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nr. 559 del 14 aprile 2018
sabato 14 aprile 2018

Nr°  559  del 14 aprile 2018

Dichiarazione del presidente del CICR Peter Maurer, dopo la sua visita in Siria  

 

traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

Originale in linga spagnola al link

https://www.icrc.org/es/document/declaracion-del-presidente-del-cicr-peter-maurer-tras-su-visita-siria

La visita che ho fatto in Siria in questa settimana ha rafforzato sempre di più la mia opinione: che la guerra si sia convertita in un’agghiacciante moneta di scambio in quel Paese. Gli scontri guidati dalla logica dell'occhio per occhio e dente per dente sono aumentati di intensità, senza tener conto degli effetti devastanti sui civili.

L'enorme sofferenza della popolazione di Guta Orientale è l'esempio più recente, che si va ad aggiungere agli esempi di Afrin, Mosul, Sana e Taiz. L'obiettivo sembra essere la distruzione, tralasciando il principio fondamentale: l'umanità.

In questa settimana, la crisi siriana entra nel suo ottavo anno. 

Quando le potenze che spingono questo conflitto fermeranno gli scontri?

Sicuramente queste Potenze sanno che una guerra per vendetta è una guerra senza fine, in cui tutti perdono.

L'ultima volta che sono stato nel Paese, dieci mesi fa, c'erano  barlumi di speranza. Erano ancora possibili la ripresa e il ritorno della popolazione . 

Ma, oggi, la situazione si è notevolmente deteriorata.

Che speranza possono avere tutti quei bambini che hanno visto così tante atrocità e le famiglie distrutte? Che speranza può avere quel bambino che ho incontrato in un campo di sfollati e che da anni non frequenta la scuola?

Il conflitto in Siria è caratterizzato da frequenti infrazioni del diritto internazionale umanitario:  luoghi, posti di blocco, attacchi sproporzionati nelle aree urbane e attacchi ai civili e ai servizi civili, come per esempio le ambulanze, i rifornimenti idrici e i mercati.

Queste tattiche sono usate non solo in Siria, ma in tutta la zona: è un gioco geopolitico che mette a rischio la vita umana. Nelle ultime settimane, ho viaggiato in tutto il Medio Oriente e ho visto con i miei occhi il caro prezzo sugli uomini della guerra indiscriminata.

Le persone con cui ho parlato sono esauste. Esauste di bombe e di missili lanciati nelle aree civili; esauste di non sapere cosa sia successo ai loro parenti scomparsi o detenuti.

Sono sul campo con molti lavoratori che sono sfibrati,  stanchi delle cieche giustificazioni delle gravi violazioni commesse contro i civili. La vita umana ha lo stesso valore ovunque: a Guta come a Damasco, ad Aleppo come a Mosul, in Siria e nello Yemen. 

La sofferenza si acuisce quando gli operatori umanitari non hanno l’ autorizzazione a svolgere il proprio lavoro. L'aiuto umanitario non dovrebbe essere mai un gioco politico e nè dovrebbe essere parte del processo politico.

Queste tre questioni sono cruciali: l’accesso umanitario, la protezione dei civili e il trattamento umano dei detenuti. Le tre questioni non rientrano nella categoria di ciò che sarebbe desiderabile; sono un obbligo morale oltre che giuridico.

La Siria è l'operazione più grande e complessa del CICR in tutto il mondo. I nostri anni di esperienza in questo Paese ci permettono di comprendere pienamente tutto ciò di cui hanno necessità i civili. 

Mentre i missili continuano a cadere su Guta Orientale e Damasco, gli scontri persistono in Afrin e milioni di persone sono ancora sfollate, il CICR chiede:

  • rispetto delle Convenzioni di Ginevra e rispetto per i civili e le infrastrutture civili;
  • accesso senza impedimenti nelle prime linee per consentire agli aiuti umanitari di raggiungere le persone colpite dagli scontri, senza eccezioni;
  • accesso a tutti i detenuti per verificare le condizioni in cui si trovano e il loro trattamento;
  • sospensione di tutte le vendite di armi che potrebbero essere utilizzate in violazione del diritto internazionale umanitario. I combattenti ed i loro capi sono responsabili dell'adozione del comportamento legale sul campo di battaglia; ma quelli che vendono armi hanno anche responsabilità; e
  • in relazione allo spostamento e alla migrazione, consentire il ritorno degli abitanti nelle loro case solo se le condizioni di sicurezza sono stabili e solo se decidono di ritornare.

Negli ultimi sette anni, il prezzo del conflitto in Siria è stato molto alto:

  • centinaia di migliaia di persone uccise o ferite;
  • 6,1 milioni di persone sfollate all'interno del Paese;
  • 4 persone su 5 vivono in povertà;
  • 13 milioni di persone (di cui 6 milioni sono bambini) hanno bisogno di assistenza umanitaria;
  • 1,75 milioni di bambini non possono frequentare la scuola;
  • 2,9 milioni di persone vivono in aree assediate e di difficile accesso.

 

 

 
Nr. 558 del 1 aprile 2018
mercoledì 18 aprile 2018

Nr° 558 del 1 aprile 2018

 

Tratto dal sito web del CICR

Statuti del Comitato internazionale della Croce Rossa

Traduzione non ufficiale di Pancrazio Stangoni

 

1 GENNAIO 2018

Adottati il 21 dicembre 2017 ed entrati in vigore il 1 gennaio 2018

Un'organizzazione imparziale, neutrale e indipendente, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha esclusivamente la  missione umanitaria di proteggere la vita e la dignità delle vittime dei conflitti armati e di altre situazioni di violenza e di fornire loro assistenza.

Il CICR si adopera anche per prevenire la sofferenza promuovendo e rafforzando il diritto e i principi umanitari universali.

Fondato nel 1863, il CICR è promotore delle Convenzioni di Ginevra e del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ( Movimento), di cui dirige e coordina le attività internazionali nei conflitti armati e in altre situazioni di violenza.

 Articolo 1. Il Comitato internazionale della Croce Rossa

Il CICR è un'organizzazione consacrata dalle Convenzioni di Ginevra, dai loro Protocolli Aggiuntivi, dagli Statuti del Movimento e dalle  Conferenze Internazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Conferenze internazionali).

E’ parte delle componenti del Movimento, che comprende anche le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Società Nazionali) e la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FIRC).

Articolo 2. Stato giuridico

Il CICR è costituito come un'associazione disciplinata dagli articoli 60 e seguenti del Codice civile svizzero.

Al fine di adempiere al suo mandato e alla sua missione umanitaria, il CICR gode di uno status equivalente a quello di un'organizzazione internazionale e ha una personalità giuridica internazionale nell'esercizio delle sue funzioni .

Articolo 3. Sede, emblema, logo e valuta

Il CICR ha sede a Ginevra, in Svizzera.

L'emblema del CICR è la croce rossa su sfondo bianco, che è autorizzato a utilizzare in ogni momento, in conformità con le Convenzioni di Ginevra e i loro Protocolli aggiuntivi.

Il logo del CICR è composto da una croce rossa su uno sfondo bianco circondato da due cerchi concentrici, all'interno del quale sono incise le parole "COMITATO INTERNAZIONALE DI GINEVRA" e si sovrappone in modo appropriato .

Il motto del CICR è " Inter arma caritas " e usa anche il motto " Per humanitatem ad pacem ".

Articolo 4. Ruolo

1. Il ruolo del CICR, specialmente, è:

(a) mantenere e diffondere i Principi Fondamentali del Movimento, vale a dire: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità;

b) riconoscere qualsiasi Società Nazionale appena creata o ricostituita che soddisfi i requisiti di riconoscimento stabiliti nello Statuto del Movimento e notificare tale riconoscimento alle altre Società Nazionali;

(c) assumere i compiti ad esso assegnati dalle Convenzioni di Ginevra, lavorare per la fedele applicazione del diritto umanitario internazionale applicabile nei conflitti armati e ricevere qualsiasi reclamo su presunte violazioni di tale diritto;

(d) impegnarsi in ogni momento, in quanto istituzione neutrale la cui attività umanitaria è particolarmente efficace in caso di conflitti armati - internazionali o di altro tipo - o turbative  interne, per fornire protezione e assistenza alle vittime militari e civili di detti eventi e delle loro conseguenze dirette;

e) garantire il funzionamento dell'Agenzia centrale per la ricerca di persone prevista dalle convenzioni di Ginevra;

(f) contribuire, in previsione di conflitti armati, alla formazione e preparazione del personale e delle attrezzature sanitarie, in collaborazione con le Società Nazionali, i servizi sanitari militari e civili e altre autorità competenti;

(g) lavorare per la comprensione e la diffusione del diritto internazionale umanitario applicabile nei conflitti armati e per prepararsi al suo eventuale  sviluppo;

h) assumere i mandati che gli sono stati affidati dalla Conferenza internazionale.

2. Il CICR può prendere qualsiasi iniziativa umanitaria che entri nel suo ruolo di istituzione e intermediario specificamente neutrale e indipendente e prendere in considerazione qualsiasi questione per la quale sia richiesto un esame da parte di tale istituzione.

Articolo 5. Rapporti con altre componenti del movimento

Il CICR mantiene stretti rapporti con le Società nazionali. In accordo con loro, collabora in settori di interesse comune, come la preparazione all'azione in caso di conflitto armato, il rispetto, lo sviluppo e la ratifica delle Convenzioni di Ginevra, la diffusione dei Principi Fondamentali e del diritto internazionale umanitario.

Nelle situazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), che richiedono coordinamento dell'assistenza fornita da Società nazionali di altri paesi, il CICR, in collaborazione con la Società Nazionale del paese o dei paesi coinvolti , assicura l'attuazione in conformità con gli accordi con le altre componenti del Movimento.

Il CICR mantiene stretti rapporti con la Federazione, con la quale collabora in settori di reciproco interesse, in conformità con gli Statuti del Movimento e gli accordi  tra loro stipulati.

 Articolo 6. Relazioni al di fuori del movimento

Il CICR mantiene relazioni con le autorità governative e con tutte le istituzioni nazionali o internazionali la cui collaborazione sia ritenuta  utile.

Articolo 7. Membri del CICR

Il CICR ha fra 15 e 25 membri che vengono scelti per cooptazione tra cittadini/e svizzeri.

I membri esercitano le proprie funzioni su base volontaria, ad eccezione del presidente del CICR e del vicepresidente supplente.

Il CICR può nominare membri onorari tra i membri alla fine del loro mandato.

Articolo 8. Organi del CICR

Gli organi del CICR sono:

a) l'Assemblea;

b) il Consiglio dell'Assemblea;

(c) la Presidenza;

d)  la Direzione;

e) I’Audit interno;

(f) la Commissione indipendente di vigilanza sulla protezione dei dati.

Articolo 9. L'Assemblea

L'Assemblea è l'organo supremo del CICR. Esercita l'alta supervisione dell'istituzione e assicura l'adempimento della sua missione. Definisce la strategia istituzionale e adotta la dottrina, il bilancio e i conti del CICR.

L'Assemblea è composta da membri del CICR. Ha un carattere collegiale.

Articolo 10. Il Consiglio dell'Assemblea

Il Consiglio dell'Assemblea è un organo sussidiario dell'Assemblea. Assicura il corretto funzionamento dell'istituzione, in particolare nel settore della gestione delle risorse umane e della gestione finanziaria, e assiste l'Assemblea nei suoi compiti. Per fare ciò, il Consiglio dell'Assemblea interagisce regolarmente con la Direzione.

È composto da cinque a sette membri eletti dall'Assemblea, tra cui il/la presidente del CICR e il/la vicepresidente supplente.

Articolo 11. Presidenza

Il Presidente del CICR ha la responsabilità primaria delle relazioni esterne del CICR.

Come presidente dell'Assemblea e del Consiglio dell'Assemblea, assicura la salvaguardia delle competenze di questi due organismi e segue da vicino la gestione dell'istituzione.

Il presidente del CICR è assistito nell'esecuzione delle sue funzioni da uno/a vicepresidente e, se del caso, di un secondo/a  Vice Presidente.

Articolo 12. La Direzione

La Direzione è l'organo esecutivo del CICR. Dirige l'amministrazione, composta da tutti i membri del personale del CICR, ad eccezione dell' Audit interno. È responsabile della gestione dell'Amministrazione e garantisce l'efficienza operativa del CICR.

La Direzione è composta dal/dalla Direttore/Direttrice o dal/dalla Direttore Generale e da tre a direttori o direttrici.

La Direzione è presieduta dal Direttore Generale o dalla Direttrice Generale

Articolo 13. Potere di rappresentanza

Il CICR è vincolato dagli atti del/la Presidente, dal Direttore Generale o da qualsiasi persona da questi autorizzata.

Articolo 14. L' Audit Interno

L' Audit Interno  del CICR valuta, indipendente dall'amministrazione, il grado di controllo che l'ente ha delle sue attività. I suoi metodi sono quelli dell'audit interno operativo e finanziario.

 Copre l'istituzione nel suo complesso, presso la sede centrale e sul campo. Mira a valutare, in modo indipendente, le prestazioni dell'istituzione e la pertinenza dei mezzi attuati in relazione alla sua strategia. Riferisce direttamente all'Assemblea.

Nell'area finanziaria, il ruolo dell'Audit Interno è complementare a quello della società di revisione esterna.

 

 

Articolo 15. Commissione indipendente di vigilanza sulla protezione dei dati

La Commissione indipendente di vigilanza sulla protezione dei dati, indipendentemente dagli altri organismi CICR e dall'amministrazione, verifica la conformità delle operazioni di trattamento dei dati personali del CICR alle pertinenti norme del CICR e Statuto sui diritti degli interessati nel contesto delle singole applicazioni ad essi relative.

Ha competenza su tutte le attività dell'istituzione nel suo complesso, presso la sede e sul campo.

Informa regolarmente l'Assemblea delle sue attività.

Articolo 16. Risorse e controllo finanziario

Le risorse del CICR provengono principalmente dai contributi dei governi e delle Società nazionali. Provengono anche da fondi provenienti da fonti private e dai proventi finanziari propri dell'ente.

Le risorse e i fondi propri disponibili solo per il CICR garantiscono l'adempimento degli impegni di quest'ultimo. È esclusa qualsiasi responsabilità personale o congiunta dei suoi membri.

L'utilizzo di tali risorse e fondi è soggetto a un controllo finanziario interno indipendente ( Audit Interno) ed esterno (società di revisione).

In caso di scioglimento dell'associazione, l’ attivo disponibile saranno interamente assegnate a una o più istituzioni che perseguono scopi umanitari e beneficiano dell'esenzione fiscale. In nessun caso il patrimonio  deve essere restituito ai donatori, ai fondatori o ai fondatori fisici o ai Membri, o essere utilizzato a proprio vantaggio in tutto o in parte, e in qualsiasi modo.

Articolo 17. Regolamento interno

L'Assemblea provvede all’applicazione del presente statuto, in particolare emanando un Regolamento interno.

Articolo 18. Revisione

L'Assemblea può rivedere il presente  statuto in qualsiasi momento. La revisione  deve essere oggetto di due dibattiti programmati nell'ordine del giorno di due sessioni separate.

Qualsiasi emendamento allo statuto deve essere approvato da una maggioranza di due terzi di tutti membri

Articolo 19. Entrata in vigore

I presenti statuti, adottati il 21 dicembre 2017, sostituiscono gli statuti del Comitato internazionale della Croce rossa del 21 giugno 1973 , rivisto il 20 luglio 1998, l'8 maggio 2003, il 18 dicembre 2014 e il 19 novembre 2015. Entrano in vigore e sono efficaci dal 1 gennaio 2018.

 
nr. 557 del 21 marzo 2018
lunedì 26 marzo 2018

 21 marzo 2018

 nr. 557 

 Contenuto:

 1-Dal sito web del CICR

“Persone scomparse, conflitto e crisi carceraria: sono le cose che più preoccupano in Colombia”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

 2-Tratto dal sito web del CICR

“Il triangolo della tragedia in Libia: violenza urbana, spostamenti di massa e pericoli nella migrazione”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

 

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1-Dal sito web del CICR

Persone scomparse, conflitto e crisi carceraria: sono le cose che più preoccupano in Colombia

 

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

Dall’originale spagnolo al link: https://www.icrc.org/es/document/desaparecidos-conflicto-y-carceles-lo-que-nos-preocupa-en-colombia

 

 

Foto: Laura Aguilera Jiménez / CICR / CC BY-NC-ND

 

Bilancio Umanitario 2018

 

La più importante sfida umanitaria che deve affrontare il Paese in questo momento è senza dubbio quella di trovare coloro che sono scomparsi a causa del conflitto e della violenza.

Sono passati più di due anni da quando il governo e le FARC-EP hanno concordato le misure da intraprendere per la ricerca delle persone scomparse nel quadro dell'Accordo di Pace. Tuttavia, questo sforzo non è stato sufficiente: migliaia di famiglie attendono ancora una risposta su ciò che è accaduto ai loro cari.

Tra il 2015 e il 2017, c'è stato un aumento del 133% dei casi di scomparse, aperti dal CICR per sostenere i membri delle famiglie nella ricerca.

Questo fatto non implica necessariamente che siano stati presentati più casi, ma ci sono state più persone in grado di segnalare sparizioni, sia recenti che vecchie.

La pace comunque, è ancora una fragile possibilità. Nonostante il conflitto tra il governo e le FARC-EP sia giunto alla fine, gli scontri fra i gruppi armati, o tra loro e la Forza Pubblica, non hanno dato tregua in diverse aree, principalmente contadine, afro-colombiane ed indigene.

Lo Stato colombiano ha compiuto sforzi enormi per raggiungere le comunità più lontane. Tuttavia, gli interessi del controllo territoriale dei vecchi e dei nuovi gruppi armati hanno lasciato una scia di civili colpiti. Rimane ancora molto da fare per eliminare lo sconforto e l’angoscia dalle regioni che avrebbero dovuto beneficiare maggiormente dopo la firma dell'Accordo di Pace.

 

Sebbene la cessazione bilaterale concordata per 101 giorni tra il governo e l'ELN abbia provocato un periodo di tregua in alcune parti del Paese, la popolazione più colpita necessita, fortemente, di accordi umanitari stabili e duraturi con un intervento reale sulle condizioni di vita. 

In qualità di intermediari neutrali e indipendente, rimaniamo disponibili a sostenere iniziative volte ad alleviare la sofferenza delle vittime.

In diverse città, il controllo sociale da parte dei "combo" e le bande criminali, i confini invisibili, le minacce, la violenza sessuale e l’uso dei bambini per attività criminali causano scompiglio umanitario. Tuttavia, questi fenomeni spesso passano inosservati o, nel peggiore dei casi, sono visti come conseguenze naturali della disuguaglianza e della povertà. 

È inaccettabile che tali abusi siano lo “status quo” in molte zone urbane del Paese.

 La crisi carceraria

Esiste un consenso tra le istituzioni colombiane nel considerare la politica criminale del Paese incoerente ed inefficace. La Corte Costituzionale ha sottolineato il suo aspetto eccessivamente punitivo e le condizioni attuali violano la dignità umana e i diritti dei detenuti.

Mentre riconosciamo gli sforzi delle autorità per risolvere le enormi sfide del sistema carcerario, riteniamo che non ci siano stati cambiamenti sostanziali nelle difficili condizioni di vita dei detenuti.

 

La punta dell'iceberg è il sovraffollamento : il 46% nelle 136 prigioni del Paese, secondo i dati INPEC di gennaio 2018.

Questi dati indicano che c'è una sovrappopolazione di oltre 36.400 persone. 

Tuttavia, le gravi conseguenze umanitarie di questa inefficiente politica criminale  sono peggiorate dalla scarsa assistenza medica e dalla mancanza di condizioni sanitarie, in questa situazione si accelera notevolmente la diffusione delle malattie.

Nel tentativo di ridurre la criminalità, dal 1993 la Colombia ha quadruplicato l'uso della detenzione. Tuttavia, non ci sono prove che dimostrino che l'irrigidimento delle pene abbia migliorato gli indici di sicurezza dei cittadini.

 

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 2-Tratto dal sito web del CICR

“Il triangolo della tragedia in libia: violenza urbana, spostamenti di massa e pericoli nella migrazione”

Traduzione non ufficiale di Barbara di Castri

Dall’originale spagnolo al link https://www.icrc.org/es/document/el-triangulo-de-tragedia-en-libia-violencia-urbana-desplazamiento-masivo-de-personas-y

 

 Il Presidente CICR Peter Maurer in visita in Libia

 Ginevra / Monaco di Baviera (CICR) - Nel contesto del conflitto armato in Libia che dura oramai da otto anni, la situazione umanitaria della popolazione sta peggiorando  a causa degli scontri armati persistenti, della violenza e dell’insicurezza, ha detto oggi Peter Maurer, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), dopo una visita di tre giorni nel Paese.

 Di recente, il CICR ha intensificato le sue operazioni in Libia, un Paese che è stato travolto dal caos economico, dall'anarchia generale e dai gruppi armati che, fino dalla rivoluzione del 2011, hanno spinto per ottenere il potere.

La minaccia di un conflitto persistente impedisce a molte persone di tornare a casa e, di conseguenza, la Libia soffre di uno dei più alti livelli di dislocamento pro capite in Africa.

"È difficile capire quante persone siano colpite dal conflitto in Libia", ha detto il presidente del CICR Peter Maurer dopo aver visitato Tripoli, Tobruk e Bengasi per valutare la situazione umanitaria e incontrare le autorità libiche di alto livello. "Dal 2011 la violenza nelle città e gli spostamenti di massa sono una realtà quotidiana per i libici, mentre gli immigrati, alla disperata ricerca di raggiungere l'Europa, rimangono spesso intrappolati e sono vittime di abusi".

Le cifre tragiche evidenziano il pericolo con cui si confrontano le persone colpite dal conflitto, residenti e migranti: 1,3 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari. Si stima che il numero di sfollati interni raggiunga 200.000 persone (il 3% della popolazione), molti dei quali hanno perso la casa a causa di attacchi aerei e di artiglieria pesante nelle aree popolate. Gli ospedali devono affrontare la quotidiana carenza di forniture mediche; Il 20% non è neppure operativo. In tutto il Paese, c’è un incremento delle attività criminali: sequestri, contrabbando, tratta e salvataggio delle persone.

"È evidente che sono necessari sforzi immediati e mirati per alleviare le sofferenze in Libia. La leadership internazionale è fondamentale, la politica dello struzzo non farà altro che aggravare le sofferenze in futuro", ha detto Maurer dopo una serie di incontri costruttivi con le autorità libiche.

"Intendiamo intensificare notevolmente la nostra assistenza e mantenere il nostro impegno ad agire come intermediari neutrali tra tutte le parti, al fine di aiutare le persone direttamente colpite dal conflitto armato e dalla violenza." Riconosciamo anche che dobbiamo adattare il nostro lavoro umanitario a sostegno dei punti di forza di una popolazione che ad oggi ha un alto livello di istruzione e un reddito

medio ".

 

Le sfide della migrazione

 I disordini che colpiscono la Libia sono terreno fertile per lo sfruttamento dei migranti. La situazione deve essere affrontata: molti migranti detenuti in Libia soffrono condizioni disumane e abusi. Migliaia di migranti vivono in una situazione di precarietà nei centri di immigrazione.

A causa dell'instabilità politica e della sicurezza inesistente che si vive oggi nel Paese, il CICR è preoccupato che i luoghi di detenzione non siano conformi ai requisiti fondamentali richiesti, requisiti che possano garantire il trattamento umano e dignitoso dei migranti detenuti.

"Esortiamo fortemente i responsabili politici a sostenere la Libia nella formulazione di politiche migratorie che esplorino alternative alla detenzione e che forniscano misure globali per la protezione dei migranti vulnerabili", ha affermato Maurer.

Il CICR riconosce che gli Stati abbiano legittime preoccupazioni in materia di economia, coesione sociale e sicurezza ed è consapevole del loro diritto di regolare la migrazione. Tuttavia, secondo il diritto internazionale, i migranti non dovrebbero essere lasciati a se stessi o restituiti al Paese in cui potrebbero essere minacciati. Gli Stati dovrebbero analizzare i singoli casi prima di ammettere o espellere i migranti.

Il numero dei migranti dall'Africa che hanno perso la vita sul sentiero migratorio è molto più grande di quello a noi conosciuto. Il CICR incoraggia le autorità competenti ad adottare misure adeguate per chiarire il destino dei migranti dispersi, attraverso la loro cooperazione con il CICR e il rafforzamento dei loro dipartimenti di Medicina e Giustizia Forense.

"L'Europa deve svolgere un ruolo nel garantire il rispetto della dignità umana nelle politiche e nelle azioni migratorie", ha affermato Maurer.

"Il successo delle politiche europee sull'immigrazione non dovrebbe essere misurato dal numero di persone a cui è stato negato l'ingresso in Europa, ma il vero indicatore del successo dovrebbe essere valutato in termini di trattamento dei migranti, quali leggi siano state applicate e se la dignità umana sia stata sempre rispettata.

Il CICR ha mantenuto una presenza ininterrotta in Libia dal 2011, lavorando in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa libica a beneficio dell'intera popolazione del Paese in modo neutrale e imparziale. I volontari della Mezzaluna Rossa hanno lavorato giorno e notte, nonostante i pericoli e le difficoltà, per alleviare la sofferenza dei bisognosi. Quest'anno, il CICR prevede di intensificare l'assistenza di emergenza per le persone colpite dal conflitto, distribuendo cibo e beni di prima necessità; la fornitura di maggiori forniture mediche e supporto per le strutture sanitarie; inoltre il CICR prevede di aiutare nei ricongiungimenti familiari, in particolare supportare i migranti detenuti. Speriamo anche di ottenere l'accesso ai centri di detenzione in tutto il Paese.

 

 

 

 

 


 

 
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