparare gli ospedali e i centri di cura per possibili tagli ai rifornimenti di acqua.

Così, fin da 22 marzo:
- l’installazione di un'unità di potabilizzazione dell’acqua nel grande Ospedale Cittadino Generale (2,500 letti) è stata completata;
- continuano i lavori di preparazione per assicurare il funzionamento dei generatori di emergenza e le pompe principali;
- i centri di cura sono stati dotati di serbatoi per l’acqua, generatori di emergenza ed altre attrezzatura per renderli capaci di affrontare un possibile guasto della distribuzione idrica o elettrica.
- oltre 10.000 sacche d’acqua potabile sono state approntate e immagazzinate per essere consegnate agli ospedali ed ai centri di cura;
- circa 10.000 sacche di acqua da 1 lt. sono state offerte ogni giorno agli ospedali e centri di cura; serviranno come scorte di emergenza di acqua potabile per i pazienti e il personale;
- circa 200 metri cubici di acqua potabile sono stati forniti ogni giorno a circa 40 stazioni di distribuzione installate dal CICR in zone mal servite o nient’affatto servite di Bagdad (nella zona settentrionale delle banche di Rusafa)
- la Mezzaluna Rossa Irachena è stata approvvigionata con tavolette per la potabilizzazione dell’acqua.

A seguito di contatti con le autorità irachene che gestiscono il sistema idrico e il sistema fognario, si è appreso che, in questo momento, non ci sono problemi di potenza o di approvvigionamento nelle aree del centro e nel sud dell’Iraq e le condizioni di funzionamento degli impianti sono normali a Amara, Samawa, Naseriya e Diwaniyah.


BASSORA
La situazione in Bassora è stata molto tesa durante I giorni scorsi. Il movimento attraverso la città è stato difficoltoso. La sotto delegazione dell’ICRC è rimasta aperta, lavorando per affrontare l’emergenza idrica che sta assillando il milione e mezzo di abitanti di Bassora.


SOCCORSO MEDICO
Il Comitato ha visitato gli ospedali in Bassora che stanno accogliendo I feriti di Guerra, per prendere visione della situazione e delle loro necessità. Assistenza è stata fornita, specialmente nel Bassora Teaching Hospital, dove l’ICRC sta lavorando fin dal 1999. Come a Bagdad gli ospedali sembrano, al momento della stesura di questo rapporto, essere in grado di far fronte al numero di feriti e di altri pazienti

FORNITURE IDRICHE
L’interruzione della fornitura di energia elettrica in Bassora, causata dalla distruzione di linee dell’alta tensione durante le battaglie ha causato l’interruzione della distribuzione d’acqua fin dal 21 marzo. Dal 22 marzo i tecnici e gli ingegneri dell’ICRC, lavorando al fianco delle squadre dell’autorità idrica di Bassora hanno lavorato per collegare diversi impianti di potabilizzazione al fiume Shatt al-Arab e per mettere in funzione generatori di emergenza in questi impianti. Questi interventi di emergenza hanno permesso che circa il 30% della popolazione riguadagnasse la possibilità di avere l’acqua. La situazione rimane comunque critica e questo va considerato solo un intervento pro tempore ed una soluzione parziale. La qualità dell’acqua dal fiume Shatt al-Arab non è infatti sufficientemente buona per essere usata per lungo tempo.

Dopo aver preso contatti con entrambe le parti in conflitto, il 24 marzo l’ICRC è stato in grado di varcare la linea di fronte e di poter accedere alla maggiore installazioni di pompaggio dell’acqua, Wafa’ al-Qa’ed, a nord di Bassora, con la possibilità di valutare la situazione e, se possibile, di rimettere in funzione l’impianto. Fin dal primo mattino del 35 marzo un team dell’ICRC era sul posto a lavorare sull’impianto, insieme con gli ingegneri iracheni. L’obiettivo era di quello di fare tutte le riparazioni necessarie e, più specificatamente, rimettere in funzione le unità di pompaggio dell’acqua usando sei generatori di emergenza. In questo modo gli impianti di trattamento dell’acqua dovevano essere rimessi in funzione nell’area di Bassora, che è stata per quattro giorni senz’acqua potabile. Prima del 26 marzo questo è stato fatto. Entro pochi giorni l’ICRC lavorerà per facilitare il futuro accesso di tecnici locali che potrebbero essere in grado di riparare i danni alle linee dell’alta tensione.

L’ICRC è cosciente del fatto che futuri danni alle stazioni d’energia o alle linee dell’alta tensione continueranno a mettere fuori uso i sistemi di produzione di acqua potabile, cosa che sicuramente avrà un impatto negativo sulla situazione sanitaria della popolazione.

IRAQ DEL NORD
È stimato che diverse centinaia di migliaia di persone hanno lasciato le proprie case e sono al momento disperse nel nord dell’Iraq. È incluso un alto numero di persone che, all’interno dei governatorati del nord controllati dai Kurdi, sono fuggiti dalle città nelle campagne, così come un minor numero di persone che sono fuggite verso le aree controllate dai Kurdi provenendo dalle altre città dell’Iraq (come ad esempio Mosul e Kirkuk). Questi ultimi sono alcune migliai e sono tutt’ora i più vulnerabili. Sono spesso rinvenuti in Dohuk ed Arbil.
Secondo le autorità locali nel governatorato di Sulaymaniyah, circa 22350 IDP sono stati registrati nei dintorni di Penjwin, vicino al confine Iraniano. Sembra che, al momento, questi IDP non stiano tentando di attraversare il confine verso l’Iran e che alcuni hanno iniziato a fare ritorno a casa, mentre altre persone stavano continuando ad arrivare.

Le squadre dll’ICRC sul campo e le autorità locali stimano che in generale non siano molte le persone che abbiano grandi necessità tra i profughi, benché poche migliaia siano identificate cone vulnerabili. Molti dei profughi hanno lasciato le loro case prima dello scoppio delle ostilità, abbandonando in questo modo le città per i villaggi dopo essersi abbastanza preparati. Molti hanno trovato accoglienza presso parenti o in strutture pubbliche. Le squadre dell’ICRC provvedono alle necessità quotidiane delle condizioni di vita dei profughi e forniscono beni di prima necessità adatti all’emergenza (coperte, stoviglie, riscaldatori, beni per l’igiene, gavette eccetera). Durante lo scorso weekend, l’ICRC ha assistito circa 1000 profughi in questo modo.

Il 22 marzo l’ICRC ha consegnato aiuti alla Mezzaluna Rossa Irachena a Kirkuk, in modo da metterla nella condizione di fornire assistenza ai profughi vulnerabili (800 coperte, 100 kit per l’igiene, 100 riscaldatori, 200 gavette, 100 set da cucina, 100 stoviglie e 100 secchi).

L’ICRC ha inoltre provveduto a fornire kit per l’emergenza (utensili da cucina, scaldatori, secchi, coperte) a 130 detenuti che, per la loro sicurezza, erano stati trasferiti dale locali autorità dal riformatorio di Erbil a Diyana.

Lunedì 24 marzo l’ICRC ha trasportato un giornalista Australiano, ferito ed I resti mortali di un altro giornalista Australiano dall’area controllata dai Kurdi al confine Iraniano, dove sono stati presi in consegna dal console Australiano in Iran.

ALTRI PROFUGHI

Fino ad ora ci sono stati solo minimi spostamenti di popolazioni attraverso i confini dell’Iraq.
Cittadini di Nazioni non belligeranti, che cercavano rifugio in Giordania, sono stati accolti in un campo gestito dalla Federazione Internazionale insieme alla Mezzaluna Giordana. L’ICRC ha fornito l’uso di un telefono satellitare in modo da permettere a chi lo voleva di comunicare con i famigliari e far loro sapere di essere sani e salvi.
Secondo la Federazione, 550 persone di differenti nazionalità sono transitate attraverso questo campo fino ad ora (Egiziani, Sudanesi, Pakistani, Palestinesi). Il 24 marzo 160 persone erano accolte nel campo.

PRIGIONIERI DI GUERRA

Prigionieri di Guerra sono stati catturati da entrambe le parti. Questi prigionieri, catturati durante le operazioni di un conflitto armato internazionale, sono protetti dalla Terza Convenzione di Ginevra. Il loro benessere, la loro sicurezza sono responsabilità delle autorità che li detengono. Sotto la protezione della Terza Convenzione di Ginevra l’ICRC è tenuto a far loro visita, a registrare e controllare le condizioni di prigionia ed il trattamento di questi prigionieri. Si è discusso fin dapprima dell’inizio delle ostilità e si è ricevuto assicurazione da entrambe le parti che il ruolo ed il mandato del Diritto Internazionale Umanitario sarebbe stato rispettato e facilitato. Si è discusso della questione dell’accesso ai prigionieri di guerra con le parti.

ASSICURARE IL RISPETTO DEL D.I.U.

L’ICRC ha consegnato un memorandum che contiene un riassunto delle linee guida essenziali delle leggi del DIU ai seguenti stati: Australia, Iraq, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti. Esso include, tra l’altro, le regole per la protezione delle persone che non partecipano o non partecipano più al conflitto armato, la condotta delle operazioni militari, il rispetto per l’Emblema della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per attività mediche e l’obbligo di permettere il regolare svolgimento delle operazioni di soccorso.

Per maggiori informazioni contattare la Divisione Risorse Esterne del Comitato Internazionale della Croce Rossa – Ginevra


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Croce Rossa Italiana - Comitato provinciale di Modena organizza il
10-11-12 aprile 2003 Convegno D.I.U. presso l'Accademia Militare di Modena, Piazza Roma.

"IL FUTURO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO E LA SUA CONCRETA APPLICABILITÀ"

GIOVEDI 10 aprile
Dalle ore 9.30 alle ore 13.00: Introduzione al Diritto Internazionale Umanitario

Saluto ed introduzione ai lavori da parte del Comandante dell’Accademia Militare di Modena
B.Gen.De Maggio M.
Saluto del Commissario del Comitato Provinciale CRI di Modena
Cav.Barigazzi P.
Introduzione e storia dei precursori della Croce Rossa
Prof.Sturla Avogadri P.
Il combattente nei conflitti armati internazionali e non internazionali
Ten.Col.CRI Ridolfi P.
Il relativismo culturale dei Diritti Umani
II.Galli C.
Discussione

Dalle ore 15.00 alle ore 18.00
L’applicabilità del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati

Protezione dei prigionieri di guerra, dei feriti, dei naufraghi e della protezione civile
Gr.Uff. dott.Genesio
Intervento della CRI nei conflitti armati
II.VV. Mion
La Convenzione di New York: la protezione dei peacekeepers
C-dor Av.Toma D.
Discussione

VENERDI’ 11 aprile
Dalle ore 9,30 alle ore 13.00
L’intervento delle FF.AA. e della CRI nelle peace support operations

Intervento delle FF.AA. in Somalia
Ten.Gen.Fiore C.
Intervento delle FF.AA. nei Balcani
Ten.Gen.Cabigiosu C.
Intervento della CRI nei Balcani
II.VV.Amoretti F.
Intervento delle FF.AA. in Kossovo
Magg.Gen. Del Vecchio M.
Discussione

Dalle 15.00 alle 18,30
La partecipazione ad interventi umanitari delle FF.AA.e della CRI

Intervento delle FF.AA. in Afghanistan
Col.Marchiò
Rapporti FF.AA. e popolazione civile in Afghanistan
Ten.Col.Prestia D.
Intervento delle FF.AA. in Palestina
Gen.B. CC Pistolese P.
Intervento delle FF.AA. in Hebron
Gen. B. CC Fazzina C.
Intervento delle FF.AA. a Timor Est
Gen. Comacchione
Discussione


SABATO 12 aprile
Dalle ore 9,30 alle ore 12.30:
L’intervanto delle FF.AA. nella lotta al terrorismo internazionale

Terrorismo e neo terrorismo: aspetti geopolitici.
Avv. Plidori C.M.
Quadro legislativo nazionale
Dott.Mazzei P. – Avv. Brezigar L.
Intervento della Marina Militare Italiana nell’operazione “Enduring Freedon”
Amm.Geminiani D.M.
L’attività della MSU nei Balcani
Gen.B. C.C. Leso L.
Discussione
Chiusura dei lavori e consegna degli attestati di partecipazione


Iscrizioni entro il 5 aprile, contributo Euro 15.00.
Il programma e la scheda di partecipazione sono state spedite ai Comitati Provinciali e Locali.
Ufficio organizzativo tel. 059 221710 Fax 059 224575 Segreteria 348 4415049.

Per il pernottamento, chiedere alla Segreteria quali sono le strutture convenzionate.

 
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