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n° 147 del 18 Luglio 2003 Stampa E-mail
giovedì 17 luglio 2003
18 luglio 2003
nr. 147
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 849 indirizzi e-mail


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1- Benvenuto a chi si è iscritto allo stand "Caffè Dunant" della Fiaccolata 2003
di M.Grazia Baccolo

2- Comunicato Stampa CICR nr 56 del 14 luglio 2003
Tragica scomparsa di un ambasciatore della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3- CICR News No 03/80 del 15 luglio 2003
Repubblica del Congo: assistenza per 10.000 profughi in Brazzaville
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

4- Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Comunicato Stampa nr. 57/03 Ginevra 17 Luglio 2003
La “guerra al terrorismo” mette in evidenza le disuguaglianze dell’aiuto umanitario
La responsabilità degli organismi di assistenza
I diritti e il benessere dei migranti in situazione di vulnerabilità
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

5- allegato in formato word
Bando di concorso promosso da I.P.B. Italia
Premio Letterario Internazionale in lingua Italiana Città di Lugo
UNA FAVOLA PER LA PACE Anno 2003 - Prima edizione
Comunicatoci da Fulgida Barattoni
1-Benvenuto a chi si è iscritto allo stand della Fiaccolata 2003!

Ci siete costati un centinaio di veri caffè :), ma ne è valsa davvero la pena. Un grazie collettivo ai nuovi iscritti che hanno determinato il grande successo dell’iniziativa di raccolta indirizzi e-mail presso lo stand del “Caffè Dunant”, dove si è anche distribuito materiale informativo sulla Croce Rossa e sul D.I.U. Certamente è una grande soddisfazione poter aggiungere in un sol colpo 109 indirizzi di “abbonati” in lingua italiana. Credo che la diffusione di notizie serva a tutti, e credo serva ad aumentare e/o migliorare la coscienza della nostra appartenenza al Movimento Internazionale. La conferma della sua utilità sta nel fatto che, a distanza di 5 anni dal suo numero zero, gli aderenti aumentino ogni settimana, e gli ultimi 109 lo hanno fatto davanti ad una reale tazzina di caffè al Red Cross Café al Campo Lidia della Fiaccolata 2003, quale miglior modo di cominciare. Grazie a tutti: a chi si è iscritto ed a chi, con pazienza ed abnegazione, è rimasto allo stand giornate intere nel caldo torrido, per cercare di convincere chiunque si avvicinasse (Carolina David e i volontari della CRI di Brescia).

M.Grazia Baccolo


2-Comunicato Stampa CICR nr 56 - Ginevra 14 luglio 2003
Tragica scomparsa di un ambasciatore della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa


E’ con grande dispiacere che la Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa annunciano oggi la tragica scomparsa di Gerard Starck, un volontario della Croce Rossa Francese che, da sei anni, ha percorso le strade del pianeta in moto al fine di mobilitare le coscienze in favore della nostra missione umanitaria.

Gerard Starck, 57 anni, è morto ieri nel sud del Kirghizistan a seguito di uno scontro con una automobile mentre stava percorrendo la strada, sotto violenti precipitazioni, verso la capitale ouzbeka, Tachent. La sua famiglia è stata subito informata del dramma e si sta organizzando il rimpatrio in Francia delle spoglie mortali

Quando la morte lo ha sorpreso, Gerard aveva percorso circa 200.000 chilometri sulla sua moto ed aveva visitato 148 Società Nazionali della Croce Rossa e mezzaluna Rossa del mondo intero. Ad ognuna egli donava un nastro rosso ed anche un regalo offerto dalla Società Nazionale che aveva visitato nella tappa precedente.

<Solo qualche giorno prima, egli si era incontrato con il Presidente della Mezzaluna Rossa del Kazakhstan, Erkebek Argymbaev. “ Noi siano stati impressionati dalla sua straordinaria energia e dal suo indistruttibile entusiasmo”, testimonia quest’ultimo. “Egli voleva sensibilizzare il mondo alla natura unica della rete della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che riunisce oggi 179 Società Nazionali, ed egli ha largamente compiuto la sua missione”

Markku Niskala, Segretario Generale ad interim della Federazione internazionale ha espresso la sua profonda commozione alla famiglia del defunto ed ai suoi colleghi della Croce Rossa Francese. “Gerard aveva previsto di partecipare alla Conferenza internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel prossimo novembre, al fine di metteci al corrente delle sue esperienze e di ritrovare le numerose persone incontrate qui e là durante i suoi viaggi” ha precisato M.Niskala. “la sua assenza sarà crudelmente sentita da tuti noi”
Per ogni altra informazione :

Denis McClean, Chef, Service de Presse Tél : + 41 22 730 44 28 / + 41 79 217 33 57
Permanence - Service de Presse Tél : + 41 79 416 38 81



 

 

3- CICR News No 03/80 del 15 luglio 2003

Repubblica del Congo: assistenza per 10.000 profughi in Brazzaville

Venerdì scorso, l'ICRC ha completato un'ulteriore programma di distribuzione per profughi che vivono in otto località a sud di Brazzaville, la capitale della Repubblica del Congo. Le squadre dell'ICRC hanno passato 10 giorni distribuendo sapone, vestiti e sandali per bambini a quasi 4.400 famiglie, più o meno 10.000 persone.

Questo programma viene dopo altre attività dell'ICRC in queste località. Durante quest'anno le squadre dell'ICRC specializzate nell'acqua e nelle abitazioni hanno installato più di 100 docce, costruito o rinnovato tre pozzi e costruito containers in varie località. Oltre a ciò, l'ICRC ha fornito quattro cisterne da 15.000 litri di acqua potabile, con cui sono stati garantiti 120.000 litri di acqua potabile per settimana. Cosi come la fornitura di sapone, queste forniture hanno contribuito a migliorare la situazione igienica.

Le persone che l'ICRC sta assistenzo provengono da Pool, una regione a sud della capitale, che hanno trovato rifugio in quest'area in seguito ai combattimenti del 2002. L'ICRC sta pianificando la propria assistenza basandosi su liste gestite dalle persone responsabili di ogni sito e dai capi villaggio tra le persone rifuguate.

 

4- Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Comunicato Stampa nr. 57/03
Ginevra 17 Luglio 2003

La « guerra al terrorismo » mette in evidenza le disuguaglianze dell’aiuto umanitario


Gli sforzi impiegati per sradicare il torrorismo mondiale pongono seri dilemmi che minacciano la credibilità delle organizzazioni umanitarie, così dichiarano gli autori del Rapporto sulle catastrofi nel mondo – 2003, pubblicato oggi (17 luglio) dalla Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.


Il Rapporto (undicesima edizione) mette in luce la tendenza crescente dei donatori e degli organismi di assistenza a privilegiare gli interventi mediatici associati ai conflitti politico-strategici, come in Irak e in Afganistan, e nelle crisi croniche come quelle che continuano a distruggere l’Angola, la Somalia o la Republica democratica del Congo.

Nell’Aprile 2003, il Dipartimento americano della difesa ha mobilitato 1,7 miliardi di dollari per i programmi di soccorso e di ricostruzione in Irak. Contemporaneamente, mancava 1 miliardo di dollari al Programma alimentare mondiale (PAM) delle Nazioni Unite per una operazione volta a salvare dalla carestia circa 40 milioni di abitanti in 22 paesi africani. In settembre 2002, la Federazione internazionale aveva lanciato un appello in favore dell’Angola, dove la sopravvivenza di più di 4 milioni di persone dipende dall’aiuto umanitario. Quattro mesi dopo, si erano raccolti solo il 4% dei fondi richiesti.

<Noi ci confrontiamo a un disequilibrio evidente nella pratica umanitaria, che lascia nell’ombra numerosi conflitti e altre catastrofi. Se gli organismi di assistenza ed i finanziatori volessero sinceramente offrire un aiuto imparziale, essi dovrebbero agire conformemente ai loro principi ed intervenire là dove i bisogni sono più impellenti> dichiara Juan Manuel Suarez del Toro, Presidente della Federazione Internazionale.

Gli autori del Rapporto mostrano come le forze militari assumano un ruolo umanitario più importante nel quadro dei conflitti mettendo in gioco gli interessi geostrategici occidentali. Molti Molti fra gli umanitari temono che gli interventi internazionali per cambiare i reggimi dei paesi come Kossovo, Afganistan e Irak, abbiano attenuato le differenze fra l’aiuto civile e militare, con la coseguenza di minare lo statuto di imparzialità del personale degli organismi di assistenza umanitaria e di esporli più facilmente ad essere feriti o anche uccisi.

La responsabilità degli organismi di assistenza

Gli organismi di assistenza hanno la loro parte di responsabilità nel dimenticare la sofferenza di certe regioni in preda a crisi croniche. La mancanza di informazioni, la loro cattiva distribuzione ed una collaborazione inadeguata fra le diverse organizzazioni, fanno si che la comunità internazionale resti nell’ignoranza sulla gravità di qualcuna fra queste situazioni di crisi, oppure che si mobiliti con un’assistenza, a volte, inadeguata nei confronti dei reali bisogni.

Secondo uno studio condotto dal Comitato di Soccorso Internazionale (International Rescue Committee), circa 3.3 milioni di abitanti della Repubblica democratica del Congo sarebbero morti fra il 1998 ed il 2003 di malattie per le quali esistono trattamenti efficaci. Tuttavia, quando il progetto intrapreso nel 2000 con lo scopo di costruire e promuovere la pace in questo paese raccolse quasi 250 milioni di dollari, soltanto 37 milioni di dollari sono stati assegnati ai programmi di sanità e ad altre forme vitali di assistrenza umanitaria.

Nel contesto delle crisi complesse, la giusta dose fra l’aiuto d’urgenza e gli investimenti a lungo termine per ridurre la vulnerabilità e favorire uno sviluppo durevole non è mai favile da realizzare. Il Rapporto prende ad esempio il caso dell’afganistan, dove le politiche di assistenza a breve termine e le iniziative volte a ristabilire la pace e la democrazia sono state messe in atto a scapito dei diritti dell’uomo e dello sviluppo a lungo termine. I due terzi dei contributi annunciati in gennaio 2002, in occasione della conferenza dei donatori a Tokio, sono stati assegnati all’azione umanitaria, che è consistita in gran parte in un aiuto alimentare non desiderato dalle autorità afgane, situazione che ha gravemente perturbato l’agricoltura locale.

Il Rapporto è critico verso le organizzazioni internazionali il cui intervento a seguito di una catastrofe contribuisce a minare le capacità delle ONG e dei poteri pubblici locali piuttosto che a rinforzarli. E’ così che, dopo la caduta dei talibani, l’arrivo in Afganistan di oltre 350 organismi di assistenza ha fatto aumentare gli affitti ed i salari in maniera smisurata , distogliendo così dall’amministrazione e dai servizi pubblici vitali degli impiegati locali qualificati e con esperienza. Un autista all’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul può oggi guadagnare circa 500 dollari al mese, il salario di un medico in una clinica governativa non va oltre i 45 dollari al mese.

Nelle situazioni di conflitto e altre catastrofi, i valori morali e i principi umanitari fondamentali sono ormai comunemente trasgrediti. Difronte a questa « deriva » gli autori del Rapporto insistono sulla necessità di fare missioni di valutazione preventive agli interventi, equilibrando le attività di sensibilizzazione e l’azione sul terreno.

Durante la siccità del 2002 in Africa australe, qualche ONG locale del Malawi e della Zimbabwe hanno denunciato la presa del potere sull’aiuto alimentare esterno come sulle riserve di cereali nazionali. Mantenendo per la maggiorn parte un prudente silenzio, con il pretesto di voler garantire la loro presenza in questi paesi, le organizzazioni internazionali si sono esposte all’accusa di tradire i bisogni ed i diritti degli abitanti affamati.

 

I diritti e il benessere dei migranti in situazione di vulnerabilità
I principi umanitari sono minacciati anche al riguardo dei diritti e del Ben-essere dei migranti in situazioni di vulnerabilità. Attualmente, si stima che circa 50 milioni di persone forzate all’esilio o sfollate all’intero del loro paese visono ai margini della società, privati di ogni assistenza o riconoscimento giuridico. Il Rapporto attira l’attenzione sulla profonda crisi del diritto di asilo che affligge il nostro mondo, in tempo in cui si impegna molto denaro per tenere fuori dai paesi del Nord gli eventuali richiedenti, e ad aiutarli davvero poco nei paesi del Sud.

Il maggiore controllo dell’immigrazione per tentare di prevenire l’entrata dei potenziali terroristi in un paese occidentale, comporta seri rischi di discriminazione fondata sulla religione e sulla nazionalità. Oggi negli Stati Uniti, gli appartenenti a 25 paesi stranieri, in maggioranza islamica, sono tenuti a dichiararsi alle autorità dei servizi di immigrazione. C’è da temere anche che, il rafforzamento dei controlli costribuisca a consolidare la rete degli scafisti (traghettatori), che già sfruttano quattro milioni di candidati all’esilio ogni anno.

« Se noi vogliamo veramente rispettare la dignità umana e salvare un maggior numero di vite grazie alla nostra azione, noi dobbiamo mostrarci più responsabili. Noi dobbiamo anche assumere un ruolo morale rinforzato dalla moltitudine degli attori che oggi sono impegnati nell’azione umanitaria, affinchè le persone più vulnerabili ricevano al meglio l’aiuto di cui esse hanno bisogno. Sottolinea Suarez del Toro.

Per informazioni complementari:
Denis McClean, Chef, Service de Presse Tél : + 41 22 730 44 28 / + 41 79 217 33 57

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