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n° 242 del 25 Marzo 2005 Stampa E-mail
giovedì 24 marzo 2005

25 Marzo 2005
nr. 242
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.192 indirizzi e-mail


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1-CICR: Bollettino Indonesia No. 5 del 22 Marzo 2005
“Attività del CICR in aiuto delle vittime dello tsunami”
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

2-Dal sito web della Federazione Internazionale al link: http://www.ifrc.org/docs/news/05/05030901/
“In Africa le morti provocati dal morbillo si sono quasi dimezzate in cinque anni”
Del 9 Marzo 2005 di Roy Probert da Ginevra
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

3-“Kabul 7 marzo 2005 Inaugurazione del Centro Femminile di Formazione Tecnica”
Di Susanna Fioretti

4- allegato
Progetto “Centro di alfabetizzazione e formazione professionale a favore di donne vulnerabili della periferia di Kabul “ di Susanna Fioretti

 

 


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1-CICR: Bollettino Indonesia No. 5 del 22 Marzo 2005
“Attività del CICR in aiuto delle vittime dello tsunami”
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

Situazione generale
Nella provincia di Aceh, sull’estremità settentrionale di Sumatra, 126.343 corpi, stando a quanto si dice, sono stati evacuati, ed il numero ufficiale di dispersi attualmente è di 97.797. Il numero totale di persone disperse stimato è 400.000. Il processo di pulizia sta compiendo costanti progressi, e nell’area di Banda Aceh il 95% delle strade e l’88% dei luoghi pubblici sono stati ripristinati.

 

Evacuazione delle salme
La Croce Rossa Indonesiana (PMI) continua a recuperare tra i 40 ed i 50 corpi al giorno, un‘attività che il CICR continua a supportare. La PMI evacuerà sistematicamente i corpi fino al 26 Marzo, in seguito a quella data le sue squadre interverranno solo su richiesta.

 

Sicurezza economica
La distribuzione di kit per la pulizia continua, nelle scorse due settimane 80 kit sono stati distribuiti in 30 diverse località a Pidie, banda Aceh e Aceh Besar. I kit contengono carriole, badili, scope, scope di filacce per lavare i pavimenti, spazzole metalliche, secchi, panni, spugne, martelli, grembiuli, sapone, disinfettante, materiale per primo soccorso e contenitori per la conservazione dell’acqua. Sono stati progettati per aiutare le comunità fino a 50 famiglie per pulire le loro case ed i dintorni. Ad oggi, 120 kit sono stati distribuiti. Inoltre, sono stati consegnati, su scala inferiore, kit per la casa, comprendenti incerate, tappeti, lenzuola e capi d’abbigliamento intimo.

 

Servizi sanitari
Come precedentemente riportato, l’ospedale da campo di CICR e PMI presso Banda Aceh, che fornisce servizi molto apprezzati dalla popolazione locale, deve spostarsi dallo stadio per avere la sicurezza che non venga colpito dalle macerie nel caso dovesse verificarsi un terremoto di grande entità. Tutte le tende sono state spostate, ad eccezione del teatro operatorio. Finora, l’ospedale ha trattato 5.948 pazienti dimessi e 501 pazienti ricoverati. Il campo per i pazienti dimessi ma sfollati è stato chiuso il 10 Marzo, quando il numero dei residenti è sceso sotto le dieci unità.

 

Acqua e ambiente
Le squadre del CICR per l’acqua e l’ambiente continuano ad installare e riparare gli impianti dell’acqua e dei servizi igienici. Venticinque pozzi sono stati ripuliti a Lambaro Seubun e venti a Lampuuk (entrambi i villaggi si trovano a Aceh Besar), mentre altri sei sono stati ripuliti a L.Punti, presso Aceh Utara. I pozzi erano stati contaminati da fango, sabbia ed acqua salata durante lo tsunami. A Bireun, sono stati realizzati due nuovi pozzi.

Durante le ultime due settimane il CICR ha trasportato, attraverso l’impiego di camion, 480.000 litri di acqua potabile ad Aceh Utara. Ha anche fornito bidoni per l’immondizia e sta provvedendo alla rimozione dei rifiuti presso due campi costruiti vicino all’ospedale da campo.

 

Promozione del Diritto Internazionale Umanitario
La scorsa settimana, sono riprese le sessioni informative pre-impiego riguardanti il Diritto Internazionale Umanitario ed i principi operativi di CICR e PMI: tali incontri sono rivolte alle truppe indonesiane appena arrivate ad Aceh.

 

Protezione
Durante le passate due settimane, le squadre del CICR hanno visitato i carceri di Sabang ed Aceh Selant per accertare le condizioni di detenzione e l’impatto che lo tsunami ha avuto sulle strutture sanitarie, sull’impianto idrico e sulle condizioni abitative. Le squadre hanno anche registrato i detenuti che saranno seguiti dal CICR e hanno controllato se i detenuti sono stati in grado di mettersi in contatto con le proprie famiglie. Se richiesto, forniscono assistenza d base, come ad esempio distribuendo kit per l’igiene personale.

 

Contatti familiari
Il 6 Gennaio 2005, CICR e PMI hanno lanciato il servizio postale e l’attività di ricerca - registrando i sopravvissuti ed i loro indirizzi attuali (liste “sono ancora vivo”), i bambini non accompagnati con membri familiari dispersi (liste “sto cercando..”), mettendo a disposizione telefoni satellitari e moduli dei Messaggi di Croce Rossa - per aiutare i membri delle famiglie a riallacciare i rapporti tra loro in seguito al terremoto e allo tsunami di Dicembre.

Fino al 14 Marzo, CICR e PMI hanno ristabilito i legami familiari in più di 2.702 casi. Hanno segnato 10.619 nomi sulla lista “sono ancora vivo” e 16.069 sulla lista “sto cercando..”. Trentacinque minori non accompagnati sono stati registrati, e tra questi tredici sono stati ricongiunti ai membri delle loro famiglie (quattro nelle ultime due settimane).

Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare:

Bernt Appeland, ICRC Aceh, tel. ++ 62 811 982 504 / ICRC Jakarta, tel. ++ 62 21 720 72 52Vincent Lusser, ICRC Geneva, tel. ++ 41 22 730 24 26/++ 41 79 217 32 64

oppure visitate il sito: www.icrc.org

Tratto dalla newsletter CICR - List generale francaise, su segnalazione dell’ ICRC media Services

 

 

 

2-Dal sito web della Federazione Internazionale al link: http://www.ifrc.org/docs/news/05/05030901/
“In Africa le morti provocati dal morbillo si sono quasi dimezzate in cinque anni”
Del 9 Marzo 2005 di Roy Probert da Ginevra
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

Grazie ad una collaborazione senza precedenti, che ha coinvolto Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, le morti totali causate del morbillo sono diminuite del 39% dal 1999, mentre la regione più colpita dalla malattia, l’Africa, ha registrato un calo del 46%.

“Queste cifre sono storiche. Non era mai successo, da quando si è iniziato a compilare le statistiche, che ci siano stati così pochi decessi da morbillo in Africa,” afferma Jean Roy, responsabile della Salute presso la Federazione Internazionale.

“Questo dimostra che quando i vari partners convergono a livello globale, nazionale e locale, ognuno portando le proprie competenze, possiamo fare un’enorme differenza per la vita delle persone vulnerabili ovunque. L’eliminazione del morbillo nei paesi in via di sviluppo è a portata di mano - e questo sarà un passo vitale verso il raggiungimento del Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la mortalità infantile entro il 2015”, aggiunge.

Il morbillo è una delle principali cause di morte infantile. Solo in decennio fa, il morbillo uccideva milioni di bambini ogni anno e ne colpiva altri 30 milioni, lasciandone molti con invalidità permanenti come cecità e danni cerebrali. A partire dal 1999, i casi globali di morte per morbillo sono scesi da 873.000 nel 1999 ad un numero stimato di 530.000 nel 2003. Viene stimato che 200.000 bambini sono stati salvati ogni anno in Africa.

“Cinque anni fa, moriva un bambino africano al minuto a causa del morbillo, una malattia per cui è disponibile un vaccino da quarant’anni. L’Iniziativa per il Morbillo, uno dei fattori che hanno contribuito a questa riduzione, venne creata sul principio che era possibile prevenire queste morti ed un numero considerevole di giovani vite potevano essere salvate per meno di un dollaro a bambino,” afferma il dott. Mark Grabowsky, capo consulente tecnico della Croce Rossa Americana. “Il nostro successo nella riduzione di morti da morbillo dimostra il potere di un impegno a salvare vite e raggiungere ogni bambino a rischio.”


Lanciata nel Febbraio 2001, l’Iniziativa per il Morbillo ha finora vaccinato 160 milioni di bambini in Africa. Altri 51 milioni di bambini di età inferiore a 5 anni in 13 paesi saranno vaccinati nel 2005.

I partner chiave dell’iniziativa includono la Croce Rossa Americana, la Fondazione delle Nazioni Unite, Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (CDC), Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e la Federazione Internazionale, che supporta le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nei paesi dove le campagne sono in corso, come anche il coordinamento delle attività delle Società Nazionali donatrici.

Jean Roy afferma che la Croce Rossa Mezzaluna Rossa è una componente cruciale per il successo della collaborazione: “Dove l’WHO e l’UNICEF hanno il konw.how tecnico, l’organizzazione logistica e le politiche di rafforzamento delle campagne, noi come Croce Rossa Mezzaluna Rossa portiamo un grande contributo - a partire dalla raccolta fondi fino alla nostra abilità a perorare la causa a livello internazionale, nazionale e locale.”

“Ma ancora più importante, noi disponiamo della rete di volontari su base locale che hanno accesso alle comunità povere e isolate e assicurano un’alta copertura di vaccinazioni. Senza la mobilitazione sociale che i volontari della Croce Rossa mettono in atto a livello di base, non avremmo assistito ad un calo così sensazionale della mortalità causata dal morbillo,” afferma Roy.

Il crollo dei casi di morbillo ha un impatto sul trattamento delle altre malattie, poichè i reparti ospedalieri dedicati ai pazienti malati di morbillo diventano disponibili per i bambini che soffrono di altre patologie. Dopo poche settimane di una campagna, la capacità ospedaliera per altre patologie aumenta fino al 15% grazie al decremento dei casi di morbillo.

Il successo delle campagne contro il morbillo ha avuto un impatto su altre malattie in Africa, specialmente la malaria. Nel 2002, la Croce Rossa Americana e e la Federazione Internazionale hanno perorato la causa di campagne integrate che includevano altri interventi sanitari salva-vita da aggiungere a ciò che è l’impegno logistico principale.

Così, dopo due progetti pilota in Ghana e Zambia, la partnership per il morbillo ha lanciato un’iniziativa senza precedenti in Togo nel Dicembre 2004, dove per combattere la malaria sono state distribuite circa un milione di zanzariere da letto trattate con insetticida (ITN) durante una campagna di vaccinazione contro il morbillo e la poliomielite. I bambini sotto i cinque anni nei paesi dell’Africa Occidentale sono stati protetti da tre malattie killer.

Il successo di questo approccio è stato tale che quattro delle campagne che saranno svolte quest’anno includeranno la distribuzione di zanzariere trattate con insetticida.

La Federazione Internazionale sta pensando a dove sono necessarie ulteriori attenzioni per combattere il morbillo. Jean Roy afferma che Croce Rossa Mezzaluna Rossa si unirà ad altri partner nell’organizzare le sue attività di immunizzazione nei paesi asiatici colpite dallo tsunami, utilizzando come modello l’Iniziativa per il Morbillo per l’Africa.

“Ci sono circa 200.000 morti da morbillo che si verificano ogni anno nei paesi del sud-est asiatico. I servizi di vaccinazione di routine non sono sufficienti a raggiungere un alto livello di controllo, quindi sono chiaramente richieste attività supplementari di immunizzazione.”

 

 

 

3-“Kabul 7 marzo 2005 Inaugurazione del Centro Femminile di Formazione Tecnica”
Di Susanna Fioretti

Oggi c'è stata l’inaugurazione del Centro Femminile di Formazione Tecnica, un progetto disegnato a settembre 2004, iniziato a metà novembre, che è divenuto in pochi mesi realtà in uno dei quartieri difficili di Kabul, dove la popolazione in gran parte analfabeta e molto conservatrice (in maggioranza di etnia Pashtu). Un esempio: riuscire a selezionare le donne e convincerle a venire al Centro per studiare e imparare un mestiere ha comportato prima la richiesta di permessi a mariti e parenti maschi di ogni ordine e grado...


Vorrei avere più tempo per raccontare tutto ciò che è accaduto in tre mesi, fino ad oggi, quando l’Ambasciatore d'Italia, il Vice Ministro (donna) Affari Femminili, il Vice sindaco Kabul, il Capo dei saggi anziani della Comunità, il Capo Distretto ed altre autorità ancora, tra cui rappresentanti di organizzazioni internazionali sono venuti ad inaugurare il Centro delle 'nostre' donne, tra cui ci sono vedove, disabili e soprattutto persone in grande stato di necessità. Come ogni mattina (dal sabato al giovedì, secondo il calendario di lavoro musulmano) le 50 allieve dei corsi sono arrivate alle 8,30, gran parte indossando il burka con cui abitualmente girano e che sfilano appena si sentono 'libere' all'interno del Centro.


E' quello il momento della loro trasformazione da fantasmi senza volto, che scivolano schivi per le strade, a donne, donne piene di voglia di imparare, di crescere, di farcela. Donne per oltre l'80% analfabete, che seguono con attenzione le lezioni di alfabetizzazione per poter scrivere il proprio nome o leggere un giornale, una scheda elettorale. Donne che frequentano con entusiasmo i corsi teorico-pratici che abbiamo pensato per loro e che esulano dal piatto panorama di corsi di formazione femminile offerti fino ad ora alle vulnerabili donne afgane: ricami, taglio e cucito, produzione scopette vegetali e affini. Le allieve 'Portatrici della fiaccola della tecnologia per le donne afgane (questo è il nome tradotto in italiano che le beneficiarie stesse hanno dato al Centro progettato e finanziato dal Programma Emergenza della Cooperazione Italiana, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana) seguono infatti corsi di taglio e la pulitura di gemme (con i macchinari importati dall'India e donati al Centro), di riparazione dei telefoni cellulari, di assemblaggio di lampade fotovoltaiche, il tutto sotto la guida di formatori locali, tre dei quali (fra cui una donna) sono stati inviati in India per la formazione necessaria.

 

Qualcosa mai visto prima a Kabul, e in tutto l'Afghanistan. Infatti molti invitati sono rimasti a bocca aperta, chiudendola poi volentieri sul pasto cucinato dalle allieve che seguono il nostro corso di cucina internazionale per avere la possibilità di aprire un catering o piccolo negozio di cibo italo-indo-afgano...
A differenza di molti corsi offerti da altre organizzazioni internazionali o ong, noi non offriamo incentivi, non diamo un compenso in denaro o generi alimentari per incentivare la frequentazione dei corsi. L'esperienza ha dimostrato che molte donne frequentano i centri che offrono questo tipo di vantaggi soprattutto per ottenere quel piccolo introito, spesso senza una vera motivazione. La motivazione che le nostre donne invece hanno, venendo regolarmente tutte le mattine, tra mille difficoltà, senza essere remunerate per questo ma sperando, credendo, che alla fine del training la loro vita cambierà.
All'inizio è stato difficile. Le donne arrivavano, chiedevano quanto pagavamo al mese e quando scoprivano che non c'erano nulla di tangibile e immediato da ottenere se ne andavano. A mano a mano che il centro veniva allestito e la voce dei suoi scopi e delle sue attività si spargeva, sono arrivate: prima solo 4, poi altre due... e adesso purtroppo dobbiamo respingere le richieste di iscrizione perché non abbiamo più posti disponibili. Un'agevolazione però l'abbiamo offerta alle nostre allieve: possono portare con loro i figli che altrimenti non saprebbero a chi lasciare e che vengono accuditi nel microasilo del Centro da due insegnanti, mentre le mamme studiano. Bambini bellissimi, come loro, e sempre più numerosi, viste le sostanziose merende e le opportunità di gioco e apprendimento che l'asilo offre (la famiglia media in Afghanistan e' considerata di 7 persone...). Una iniziativa del genere da 'noi' sarebbe normale, ma qui sembra quasi di averle mandate su Marte, ancora con il burka addosso.....

Fino a ieri non ne potevo più, ero così stanca e tesa che mi sono presa tutti i mali possibili in una settimana..... ma oggi sono così contenta, e non per me... In soli tre mesi queste donne hanno cominciato, come speravo, a sentirsi diverse, a considerare il centro come un ambiente a loro familiare, perché questo deve diventare , un posto dove loro lavoreranno, guadagneranno ma dove si impegneranno anche e soprattutto a formare ogni anno altre donne, offrendo loro le stesse possibilità.... Se riusciremo a seguirle economicamente e tecnicamente, come pare sia possibile, per almeno un altro anno, ce la dovremmo fare... Inch'Allah....

Susanna Fioretti

 
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